Marchisio: “Conte e’ la Juve, ma ora fiducia a Spalletti”

Marchisio: “Conte e’ la Juve, ma ora fiducia a Spalletti”TuttoJuve.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
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di Fabio Moretti
La bandiera della Juventus non nasconde il legame con Antonio Conte, ma davanti alle prime difficoltà della squadra invita l’ambiente bianconero a non ricominciare con rivoluzioni e cambiamenti.

In un’intervista a Gazzetta, Marchisio parla della nuova Juventus, di Kolo Muani, Douglas Luiz, Yildiz, Woltemade e del mercato. E indica anche quello che dovrebbe essere uno degli obiettivi principali della stagione: provare a vincere l’Europa League.

Marchisio: «Conte è Conte per la Juve»

La sconfitta contro il Sassuolo ha immediatamente riacceso in una parte della tifoseria la nostalgia per Antonio Conte. Marchisio comprende perfettamente il sentimento.«La nostalgia per Antonio, a cui anche io sono molto legato, c'è sempre stata e sempre ci sarà. Era così ai tempi di Allegri e anche negli anni successivi. Conte è Conte per la Juve».

Ma da qui a mettere nuovamente tutto in discussione ce ne passa. Marchisio chiede esattamente il contrario. «Però serve continuità e quindi io do ancora fiducia a Spalletti. Gli infortuni, a partire da quello di Yildiz, sono stati pesanti. Ma la Juve non deve mai cercare scuse, mi aspetto che dalla ripresa a Natale possa lottare per le prime posizioni».

«Alla Juventus serve continuità»

È probabilmente il concetto più importante dell’intervista.

Marchisio individua proprio nell’instabilità degli ultimi anni uno dei problemi della Juventus. «Continuità, in campo e fuori. Quella che è mancata negli ultimi anni a tutti i livelli, con cambi in panchina e in società. Adesso va data fiducia a Carnevali, Massara e Ottolini. A Spalletti è già stata rinnovata, è alla seconda stagione a Torino».

Un messaggio molto chiaro. La Juventus ha cambiato tanto. Adesso, secondo Marchisio, bisogna permettere al nuovo progetto di svilupparsi.

«Io sul carro di Kolo Muani»

Spalletti recentemente aveva utilizzato un’immagine molto precisa parlando di Randal Kolo Muani: il tecnico aveva detto di essere salito sul suo carro e di non avere intenzione di scendere.

Marchisio è dalla stessa parte. Alla domanda se anche lui sia salito sul carro del francese risponde senza esitazioni: «Per forza che sono salito. Ma Kolo non è un bomber: dovrà essere bravo Spalletti a trovare gol per vie diverse con Conceição, Nico, McKennie».

Ed è un’osservazione interessante anche tatticamente. Kolo Muani può segnare, ma la Juventus non può dipendere esclusivamente dai suoi gol.Spalletti deve aumentare la produzione offensiva dell’intera squadra.

Douglas Luiz è il vero colpo

Tra i tanti nuovi giocatori della Juventus, Marchisio ne sceglie uno. Douglas Luiz.«L'undicesimo: il nuovo Douglas Luiz. La tecnica non era in discussione nemmeno due anni fa, ma adesso è un altro. E sono convinto che possa dare ancora di più, soprattutto in termini di gol».

«Senza Yildiz è una Juve al 70-75%»

C’è però un’assenza che secondo l’ex centrocampista pesa più delle altre. Quella di Kenan Yildiz. Marchisio non usa mezzi termini:«Molto. È una Juve al 70-75%. Kenan è speciale. Alajbegovic è un bel talento, però è diverso».

Woltemade come Ibrahimovic? «No, Ibra è Ibra»

Marchisio conosce molto bene anche Zlatan Ibrahimovic. Ha condiviso gli allenamenti con lo svedese durante i primi anni juventini e per questo gli viene chiesto se Nick Woltemade possa avere un impatto simile.

La risposta è prudente.«Massimo rispetto, ma non credo. Ibra è Ibra. Woltemade ha tecnica e fisico, però sembra leggero». Il tedesco possiede caratteristiche tecniche particolari per la propria struttura, ma secondo Marchisio deve ancora aumentare la propria presenza e incisività.

«L'Europa League va vinta»Poi arriva un messaggio che interessa direttamente gli obiettivi stagionali.Marchisio non vuole vedere una Juventus che consideri l’Europa League una competizione secondaria. «Spero in un'Europa League da protagonista. La Juventus deve puntare a vincere ogni competizione e la Coppa non va snobbata. Non solleviamo un trofeo da trent'anni in Europa. Basta, no?».

Una frase destinata inevitabilmente a far discutere.

Elkann e l'aumento di capitale

Marchisio commenta anche il nuovo intervento finanziario della proprietà. E non si dice sorpreso. «No, è la conferma dell'unicità del legame tra la famiglia Agnelli-Elkann e la Juventus. Un segnale importante. L'ennesimo in più di cento anni di storia. Una proprietà così ce l'ha soltanto la Juventus».

Alla domanda su quale italiano avrebbe voluto vedere alla Juventus, Marchisio fa immediatamente un nome: «Avrei voluto Tonali, ormai impossibile».

Poi aggiunge un altro centrocampista:«Magari può tornare di moda Frattesi: io ho un debole per i centrocampisti col vizio del gol».

Marchisio spende parole importanti anche per Guglielmo Vicario. «Vicario è un gran rinforzo: i pochi italiani sono un problema di tutte le big, non solamente della Juventus. I tempi sono cambiati, ma i regolamenti no...».