Mauro: “Obbligati a vincere in Europa”

Mauro: “Obbligati a vincere in Europa”TuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
Massimo Mauro analizza il sorteggio di Europa League: percorso più favorevole per la Juventus, ma pressione e doppio impegno possono pesare.

Massimo Mauro promuove il sorteggio europeo della Juventus, ma mette in guardia Luciano Spalletti dalle insidie dell’Europa League. I bianconeri avranno tre partite apparentemente semplici, mentre Real Sociedad, Celta Vigo e Rennes richiederanno il massimo impegno. Per l’ex centrocampista, Juve e Milan hanno l’obbligo di arrivare almeno in semifinale.

L’esperienza di Mauro in Coppa Uefa

Massimo Mauro conosce bene la competizione, pur avendola vissuta quando si chiamava ancora Coppa Uefa e presentava una struttura molto differente.

L’ex centrocampista ha collezionato diciotto presenze nel torneo con le maglie di Juventus e Napoli tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta.

«Ai miei tempi l’Europa League era una competizione profondamente diversa rispetto a oggi, però...», ha esordito Mauro a Gazzetta prima di analizzare il percorso che attende le due italiane.

Il problema del doppio impegno

Una delle principali insidie sarà rappresentata dalla gestione delle energie tra le partite del giovedì e gli impegni di campionato.

«La Lega farà spesso giocare Milan e Juventus di lunedì, ma forse non basta nemmeno: il doppio impegno è tutt’altro che agevole, poi dall’urna sono venute fuori avversarie di tutto rispetto. In più, sia i rossoneri che i bianconeri non giocano questa competizione da un po’».

Il giorno di riposo aggiuntivo può aiutare, ma non cancellerà le difficoltà legate ai viaggi, alla preparazione ridotta delle partite e alla necessità di mantenere alto il livello fisico.

Spalletti e Ruben Amorim dovranno utilizzare l’intera rosa, alternando gli uomini senza compromettere continuità e risultati.

«Il sorteggio ha sorriso alla Juventus»

Secondo Mauro, tra le due italiane è stata la Juventus a ricevere il calendario più favorevole.

«Probabilmente alla Juve, che avrà tre partite quasi da “riposo” contro Omonia Nicosia, Nec Nijmegen e Hapoel Beer Sheva, ma nelle altre sfide sarà necessario tirare fuori il cento per cento».

Questi tre incontri dovranno garantire ai bianconeri nove punti, fondamentali per costruire la qualificazione diretta agli ottavi.

La Juventus non potrà però permettersi di affrontarli con superficialità. Nel calcio europeo, soprattutto in trasferta, anche le squadre meno quotate possono creare difficoltà attraverso intensità e organizzazione.

Real Sociedad, Celta e Rennes le insidie

Il livello si alzerà sensibilmente nelle sfide contro le avversarie di prima fascia.

«Soprattutto Real Sociedad, Celta Vigo, Rennes sono ottime squadre. Tutto si può fare, e vale anche per il Milan, tranne che sottovalutare l’Europa League. Un torneo molto, molto serio».

La Real Sociedad arriverà all’Allianz Stadium e rappresenterà probabilmente l’esame più prestigioso della League Phase. Il Celta Vigo sarà invece affrontato in Spagna, sul campo nel quale la Juventus perse 4-0 in Coppa Uefa nel 2000.

Anche il Rennes possiede velocità, talento e una tradizione europea da rispettare. Contro queste squadre la Juventus dovrà mostrare il livello necessario per candidarsi alla vittoria finale.

l rischio di pagare l’Europa in campionato

Mauro non nasconde il pericolo che il cammino europeo possa condizionare la Serie A.

«Assolutamente. E la Juve non è partita proprio benissimo con Yildiz, una pedina troppo importante per la squadra di Spalletti».

L’infortunio del numero 10 riduce le alternative offensive della Juventus e obbligherà altri giocatori ad aumentare il proprio contributo. Il mercato potrà offrire nuovi rinforzi, ma la gestione degli uomini rimarrà fondamentale.

«La questione però è una: non si può più sbagliare, specialmente dopo il disastro dell’anno scorso con la mancata qualificazione in Champions».

La Juventus dovrà quindi trovare un equilibrio tra la necessità di avanzare in Europa e quella di riconquistare un posto tra le prime quattro in campionato.

«L’obiettivo minimo deve essere la semifinale»

Per storia e valore della rosa, Juventus e Milan non possono accontentarsi di una semplice partecipazione.

Alla domanda sulla possibilità che le italiane arrivino fino in fondo, Mauro ha risposto senza esitazioni: «Devono, ma il pericolo è proprio questo: l’obiettivo minimo dovrebbe essere la semifinale».

L’obbligo di vincere può però trasformarsi in un peso: «L’imperativo di non poter sbagliare è un fardello, la pressione può incidere e arrivare tanto avanti resta complicatissimo».

La presenza di Bayer Leverkusen, Lione, Real Sociedad, Benfica e delle formazioni inglesi rende il torneo molto più competitivo di quanto possa sembrare.

Meglio il quarto posto della vittoria in Europa League

Il successo nella competizione garantirebbe l’accesso alla Champions League successiva, ma Mauro considera il campionato una strada più affidabile.

«Per un posto in Champions League è sempre meglio puntare almeno al quarto posto in campionato piuttosto che ad alzare il trofeo dell’Europa League».

Vincere una coppa richiede infatti un percorso quasi perfetto nelle partite a eliminazione diretta, nelle quali un singolo episodio può determinare l’intera stagione.

Attraverso il campionato esistono invece più occasioni per recuperare eventuali errori. Juventus e Milan dovranno quindi mantenere entrambe le strade aperte senza concentrare tutte le speranze sulla finale di Francoforte.