Mondiali ogni due anni, la UEFA contro la FIFA: "Siamo delusi, non hanno voluto un confronto"

22.09.2021 18:30 di Alessandra Stefanelli   vedi letture
Mondiali ogni due anni, la UEFA contro la FIFA: "Siamo delusi, non hanno voluto un confronto"
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© foto di Gaetano Mocciaro

UEFA contro FIFA, ancora una volta. Stavolta il tema della disputa è la proposta da parte del massimo organismo calcistico mondiale di una Coppa del Mondo ogni due anni, invece che ogni quattro come avviene da sempre. La UEFA, tramite un duro comunicato, si è detta contraria all'idea. Di seguito la nota dell'organismo guidato da Aleksander Ceferin.

"A maggio scorso il Congresso della FIFA ha incaricato l'amministrazione di condurre uno studio sulla fattibilità di un Mondiale ogni due anni. La UEFA presuppone che la parola fattibilità comprenda tutti gli effetti e le conseguenze incluse nell'attività in questione e relative a:

- Calendario, formati e accesso alle fasi finali ed eliminatorie;

- Impatto sulle competizioni già esistenti per club e nazionali e le loro aooportunità sportive e commerciali;

- Impatto sul benessere fisico e mentale dei calciatori;

- Impatto sui tifosi, tra desiderio di vedere competizioni del genere più frequentemente e sostenibilità dei viaggi che sarebbero più frequenti;

- Impatto sul vasto ecosistema del calcio;

- Impatto della maggior frequenza delle fasi finali del Mondiale sul valore e l'appeal dell'evento e del suo marchio;

- Impatto su altre parti essenziali del calcio, come le competizioni femminili che sono in fase d'espansione e richiedono maggiore visibilità e spazi esclusivi;

- Impatto sui tornei giovanili

- Impatto sul sistema sportivo globale e il rispetto che il calcio, in quanto sport più seguito a livello mondiale, deve mostrare agli spazi consolidati di esposizione e valorizzazione utilizzati da altri sport;

In attesa di conoscere nel dettaglio i risultati dello studio, la UEFA prende atto del fatto che la FIFA ha presentato la proposta che prevede il raddoppio delle fasi finali della Coppa del Mondo a partire dal 2028, nonché la finale della Confederations Cup a partire dal 2025, unitamente a una massiccia ristrutturazione delle date riservate dal Calendario Internazionale delle Partite alle partite regolarmente disputate da tutte le 211 federazioni affiliate alla FIFA.

Siamo grati per l'attenzione riservata all'Europeo, con la proposta doppia frequenza del suo evento finale, ma preferiamo affrontare una questione così delicata con un approccio globale piuttosto che speculativo. La UEFA è delusa dalla metodologia adottata, che finora ha portato a comunicare e promuovere apertamente progetti di riforma radicale prima di aver avuto, insieme ad altri stakeholder, la possibilità di partecipare a qualsiasi riunione di consultazione.

Ci sono pericoli reali associati a questo piano:

- La diluizione del valore dell'evento calcistico numero uno mondiale, la cui ricorrenza quadriennale gli conferisce l'importanza con cui sono cresciute generazioni di tifosi;

- Il deterioramento delle opportunità sportive per le nazionali più deboli sostituendo le partite regolari con le fasi finali;

- Il rischio per la sostenibilità dei giocatori, costretti a cimentarsi ogni anno in competizioni estive ad alta intensità invece di pause di recupero più lunghe ad anni alterni;

- Il rischio per il futuro dei tornei femminili, privati ​​di slot esclusivi e messi in ombra dalla vicinanza dei top eventi maschili.

Queste sono solo alcune delle serie preoccupazioni che la proposta FIFA suscita a prima vista e che non possono essere dissipate semplicemente con slogan promozionali infondati sui presunti benefici di un calendario più fitto per le fasi finali.

La UEFA è del parere che il futuro del calendario internazionale debba essere oggetto di un'autentica consultazione e scambio tra la FIFA, le federazioni e le principali parti interessate, iniziando con una discussione aperta sui problemi percepiti e considerando una serie di soluzioni che saranno individuate nel corso del dibattito, tenuto conto dell'interesse del gioco e del legittimo punto di vista delle diverse parti.

In questa fase, il rispetto di un processo di consultazione con gli stakeholders - che dovrebbe essere imparziale - suggerirebbe di astenersi da campagne promozionali di concetti unilateralmente predeterminati che nessuno ha avuto la possibilità di vedere nel dettaglio e che hanno ampio respiro ma spesso effetti imprevisti.

Il 14 settembre, la UEFA e le sue 55 associazioni affiliate hanno chiesto alla FIFA di organizzare un incontro speciale per poter esprimere le loro preoccupazioni sull'impatto di tali piani. La UEFA e le sue 55 federazioni affiliate ad oggi non hanno ancora ricevuto una risposta dalla FIFA".