Malagò, la prima mossa e la questione ct: dibattito aperto
Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Figc. E ci si chiede, su Tmw Radio, quale debba essere ora la prima sua mossa per riscattare il calcio italiano. Secondo Stefano Impallomeni Malagò non dovrebbe in primis farsi suggestionare dalla stampa. "Non deve farsi condizionare da nulla, formare la sua squadra senza pressioni – le parole dell'ex giallorosso –. Siamo con le ruote sgonfie, il campo ci dice che il calcio è cambiato e siamo più lenti degli altri". Secondo Fabio Ravezzani il nuovo presidente dovrà trovare accordi politici per riformare la gestione. "La fortuna poi sarà determinante e Malagò è uno bravo e fortunato. Speriamo in questo. Gravina ha fallito sulla scelta del ct e della dirigenza. Ha sbagliato su Spalletti, su Gattuso, sull'errore di affidarsi a Buffon. Malagò spero riporti qualità e competenza ai vertici della nazionale".
Terreno di condivisione
Secondo l'ex direttore generale della Figc Antonello Valentini, Malagò dovrà portare su un terreno di condivisione tutte le componenti. "Sulla Nazionale invece bisognerà agire su due rami distinti: uno di politica sportiva, dato che con il governo i rapporti non sono buoni, e un ramo strettamente tecnico".
La questione ct
Secondo Franco Vanni serve che venga presto chiarita la questione. "È quello che tutti si aspettano. Quella è la priorità, non perché sia la più urgente nel calcio italiano, ma perché viviamo il Mondiale e soffriamo per la mancata qualificazione". Infine per Simone Braglia, Malagò dovrò individuare lo staff tecnico con cui impostare un programma con obiettivi precisi. "E poi ridurre il numero di stranieri e dare più spazio agli italiani, per poter fare esperienze e avere linfa per la nostra Nazionale. E oggi vedo Maldini come dt, che può comporre la squadra tecnica giusta per ottenere gli obiettivi" le parole dell'ex portiere.
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