La Juve aspetta Elkann

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di Redazione TuttoJuve
Juventus fuori dalla Champions? Spalletti resta sotto esame dopo il finale deludente, mentre Elkann riflette sul futuro tecnico.

John Elkann non era presente all’Allianz Stadium nell’ultima uscita della Juventus e nemmeno a Torino, impegnato all’estero per questioni legate a Exor. Questo, però, non significa distanza dalle vicende bianconere. I contatti con Luciano Spalletti sono continui e destinati a proseguire anche nei prossimi giorni. Alla Continassa si dava praticamente per certa la qualificazione alla prossima Champions League e proprio per questo motivo il ko contro la Fiorentina ha lasciato strascichi pesanti, soprattutto sull’allenatore toscano.

Spalletti non pensa alle dimissioni

Il tecnico juventino non avrebbe intenzione di lasciare l’incarico, pur essendo consapevole delle conseguenze che un eventuale fallimento europeo potrebbe avere sul progetto sportivo. Fin dal suo arrivo, dopo il cambio con Tudor, Spalletti non aveva legato il proprio futuro esclusivamente agli accordi contrattuali. Anche il rinnovo sottoscritto dopo l’ultima pausa del campionato era arrivato senza conoscere quale competizione europea avrebbe disputato la Juventus nella stagione successiva.

Delusione e autocritica dopo il crollo finale

Le ultime due gare interne, concluse con appena un punto raccolto contro Verona e Fiorentina, hanno compromesso una qualificazione che sembrava ormai vicina. Spalletti vive questo momento con forte amarezza e tende prima a mettere in discussione il proprio operato piuttosto che quello della squadra. L’allenatore ritiene di non essere riuscito a portare il gruppo oltre certe difficoltà mentali e pressioni ambientali. Nonostante questo, il suo lavoro viene comunque considerato più incisivo rispetto a quello svolto in precedenza da Tudor e Thiago Motta. Resta però evidente come alcuni limiti strutturali della squadra siano riemersi nei momenti decisivi della stagione, con blackout già visti in passato.

I numeri della gestione Spalletti

Dal suo arrivo in panchina, la Juventus ha conquistato 53 punti in 28 partite. In questo arco temporale soltanto l’Inter ha fatto meglio in Serie A. Quando Spalletti aveva preso in mano la squadra, la qualificazione all’Europa League non era ancora certa e anche il percorso europeo appariva complicato. La Juventus era comunque riuscita a superare la prima fase di Champions, eliminando avversari di livello e raccogliendo risultati importanti contro club internazionali.

Mercato, infortuni e rendimento altalenante

Nel corso della stagione la Juventus ha dovuto convivere con diversi problemi. In porta si sono alternati Di Gregorio e Perin, mentre Vlahovic è stato atteso per mesi senza continuità di rendimento. Anche Openda, David e Koopmeiners non hanno rispettato pienamente le aspettative, lasciando spesso la squadra senza riferimenti offensivi nei momenti più delicati.

Spalletti ha sintetizzato il crollo finale spiegando come “due partite sbagliate hanno mandato tutto all’aria”.

Yildiz e McKennie simboli del calo bianconero

Nel finale di stagione alcuni giocatori chiave sono apparsi in evidente difficoltà fisica. Weston McKennie, da settimane, sembra aver perso brillantezza atletica, mentre Kenan Yildiz continua a convivere con problemi al ginocchio. Questo secondo Corsport.