Juventus, tre carte per Spalletti: Alajbegović, Zhegrova e Woltemade

Juventus, tre carte per Spalletti: Alajbegović, Zhegrova e WoltemadeTuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Alajbegović, Zhegrova e Woltemade sono le nuove carte della Juventus: talento, dribbling e forza fisica per offrire a Spalletti soluzioni differenti.

La Juventus ha bisogno di nuove risorse per affrontare una stagione lunga e ricca di impegni. Gli infortuni hanno già ridotto le possibilità di scelta di Luciano Spalletti, ma il mercato ha consegnato al tecnico tre giocatori capaci di modificare il volto della squadra: Kerim Alajbegović, Edon Zhegrova e Nick Woltemade.

Tre profili completamente differenti, uniti dalla capacità di offrire qualcosa che finora è mancato. Alajbegović rappresenta la freschezza e la creatività, Zhegrova garantisce dribbling e imprevedibilità, mentre Woltemade aggiunge fisicità e presenza dentro l’area.

Non saranno necessariamente titolari nell’immediato, ma possono diventare le principali carte da utilizzare durante le partite.

Alajbegović, il talento senza paura

Alajbegović è la soluzione più giovane e affascinante. Il suo inserimento dovrà essere graduale, ma le qualità tecniche autorizzano la Juventus a guardare con grande interesse al suo percorso.

Il ragazzo ama ricevere tra le linee, puntare l’avversario e cercare la giocata verticale. Può essere utilizzato sulla trequarti oppure partire da una posizione laterale per accentrarsi e dialogare con il centravanti.

L’assenza di Kenan Yildiz apre inevitabilmente uno spazio. Non è corretto chiedere ad Alajbegović di sostituire immediatamente il turco, ma Spalletti potrebbe concedergli minuti importanti, soprattutto nelle fasi in cui la squadra ha bisogno di aumentare qualità e fantasia.

La sua leggerezza può trasformarsi in un vantaggio. Alajbegović non deve sentire il peso delle aspettative: dovrà entrare in campo con coraggio, accettando anche la possibilità di commettere qualche errore.

Zhegrova, l’uomo capace di saltare il difensore

Zhegrova porta alla Juventus una caratteristica sempre più rara: la capacità di creare superiorità numerica attraverso il dribbling. Il kosovaro può partire dalla fascia destra, rientrare sul sinistro e cercare direttamente la porta oppure l’ultimo passaggio.

In una squadra che rischia talvolta di diventare prevedibile, la sua imprevedibilità può risultare decisiva. Zhegrova non ha bisogno di molti tocchi per accendere un’azione e può essere particolarmente utile contro avversari chiusi nella propria metà campo.

Il principale dubbio riguarda la continuità. Spalletti dovrà inserirlo all’interno di un sistema nel quale il talento individuale deve essere accompagnato dal lavoro senza palla e dal rispetto delle distanze.

Se riuscirà ad assimilare queste richieste, Zhegrova potrà diventare molto più di una semplice alternativa. La concorrenza con Conceição aumenterà il livello sulla corsia e consentirà all’allenatore di scegliere tra due esterni capaci di creare pericoli nell’uno contro uno.

Woltemade, il gigante che cambia l’attacco

Woltemade è la carta tatticamente più differente. La sua struttura fisica offre alla Juventus un riferimento avanzato capace di proteggere il pallone, far salire la squadra e creare spazio per gli inserimenti dei trequartisti.

Nonostante l’altezza, il tedesco non è un centravanti statico. Possiede una tecnica raffinata, sa abbassarsi per partecipare al palleggio e può tracciare linee di passaggio interessanti negli ultimi metri.

Spalletti gli chiede però di migliorare nella finalizzazione e nel gioco aereo. Con un fisico simile, Woltemade deve diventare più cattivo dentro l’area e trasformare i cross degli esterni in occasioni concrete.

La sua presenza può modificare completamente una partita. Se la Juventus dovesse inseguire il risultato, il tecnico potrebbe affiancarlo a Kolo Muani, passando a un sistema con due attaccanti. In alternativa, il tedesco può entrare come riferimento centrale e permettere al francese di muoversi maggiormente sulla profondità.