Juventus, una stagione da "dimenticare": ora si decide il futuro

Juventus, una stagione da "dimenticare": ora si decide il futuroTuttoJuve.com
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di Redazione TuttoJuve

Il calciomercato della Juventus si apre nel segno della delusione e della ricostruzione. La stagione appena conclusa consegna alla storia bianconera un verdetto duro da digerire: niente qualificazione alla Champions League, obiettivo minimo che era stato indicato come imprescindibile fin dall'inizio dell'anno. La sconfitta interna contro la Fiorentina, i fischi dell'Allianz Stadium e un derby contro il Torino rimontato da 2-0 a 2-2 hanno reso ancora più amara la chiusura di un'annata travagliata, segnata da tensioni interne, scelte di mercato contestate e un'identità di gioco mai davvero decollata.
Eppure, paradossalmente, da queste macerie si respira già aria di rilancio. La proprietà ha scelto: si va avanti con Luciano Spalletti.

La panchina: Spalletti blindato, ma vuole potere

Nonostante la delusione per la mancata qualificazione alla Champions League, la base tecnica da cui ripartire resta Luciano Spalletti, fresco di rinnovo fino al 2028. Il summit odierno con John Elkann, Damien Comolli e Giorgio Chiellini servirà però a chiarire molto più di una semplice permanenza in panchina. Spalletti vuole una Juventus più aderente alle proprie idee, una Continassa più blindata e un mercato costruito su profili realmente funzionali. In questo senso, il confronto sarà decisivo anche per definire gli equilibri interni con Comolli, finito sotto osservazione dopo una stagione chiusa fuori dalle prime quattro. Chiellini, sempre più centrale nell’area tecnica, può diventare il punto di equilibrio tra proprietà, dirigenza e allenatore.

Il rebus Vlahovic: priorità assoluta
Il nodo più caldo resta Dusan Vlahovic. Spalletti lo considera il centravanti del suo progetto e al vertice spingerà per accelerare sul rinnovo. Il serbo ha chiuso la stagione con quattro gol nell’ultimo mese, ha stretto i denti anche nel derby contro il Torino dopo una settimana complicata dal punto di vista muscolare e ha confermato di essere l’unico attaccante della rosa con certe caratteristiche: fisicità, presenza in area, capacità di reggere il duello e di dare un riferimento alla squadra. La trattativa, però, resta complessa. La base del nuovo contratto sarebbe intorno ai 6 milioni più bonus, ma il nodo principale riguarda il bonus alla firma: l’entourage chiede una cifra superiore agli 8 milioni, mentre la Juventus si sarebbe fermata intorno a quota 3. La distanza è importante e rende il dossier delicato, anche perché Vlahovic ha già attirato l’attenzione di diversi club europei: Bayern Monaco, Atletico Madrid, Chelsea e Newcastle osservano, mentre in Italia il Napoli ha iniziato a muoversi attraverso i primi contatti con l’entourage.



Dal mercato un’attesa rivoluzione 
Se il destino di Dusan Vlahovic è il capitolo più urgente, il cantiere bianconero promette comunque di essere ampio e complesso. La Juventus dovrà valutare diverse situazioni, tra esigenze economiche, rendimento stagionale e caratteristiche richieste da Spalletti. Alcuni giocatori potrebbero diventare sacrificabili, altri verranno presi in considerazione solo davanti a offerte importanti. Per questo, più che parlare di una rivoluzione già scritta, è più corretto descrivere una rosa destinata a essere analizzata in profondità, con diversi nomi finiti al centro delle riflessioni.

In porta il nome di Alisson è circolato con forza negli ultimi giorni ed è stato indicato come un profilo gradito per esperienza e leadership. La pista, però, si è complicata: il Liverpool non sembra intenzionato a privarsi del brasiliano e l’operazione resta difficile per costi e contesto tecnico. In difesa Bremer è uno dei giocatori con maggiore mercato e la clausola da 58 milioni può attirare club di Premier League; in caso di addio, Kim Min-jae sarebbe tra i profili più graditi a Spalletti, che lo ha già allenato al Napoli. Anche qui, però, tutto dipenderà da offerte concrete e sostenibilità dell’operazione.

A centrocampo la richiesta tecnica è chiara: servirebbe un play capace di dare ordine e qualità alla manovra. Lobotka è un nome naturale nei ragionamenti, per il passato con Spalletti, ma resta una pista complicata e legata anche alle scelte del Napoli. Sulla trequarti sono stati accostati diversi profili, ma senza Champions la Juventus dovrà valutare con attenzione costi, ingaggi e priorità. Prima dei nomi, conterà capire quante risorse potranno essere liberate dalle uscite.

Il fattore Champions
Sullo sfondo di tutto c'è la variabile economica più importante: la mancata qualificazione alla Champions League pesa circa 70 milioni di euro di introiti in meno. Una cifra che non può non condizionare l'ampiezza delle operazioni in entrata. Comolli, che pure ostenta sicurezza sa bene che le risorse a disposizione saranno inferiori rispetto alle aspettative iniziali. E che un secondo anno senza la massima competizione europea sarebbe semplicemente inaccettabile per un club come la Juventus.