L'obiettivo di Inter e Juve Palestra: "Mi sento pronto per il salto, chi gioca a calcio deve avere ambizioni"

L'obiettivo di Inter e Juve Palestra: "Mi sento pronto per il salto, chi gioca a calcio deve avere ambizioni"
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di Alessandra Stefanelli

Marco Palestra, esterno del Cagliari e della Nazionale accostato a diverse big della Serie A tra cui Juventus e Inter, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di DAZN: "A oggi posso dire che la carta che avevo su FC26 a inizio anno era un po' sbagliata (ride, ndr). Ora ci siamo, non mi posso lamentare".

Miglior terzino destro della Serie A. Che cosa prova?
"Vuol dire tanto, è bello essere riconosciuti così... Sono contento. Non gioco molto, ma mi sono comprato appena è uscita".

Preferisce giocare a destra o a sinistra?
"Se posso scegliere dico a destra, ma sto bene anche a sinistra, sono a mio agio. Non ho nessun problema. Giocavo centrocampista fino all'U16, poi erano finiti i terzini sinistri nell'U17 e quindi il mister mi mise lì. La prima volta in allenamento ero tutto arrabbiato, non mi piaceva, ma giocando poi è cambiato tutto. Ho capito che fosse la mia posizione. Prima facevo la mezzala e prima ancora il mediano".

Oggi si pensa che non sia giusto dare subito un ruolo a un ragazzo.
"Sono d'accordo, bisogna provare un po' di tutto per capire un po' di più il calcio. Da piccoli poi non è importante la posizione. Da centrocampista io non sarei così forte come da esterno ecco. Non ero uno che rubava l'occhio".

Che anno è stato questo vissuto a Cagliari?
"Bellissimo, mi ha cambiato la vita. Ci penso, mi emozioni, sono contentissimo. Essere nella squadra della stagione è una cosa che non avrei mai pensato a inizio anno, mi piacerebbe succedesse ogni anno, ma non è facile, ci sono tantissimi giocatori di livello. Per ora va bene così, vedremo i prossimi anni".

Si sente già pronto per questo salto?
"Sì, sentirmi pronto mi sento pronto, ma è stato un anno in cui ho preso più fiducia ogni partita che giocavo. Mi devo sentire pronto, ogni persona che gioca a calcio deve avere ambizioni che ti portano a diventare un top".

Cosa la rende speciale?
"Non mi sento speciale sinceramente. Certo, uso entrambi i piedi perché alcune cose preferisco farle con il sinistro, come quando punto l'uomo, ma a calciare sono più destro. È una cosa naturale".

Cagliari che cosa significherà per lei?
"Sicuramente sarà una delle pagine più belle della mia vita, lo dico già adesso nonostante ho tanti anni davanti. Mi sono sentito amato dai tifosi, mi hanno supportato tantissimo, ho creato amicizie nello spogliatoio, poi la città è bellissima e si sta bene. È stata la scelta giusta su tutto, a Cagliari ti senti subito accolto, non solo da tutta la città, ma da tutta la Sardegna, ti senti una squadra unica, qua è bellissimo. Alcuni miei ex compagni dell'Atalanta mi hanno detto di andare, che non me ne sarei pentito. Oggi posso dire di aver fatto bene".