L'ultimo applauso a Beccalossi: il ricordo del calcio italiano

L'ultimo applauso a Beccalossi: il ricordo del calcio italianoTuttoJuve.com
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di Marco Spadavecchia

Nel giorno della scomparsa di Evaristo Beccalossi, a seguito di complicazioni legate a un malore accusato nel gennaio 2025, il calcio italiano ricorda uno dei fantasisti più iconici della sua storia. A Tmw Radio arrivano i ricordi e gli omaggi di chi lo ha conosciuto e apprezzato. "Ne ho apprezzato la simpatia e l'ironia nei suoi commenti conoscendolo da commentatore – ricorda Enzo Bucchioni –. È uno di quei personaggi che non moriranno mai. Quel numero 10 significa poesia, estro, genialità, imprevedibilità. Beccalossi era un grande fantasista. Non ha mai rinnegato nulla, perché era così: ha fatto quello che sentiva di fare e persone così le amiamo tutti".

ESTRO IMPREVEDIBILE – Anche l'ex dirigente dell'Inter Ernesto Paolillo e ha ricordato la figura di Beccalossi. "Prima, da tifoso, lo andavo a vedere giocare e lo seguivo. Ci ha deliziato tanto, insieme ad Altobelli. Poi l'ho conosciuto quando sono entrato in dirigenza all'Inter: frequentava l'ambiente e ho fatto tante chiacchierate con lui. Era un personaggio a cui ci si affezionava facilmente. Così invece l'ex nerazzurro Graziano Bini. "Era venuto per un'amichevole a fine stagione a San Siro – ricorda l'ex difensore – fece un gol strepitoso su punizione e da lì iniziò subito la sua storia con i tifosi. Tutto partì da una giocata che solo lui poteva fare. Era destro e sinistro, per lui era uguale: la mise all'incrocio. Da lì ha cominciato a piacere a tutti. Era genio dentro e fuori dal campo, imprevedibile ma sempre nel bene. Se non era in giornata si giocava con uno in meno, ma quando stava bene faceva cose fuori dal normale".