Juve, ora serve un piano, voci su Ginevra si o no? E se fosse Alex?

Juve, ora serve un piano, voci su Ginevra si o no? E se fosse Alex?TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 09:05Primo piano
di Massimo Pavan
La Juventus pianifica il futuro

La Juventus vuole ripartire, i segnali economici arrivati nelle ultime settimane raccontano una proprietà ancora presente: Exor sostiene il nuovo aumento di capitale, sottoscriverà la propria quota, si è resa disponibile a garantire l'eventuale inoptato e anticiperà 60 milioni. Dire che la proprietà abbia abbandonato la Juventus, quindi, sarebbe difficile da sostenere, ma essere vicini finanziariamente non basta. Alla Juventus serve qualcosa di più: un progetto riconoscibile, una catena di comando chiarissima e possibilmente una figura capace di rappresentare nuovamente il legame tra proprietà, squadra e tifosi.

I soldi non sono il problema principale

Negli ultimi anni la proprietà è intervenuta ripetutamente per sostenere finanziariamente il club e anche il nuovo aumento di capitale va nella stessa direzione. Il problema è trasformare quelle risorse in un progetto sportivo stabile, la Juventus ha cambiato dirigenti, allenatori, strategie e modelli tecnici troppe volte. Oggi esiste una nuova struttura con Carnevali, Massara e Ottolini. Spalletti rappresenta una scelta forte per la panchina. Adesso bisogna dare continuità a queste decisioni. Perché il rilancio non può significare semplicemente acquistare altri quattro giocatori, deve significare sapere dove si vuole portare la Juventus nei prossimi cinque anni.

Le voci su Ginevra Elkann

Nelle ultime ore è circolata con forza l'indiscrezione relativa a Ginevra Elkann, sorella di John Elkann e componente non esecutivo del consiglio di Exor, come possibile figura per la presidenza della Juventus. questa possibilità, ma al momento non è arrivata un'ufficializzazione del club ed è questa la distinzione fondamentale. Oggi possiamo parlare di un'indiscrezione, non di una decisione ufficiale, anzi smentita da molti. La stessa Juventus, attraverso ricostruzioni riportate dalla stampa torinese, non ha trasformato le indiscrezioni circolate in questi giorni in un cambio di presidenza annunciato. Quindi attenzione a costruire scenari definitivi, ma una figura della proprietà potrebbe servire, qualora Gianluca Ferrero potesse lasciare. Al di là del nome, però, la discussione solleva una questione interessante. Alla Juventus servirebbe nuovamente una presenza più riconoscibile della proprietà nella vita quotidiana del club? Forse sì.

Non necessariamente una figura che intervenga sulle formazioni o sul mercato. Quello deve rimanere compito dei professionisti scelti per guidare l'area sportiva. Ma qualcuno capace di incarnare la proprietà, indicare una direzione e rappresentare il club nei momenti importanti potrebbe aiutare a ricostruire quell'identità che negli ultimi anni è sembrata più debole. La Juventus storicamente ha quasi sempre avuto una figura riconoscibile della famiglia accanto alla squadra. Non significa tornare al passato. Significa recuperare un principio: chi guida la Juventus deve essere percepito come parte della Juventus.

E allora perché non Del Piero?

Qui entra in gioco un altro nome. Alessandro Del Piero, non necessariamente presidente e soprattutto non come semplice figurina da esibire nelle occasioni ufficiali. Del Piero avrebbe senso soltanto con un ruolo vero, un ruolo istituzionale e sportivo, con competenze definite e responsabilità precise. Perché se l'obiettivo fosse soltanto mettere una leggenda in tribuna per tranquillizzare i tifosi, sarebbe un'operazione cosmetica.

La Juventus non ha bisogno di nostalgia, ha bisogno di identità. E Del Piero rappresenta probabilmente uno dei punti di contatto più forti tra la Juventus del passato, il pubblico internazionale e le nuove generazioni di tifosi.

Proprietà più Del Piero: due funzioni differenti

Potrebbe essere questa la soluzione più interessante da immaginare, da una parte una figura della proprietà capace di garantire continuità, presenza e visione strategica, dall'altra un grande uomo Juventus che rappresenti la cultura sportiva del club e faccia da collegamento tra società, squadra e ambiente. Non devono necessariamente essere Ginevra Elkann e Del Piero. I nomi vengono dopo, prima viene il modello. Carnevali deve poter amministrare. Massara e Ottolini devono costruire la squadra,  Spalletti deve allenarla. La proprietà deve indicare obiettivi, risorse e orizzonte, una figura istituzionale di enorme credibilità calcistica potrebbe aiutare a ricostruire l'identità. Ognuno con il proprio ruolo. Senza sovrapposizioni. La Juventus ha bisogno di un piano, non dell'ennesima rivoluzione