Rocchi ammette: "Era rigore per la Juventus. Joao Mario aveva il tempo di togliere il braccio"
Il tocco di mano di Joao Mario nell'area della Fiorentina avrebbe dovuto portare all'assegnazione di un calcio di rigore in favore della Juventus. È questa la valutazione espressa da Gianluca Rocchi, ex arbitro e designatore, intervenuto ai microfoni di DAZN per analizzare uno degli episodi più discussi della sfida terminata 2-2 allo stadio Artemio Franchi. Rocchi ha spiegato perché ritiene punibile il contatto, individuando anche un possibile elemento che potrebbe aver influenzato la decisione del VAR.
Fiorentina-Juventus, Rocchi: "Era rigore, il braccio era largo"
L'episodio contestato riguarda il tocco con il braccio di Joao Mario all'interno dell'area viola. L'arbitro Andrea Colombo ha lasciato proseguire il gioco e il successivo controllo del VAR non ha portato all'assegnazione del calcio di rigore. Una valutazione che Rocchi non condivide, pur riconoscendo la particolarità della dinamica dell'azione. "Era rigore ma secondo me c'è un dettaglio che potrebbe aver fatto ragionare il VAR: il pallone arriva da un compagno, ma il braccio qui è largo. Il pallone è inatteso, ma lui poteva toglierlo, aveva tempo".
Juventus, Rocchi spiega il possibile ragionamento del VAR
Nell'analisi dell'ex arbitro, il fatto che il pallone sia arrivato a Joao Mario dopo un intervento di un compagno potrebbe aver inciso sulla valutazione degli addetti al VAR. Rocchi ha tuttavia sottolineato due elementi determinanti: la posizione larga del braccio e il tempo che il calciatore avrebbe avuto per sottrarlo alla traiettoria del pallone. Per questo motivo, secondo la sua interpretazione, il contatto avrebbe dovuto essere sanzionato con un calcio di rigore. Le dichiarazioni di Rocchi si aggiungono alle discussioni arbitrali seguite al pareggio tra Fiorentina e Juventus, una partita nella quale il mancato penalty ha suscitato le proteste della formazione bianconera.
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