Panchine bollenti in serie A

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di Fabio Moretti
Weekend decisivo per diverse panchine: Stroppa, Cuesta e Abate rischiano, mentre l’ombra di Antonio Conte si allunga su Juventus, Milan e Manchester United.

La lunga sosta che si avvicina potrebbe trasformarsi in un momento decisivo per numerose panchine. I club avranno più tempo per valutare risultati, prestazioni e possibili alternative: per questo, il prossimo turno assume un peso particolare per diversi allenatori. Ne parla Il Giornale.

Stroppa, Cuesta e Abate sembrano essere i tecnici maggiormente esposti a un possibile ribaltone immediato. Più articolata, invece, la situazione di Amorim e Spalletti, sui quali comincia ad allungarsi l’ombra di Antonio Conte. Il nome dell’ex commissario tecnico viene accostato anche al Manchester United, qualora Michael Carrick non dovesse convincere.

Stroppa si gioca la panchina del Venezia

La posizione più delicata sarebbe quella di Giovanni Stroppa. Il tecnico del Venezia affronta la Lazio in una partita che potrebbe determinare il suo futuro.

Una nuova sconfitta rischierebbe di spingere la società a utilizzare la sosta per cambiare guida tecnica. Tra le possibili alternative circola il nome di Igor Tudor, allenatore libero e dotato di una profonda conoscenza della Serie A.

Il croato porterebbe intensità, aggressività e una filosofia basata sui duelli individuali. Al momento si tratta però di un’ipotesi subordinata al risultato della prossima giornata.

Cuesta sotto esame contro il Genoa

Anche Carlos Cuesta non può permettersi un passo falso. Il Parma riceverà il Genoa in uno scontro particolarmente importante per la classifica e per il futuro dell’allenatore.

La società si aspetta una risposta dopo un avvio poco convincente. In caso di nuova prestazione negativa, la sosta potrebbe favorire un cambio in panchina.

Il nome valutato sarebbe quello di Roberto D’Aversa, profilo che conosce perfettamente l’ambiente parmense. Un suo eventuale ritorno garantirebbe esperienza e tempi di inserimento ridotti.

Abate chiamato a rispondere a Bologna

Il Torino di Ignazio Abate sarà impegnato sul campo del Bologna. Una trasferta complicata, nella quale il tecnico dovrà dimostrare di avere ancora il controllo della squadra.

Non sarebbe necessariamente sufficiente il risultato. La dirigenza granata vuole vedere compattezza, organizzazione e una reazione sul piano caratteriale. Un’altra prova negativa aumenterebbe le discussioni durante la pausa.

Abate è quindi chiamato a difendere il proprio progetto in uno degli stadi più difficili del campionato. Il margine d’errore si è ridotto e la gara di Bologna può segnare un passaggio fondamentale della sua stagione.

L’ombra di Conte su Amorim

La posizione di Ruben Amorim non sembra ancora vicina a una rottura, ma il suo Milan deve cominciare a mostrare l’identità promessa. Le difficoltà emerse nelle prime giornate e la mancanza di continuità hanno già provocato critiche.

Il tecnico portoghese ha rivendicato pubblicamente le proprie idee, respingendo i paragoni con altri modelli di gioco. La società gli concederà presumibilmente tempo, ma la pressione resta alta.

In questo contesto riappare il nome di Antonio Conte. L’allenatore rappresenta una suggestione inevitabile per ogni grande società in difficoltà, soprattutto dopo aver deciso di rimanere momentaneamente lontano dalla panchina.

Conte aleggia anche sulla Juventus

Anche Luciano Spalletti deve convivere con il fantasma del tecnico salentino. La sconfitta contro il Sassuolo ha riaperto il dibattito, nonostante la successiva goleada europea contro il NEC.

Il 5-0 ha restituito fiducia, ma l’avversario si è dimostrato troppo modesto per cancellare completamente i dubbi. La sfida con l’Atalanta sarà un esame decisamente più attendibile per valutare la crescita della Juventus.

Spalletti continua a difendere il proprio lavoro e ha ribadito di non voler dare importanza alle voci esterne. Il club lo ha confermato e coinvolto nella costruzione della squadra, ma in casa bianconera i risultati restano l’unico vero scudo.

Conte possiede inoltre un legame particolare con la Juventus. Il suo passato da capitano e allenatore rende ogni accostamento particolarmente rumoroso, anche quando non esiste una trattativa concreta.