Juve spalle al muro

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di Fabio Moretti
Duecentocinquanta milioni non sono soltanto un aumento di capitale. Sono anche un messaggio.

Exor continua a sostenere la Juventus e John Elkann ribadisce concretamente la volontà della proprietà di accompagnare il club nel percorso di ricostruzione.Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il progetto di bilancio al 30 giugno 2026 e contemporaneamente ha aperto la strada a un nuovo aumento di capitale fino a un massimo di 250 milioni di euro.Exor sosterrà l'operazione e ha già anticipato 60 milioni. L'Assemblea degli Azionisti è prevista nella prima settimana di novembre. Ne parla Corsport. 

Una dimostrazione di vicinanza importante.

Ma anche qualcosa che, inevitabilmente, aumenta le responsabilità di tutti.

Dirigenza, giocatori e soprattutto Luciano Spalletti.

Elkann continua a mettere soldi nella Juventus

La proprietà non si tira indietro. Il nuovo aumento di capitale sarà il quinto intervento di rafforzamento patrimoniale deciso negli ultimi sette anni: considerando le operazioni dal 2019, il Corriere dello Sport calcola interventi complessivi per circa 1,25 miliardi di euro.Il nuovo aumento non sarà destinato esclusivamente al mercato.

La Juventus ha indicato tra gli obiettivi il rafforzamento patrimoniale, la competitività sportiva, possibili interventi sugli asset immobiliari strategici – Allianz Stadium compreso – la valorizzazione del marchio e la sostenibilità economico-finanziaria.È quindi sbagliato trasformare automaticamente i 250 milioni in un fantomatico budget per acquistare calciatori.Ma il significato politico e sportivo dell'operazione rimane evidente.Exor continua a credere nella Juventus.Ora la Champions diventa fondamentaleEd è qui che entra in gioco Spalletti.

Il bilancio 2025/26 si è chiuso con una perdita superiore ai 66 milioni di euro. Secondo l'analisi del Corriere dello Sport, gestione operativa e investimenti hanno assorbito circa 100 milioni di cassa, 76 escludendo l'acquisto dell'immobile del J|hotel.La Champions League assume quindi un'importanza enorme.

La Juventus è rimasta fuori dalla competizione più ricca d'Europa nella scorsa stagione e non può permettersi di trasformare questa assenza in una situazione abituale.Spalletti lo aveva detto chiaramente già in estate:

«Siamo convinti di poter competere per arrivare in Champions League, perché questo ci aspetta chiamandoci Juventus».

Oggi quelle parole assumono ancora più peso.

Spalletti ha ricevuto fiducia

Bisogna però evitare un equivoco. Spalletti non è un allenatore delegittimato o lasciato solo dalla società.È esattamente il contrario.

La Juventus gli ha rinnovato il contratto fino al 30 giugno 2028, motivando la scelta con la necessità di garantire stabilità e continuità al progetto.

John Elkann, inoltre, soltanto poche settimane fa aveva ribadito pubblicamente il rapporto con l'allenatore:

«Con Spalletti c'è un rapporto forte».

E aveva aggiunto:«L'ambizione è sempre quella di vincere, sia in campionato sia in Europa».

Quindi nessuna sfiducia. Ma proprio la fiducia comporta responsabilità.

Carnevali ha costruito una squadra per tornare in ChampionsAnche la società ha cambiato parecchio.

Giovanni Carnevali è diventato amministratore delegato e direttore generale con l'obiettivo dichiarato di rafforzare il progetto sportivo e industriale.

Sul mercato sono arrivati giocatori importanti. Woltemade, Pape Matar Sarr, Grabara e gli altri innesti hanno modificato profondamente la rosa.

La Juventus ha investito.

Non ha costruito probabilmente una squadra obbligata a vincere lo scudetto, ma certamente una formazione che deve competere stabilmente nelle prime posizioni.

Ed è qui che la qualificazione alla prossima Champions diventa il vero spartiacque.

Dopo la sosta arriva il momento della verità

La difficoltà per Spalletti sarà immediata.Dopo questa lunga sosta internazionale comincerà un periodo nel quale la Juventus dovrà giocare praticamente ogni tre giorni. Il calendario presenterà una sequenza durissima tra campionato ed Europa.