Nicolato avverte il Milan: "Amorim è un grande professionista, ma senza una struttura chiara rischia di avere problemi"
Il futuro del Milan passa da Ruben Amorim, ma per Francesco Nicolato il successo del tecnico portoghese dipenderà soprattutto dal contesto societario. Intervenuto ai microfoni di Tuttomercatoweb Radio, l'agente FIFA ed esperto di calcio lusitano ha analizzato il nuovo corso rossonero, soffermandosi anche sull'eterna sfida tra Lionel Messi e Diego Armando Maradona.
"Amorim è bravo, ma il Milan deve dargli una struttura"
Nicolato ha espresso apprezzamento per il tecnico portoghese, sottolineando però alcune perplessità sulla situazione dirigenziale del club.
"In questo momento al Milan c'è un fondo, ma non c'è un direttore sportivo. Amorim è un'ottima persona e un grande professionista; allo Sporting ha fatto grandi cose, mentre al Manchester non è riuscito a incidere. Con lui il Milan passerebbe da Allegri a un modo di giocare completamente diverso".
L'agente ha poi aggiunto quella che, a suo giudizio, rappresenta la principale criticità.
"L'unica vera remora riguarda il fatto che al Milan abbiano quasi sempre vinto allenatori italiani. Personalmente avrei scelto proprio Italiano. Amorim, senza una situazione chiara alle spalle, rischia di avere problemi".
"Il Milan ha qualità, ma sembra un insieme di figurine"
Secondo Nicolato, la rosa rossonera dispone già di un potenziale importante, anche se manca ancora una vera identità collettiva.
"Il Milan in realtà ha una buona rosa, solo che più che una squadra sembra un insieme di figurine. Amorim predilige un calcio posizionale, con costruzione dal basso e sviluppo del gioco. Allo Sporting è riuscito ad abbinare qualità ed efficacia, ma serviranno giocatori funzionali alla sua idea di calcio".
Il paragone tra Messi e Maradona
Nel corso dell'intervento non è mancato un passaggio sul dibattito riguardante il miglior calciatore di sempre, riacceso dalla tripletta di Lionel Messi contro l'Algeria.
"Io entro poco in questi discorsi. Una volta lo chiesi anche a Ottavio Bianchi e mi disse che sono paragoni difficili da fare. È come domandarsi se sia meglio Picasso o Modigliani. Messi è più vicino alla mia generazione, mentre Maradona è stato il simbolo perfetto per una realtà come Napoli. Messi, invece, ha rappresentato l'essenza del Barcellona. Ognuno ha interpretato al meglio il proprio tempo e il proprio ambiente. Giudicarli significherebbe limitarne la grandezza".
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