La Marca: "Con Carnesecchi la Juve potrebbe aprilre un ciclo. Lucumì sarebbe innesto interessante"

La Marca: "Con Carnesecchi la Juve potrebbe aprilre un ciclo. Lucumì sarebbe innesto interessante"TuttoJuve.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Ieri alle 23:40Altre notizie
di Fabio Moretti
L'avvocato La Marca analizza il mercato di Napoli e Juventus, promuove Lucumí e Carnesecchi e invita gli azzurri a muoversi con pazienza.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto dell’intervista.

La Marca sul mercato di Napoli e Juventus

Secondo lei come sarà il mercato del Napoli?

“Credo che il Napoli debba affrontare questa sessione di mercato con grande attenzione e senza farsi prendere dalla fretta. La squadra parte già da una base molto solida, una delle più competitive del campionato, e per questo motivo non servono rivoluzioni, ma interventi mirati in grado di aumentare ulteriormente qualità e profondità della rosa. Mi aspetto quindi un mercato lungo e ragionato. Le opportunità migliori spesso emergono nelle ultime settimane della finestra estiva, quando le richieste economiche tendono a diventare più sostenibili e si aprono scenari che all'inizio sembravano impraticabili. Lo scorso anno abbiamo visto come intervenire immediatamente significasse confrontarsi con valutazioni molto elevate; attendere può consentire di cogliere occasioni più vantaggiose. L'aspetto fondamentale sarà farsi trovare pronti: avere idee chiare, obiettivi individuati e la capacità di cogliere rapidamente le opportunità che il mercato offrirà. Se il Napoli riuscirà a muoversi con questa strategia, potrà ulteriormente rafforzare una rosa che è già di altissimo livello”.

Il Mondiale degli azzurri e gli obiettivi di mercato

Come valuta al momento il mondiale degli azzurri?

“Per il momento non è un mondiale particolarmente positivo per i calciatori azzurri impegnati nella competizione. Il Belgio, ad esempio, sta vivendo una fase di difficoltà, con due pareggi contro Iran ed Egitto. Se contro la compagine africana l’ingresso di Lukaku si è rivelato decisivo, contro gli asiatici il centravanti belga, pur partendo titolare, non è riuscito a lasciare il segno. De Bruyne ha mostrato solo a tratti il suo talento: il palo su punizione nella prima gara e soprattutto quella giocata tecnica, con uno stop da mostrare nelle scuole calcio, che poteva trasformarsi in un assist contro l’Iran, sono lampi di un campione che però fatica a trovare continuità. Un discorso simile riguarda l’Uruguay, fermo a due punti dopo le sfide contro Arabia Saudita e Capo Verde, con la partita contro la Spagna che rappresenterà un banco di prova decisivo. Purtroppo Olivera è stato protagonista in negativo nell’episodio del retropassaggio che ha portato all’uscita avventata di Muslera e al gol del pareggio della squadra africana. Lang, invece, continua a essere poco coinvolto e al momento sembra difficile immaginare un suo impiego significativo, considerando anche un’Olanda che, nonostante un Malen ancora in ombra, sta trovando risorse importanti in attacco con i gol di Gakpo, Brobbey e Summerville. McTominay, infine, è atteso dalla sfida contro il Brasile: sarà un confronto di grande livello e l’auspicio è quello di poter vedere emergere ancora una volta il talento e la personalità del centrocampista scozzese.”

Come vede le operazioni di Gila e Khalaili?

“Bisogna predicare calma, perché il Napoli si sta muovendo nella direzione giusta. Operazioni di un certo livello non sono semplici da chiudere e non bisogna lasciarsi condizionare dalla frenesia del mercato. Profili come Gila e Khalaili rappresentano due situazioni interessanti. Servirà pazienza per arrivare alla definizione dell’operazione, ma nel caso del difensore il Napoli è consapevole del fatto che il contratto in scadenza nel 2027 può incidere sulle richieste del club proprietario del cartellino, aprendo eventualmente a condizioni più favorevoli per chiudere la trattativa. Per il giocatore dell’Union Saint-Gilloise il discorso è differente: parliamo di un classe 2004, quindi di un talento molto giovane con margini di crescita importanti. In questi casi è normale che servano valutazioni attente, perché bisogna conciliare il valore attuale del calciatore con il potenziale che può esprimere in futuro. La valutazione resta un aspetto su cui si può lavorare facendo leva sul tempo, ma allo stesso tempo il Napoli è consapevole della possibile concorrenza di club della Premier League, sempre molto attenti a questo tipo di profili. La società azzurra, però, non vuole farsi trovare impreparata e lo dimostra l’interesse per quella zona di campo per Norton-Cuffy e Dodô: giocatori differenti tra loro, ma che confermano una strategia precisa basata sulla ricerca di opportunità, prospettiva e margini di crescita”.

Carnesecchi e Lucumí promossi per la Juventus
 

Carnesecchi secondo lei sarebbe il nome giusto per la Juventus?

“Carnesecchi rappresenta sicuramente uno dei migliori portieri che il nostro campionato possa offrire. Ha raggiunto ormai una maturità importante: parliamo di un classe 2000 che negli ultimi anni, insieme a profili come Svilar e Maignan, si è imposto tra i portieri di maggior livello della Serie A. È un calciatore sul quale si può costruire un ciclo, perché unisce qualità, esperienza già maturata e ancora importanti margini di crescita. Si inserirebbe perfettamente nell’ottica di puntare sugli italiani più forti per costruire un’intelaiatura di alto livello nel presente e soprattutto nel futuro. Non sarà però semplice convincere una società solida come l’Atalanta, che ha dimostrato grande capacità nella gestione dei propri talenti: dopo la cessione di Ederson e con altre operazioni importanti sul mercato, non sarà scontato che voglia privarsi di un altro gioiello come Carnesecchi. Per la Juventus, in ogni caso, sarebbe un investimento di grandissimo valore, un’operazione capace di garantire qualità e continuità sia nell’immediato sia negli anni a venire”.

«Lucumí è un'operazione molto intelligente»
 

Per la difesa bianconera la convince il nome di Lucumì?

“Lucumí sarebbe un’operazione molto intelligente, soprattutto se la Juventus riuscisse a ridurre le richieste del Bologna inserendo magari una contropartita tecnica nell’affare. Parliamo di un difensore che conosce già molto bene il nostro campionato e che potrebbe adattarsi al calcio di Spalletti. Nel suo percorso ha lavorato con allenatori dalla forte impostazione propositiva come Italiano e Thiago Motta; quindi, ha già maturato determinati principi di gioco, soprattutto nella costruzione dal basso e nella gestione del possesso. Negli ultimi anni, e in particolare nell’ultima stagione, Lucumí è cresciuto molto: non è più soltanto un difensore affidabile nella fase difensiva e nella marcatura, ma è diventato un vero punto di riferimento del reparto, assumendo sempre più il ruolo di leader. È un profilo che unisce esperienza, conoscenza della Serie A e margini di crescita: elementi che lo rendono particolarmente interessante per il progetto bianconero”.