Juventus Next Gen, Pagnucco: “Il primo gol tra i pro è stato incredibile. Ma il bello deve ancora venire”
Protagonista di un grande momento con la Next Gen, Filippo Pagnucco ha raccontato emozioni e crescita alla vigilia della sfida playoff contro la Pianese, dopo il gol decisivo contro la Vis Pesaro. Ecco le sue dichiarazioni rilasciate a juventus.com:
Sul periodo positivo, l’esterno bianconero non nasconde la soddisfazione: «Non potrei essere più felice. Abbiamo raggiunto gli obiettivi stagionali e superato il primo turno dei playoff, ma siamo solo all’inizio. A livello personale vedo i frutti del lavoro e dei sacrifici fatti durante l’anno. Il primo gol tra i professionisti è stata un’emozione incredibile: quando la palla è entrata non ho capito nulla per un minuto. Ma la gioia più grande è stata aiutare la squadra a passare il turno».
Ripercorrendo il suo cammino in bianconero, Pagnucco torna agli inizi: «Il mio primo ricordo è del 2020, quando entrai a Vinovo con la mia famiglia. Mi colpì la parete con le maglie dei ragazzi del Settore Giovanile arrivati in Prima Squadra. In questi anni ho ricevuto tanto da tutti. Un ringraziamento speciale a mister Panzanaro, che mi aiutò a superare le difficoltà iniziali lontano da casa. Essere capitano della Primavera ed esordire tra i professionisti sono tappe importanti, ma sento che il bello deve ancora venire».
Poi, il significato di vestire questa maglia: «Se dovessi spiegare cos’è la Juve a un giovane, parlerei di rispetto: per il lavoro e per la maglia. Qui lo impari come da nessun’altra parte. Oltre alla grandezza del club e alla cultura della vittoria, sono i sacrifici quotidiani a fare la differenza».
Sulla crescita personale, aggiunge: «In questa stagione sento di essere migliorato soprattutto nella fase difensiva, che era una mia lacuna. Stiamo lavorando tanto su questo. Anche tatticamente mi sento più completo: posso giocare su entrambe le fasce. All’inizio non ero convinto di giocare a destra, ma quest’anno, complice anche qualche infortunio, mi sono rimesso in gioco e ho visto i miglioramenti. Ora mi permette di accentrarmi e sfruttare meglio il campo».
Infine, parole importanti sul gruppo e su mister Brambilla: «Siamo un gruppo speciale, fatto di ragazzi umili che stanno bene insieme anche fuori dal campo. Con alcuni siamo cresciuti insieme ed è bello ritrovarsi ora in Next Gen. Mister Brambilla è fondamentale: è un maestro con i giovani e conosce la categoria. Il rapporto è basato sul confronto quotidiano e i risultati arrivano grazie al lavoro della settimana».
E sul ricordo della convocazione in Prima Squadra: «La trasferta di Lecce è stata il coronamento di un sogno. Ricordo tutto: il viaggio, lo spogliatoio, i tifosi. È una spinta incredibile per chi fa il mio percorso. È un punto di arrivo ma anche uno stimolo: lavoro ogni giorno per rivivere quelle emozioni. Il mio futuro passa dal sacrificio quotidiano qui in Next Gen».
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