La Champions scivola via

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di Redazione TuttoJuve

È un disastro annunciato, al netto del finale rocambolesco. Il Milan crolla 3-2 contro l’Atalanta a San Siro e vede allontanarsi quasi definitivamente la corsa Champions. Dopo appena mezz’ora la sfida sembra già scritta: la squadra bergamasca domina con qualità, intensità e velocità, mentre i rossoneri appaiono fragili, disorganizzati e senza anima. Ne parla il Giornale. 

L’Atalanta colpisce subito con Ederson e poi raddoppia grazie alla combinazione chiusa da Zappacosta. Due reti che fotografano perfettamente il momento del Milan: difesa assente, reparti scollegati e totale mancanza di equilibrio. Del celebre “blocco basso” che aveva garantito 24 risultati utili consecutivi non resta più nulla. Gli uomini di Allegri concedono spazi ovunque e ogni accelerazione nerazzurra diventa un pericolo.

In avanti la situazione non migliora. Gimenez non riesce a far salire la squadra, Leao fatica e scivola nel primo tentativo di dribbling, simbolo di una serata storta sotto ogni aspetto. Eppure proprio Leao e Saelemaekers costruiscono le migliori occasioni rossonere del primo tempo, dopo il palo iniziale colpito da Rabiot.

A San Siro esplode anche la contestazione. La Curva Sud espone lo striscione “GF OUT” contro l’ad Giorgio Furlani, mentre dagli spalti piovono fischi assordanti. Il successo della Roma rende inoltre ancora più complicata la rincorsa al quarto posto.

Allegri sotto accusa: cambi bocciati e squadra nel caos

Nella ripresa i cambi di Allegri peggiorano ulteriormente la situazione. Gli ingressi di Nkunku, Fofana, Fullkrug e Athekame rendono il Milan ancora più fragile e confuso tatticamente. L’Atalanta ne approfitta immediatamente con Raspadori, che firma il terzo gol sfruttando l’ennesima disattenzione difensiva.

A quel punto parte dell’ambiente abbandona mentalmente la partita: la Curva Sud lascia gli spalti e da San Siro si alza il coro dedicato a Paolo Maldini. Una scena che sa di resa definitiva e che rappresenta simbolicamente il fallimento di una stagione nata con ambizioni importanti ma precipitata mese dopo mese.

Le responsabilità ora coinvolgono tutti: dirigenza, allenatore e squadra. Le indiscrezioni sul possibile taglio di Igli Tare e su nuovi cambi tecnici confermano il clima di rivoluzione che si respira attorno al club. Più che inseguire la Champions, i rossoneri rischiano ora di perdere terreno anche nella corsa europea contro Roma e Como. Il dato più grave, oltre alla sconfitta, riguarda però l’identità smarrita della squadra. Perché contro l’Atalanta il Milan non ha perso soltanto tre punti: ha perso certezze, equilibrio e forse anche l’anima.