Juve, pronto il rilancio
Non siamo davanti soltanto a un’operazione necessaria per coprire perdite pregresse o mettere in sicurezza i conti. La dimensione della manovra è sensibilmente superiore alle esigenze più immediate del club e proprio per questo una parte rilevante delle nuove risorse potrà essere utilizzata per sostenere la competitività sportiva e gli investimenti futuri.È questo il vero significato del rilancio deciso dalla proprietà. La Juventus ha chiuso il bilancio 2025/26 con una perdita di 66 milioni di euro, il nono esercizio consecutivo in rosso. Allo stesso tempo, però, i costi operativi sono diminuiti di 42 milioni, i ricavi da sponsorizzazioni sono tornati sopra quota 120 milioni e la struttura del debito è stata riequilibrata anche attraverso il bond da 150 milioni con durata dodicennale.
Non è un semplice aumento “tappabuchi”
È questo il primo concetto da chiarire.Se l’obiettivo fosse stato esclusivamente quello di coprire la perdita dell’ultimo esercizio, 250 milioni sarebbero una cifra enormemente superiore al fabbisogno immediato.La società ha spiegato che la ricapitalizzazione dovrà sostenere contemporaneamente rafforzamento patrimoniale, competitività sportiva, valorizzazione del brand, sostenibilità economico-finanziaria ed eventuali investimenti sugli asset immobiliari strategici, Allianz Stadium in testa.
Dentro questa formula c’è quindi anche il mercato, come riporta Gazzetta.
Non tutto l’aumento di capitale verrà naturalmente utilizzato per comprare calciatori, ma una quota significativa potrà essere destinata alla rosa.Ed è qui che la nuova Juventus può finalmente tornare ad avere margine di manovra.
Exor garantisce l’operazione
Il segnale più importante arriva ancora una volta da Exor. La holding della famiglia Agnelli-Elkann possiede il 65,375% della Juventus. Su un aumento massimo di 250 milioni, la quota teoricamente spettante alla proprietà è di circa 164 milioni. Exor ha già deciso di anticipare 60 milioni di euro in conto futuro aumento di capitale e ha manifestato la disponibilità a garantire anche le azioni eventualmente non sottoscritte dagli altri soci.
In sostanza, la Juventus sa già di avere alle proprie spalle una proprietà pronta a coprire integralmente la manovra se necessario. Non è un dettaglio. È ciò che permette a Giovanni Carnevali e alla struttura sportiva di programmare con maggiore sicurezza.Carnevali, Massara e Ottolini dovranno continuare a tenere sotto controllo costo della rosa, ammortamenti, stipendi e saldo complessivo delle operazioni.
La Juventus può ridurre i costi quanto vuole, ma se vuole tornare stabilmente all’equilibrio ha bisogno di tornare a incassare come una grande squadra europea.
Elkann mette le risorse, ora serve il progetto
Il messaggio alla nuova dirigenza è molto chiaro. La proprietà continua a sostenere il club. Soltanto guardando agli aumenti di capitale degli ultimi anni, l’intervento complessivo della famiglia Agnelli-Elkann si avvicina ormai al miliardo di euro. Adesso però non basta più mettere soldi. Bisogna utilizzarli meglio. La Juventus deve evitare il modello nel quale ogni difficoltà sportiva viene risolta attraverso un nuovo investimento.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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