Fifa, il potere è sotto assedio

Fifa, il potere è sotto assedioTuttoJuve.com
Oggi alle 08:50Altre notizie
di Fabio Moretti
Le principali federazioni europee ritirano il sostegno a Infantino. A Montecarlo l’Uefa prepara il confronto politico con una Fifa sempre più isolata.

Il sorteggio delle competizioni Uefa diventa il teatro di una battaglia politica destinata a modificare gli equilibri del calcio mondiale. Italia, Germania, Francia, federazioni britanniche e Paesi scandinavi si schierano contro Gianni Infantino. Il presidente della Fifa appare sempre più isolato in Europa, mentre Aleksander Ceferin prova a compattare il fronte continentale. Ne parla il Giornale.

Non soltanto il sorteggio della Champions

Montecarlo ospita il sorteggio delle coppe europee, ma l’attenzione non sarà concentrata esclusivamente sugli accoppiamenti.

I rappresentanti delle 52 federazioni affiliate all’Uefa avranno l’occasione di confrontarsi sulla crescente tensione con la Fifa e sul futuro di Gianni Infantino.

Il presidente dell’organismo mondiale non dovrebbe essere presente nel Principato, ma il suo nome sarà inevitabilmente al centro delle riunioni e dei colloqui diplomatici. La rottura non riguarda una singola decisione. Le federazioni europee contestano la gestione del potere, le strategie commerciali e il progressivo allontanamento tra la Fifa e il calcio continentale.

L’Italia ritira il proprio sostegno

La Federcalcio italiana ha ufficializzato il ritiro del sostegno alla candidatura di Infantino per un terzo mandato. Giovanni Malagò ha scelto di schierare l’Italia al fianco dell’Uefa e della maggior parte delle principali federazioni europee. Una posizione netta che interrompe il precedente rapporto con il presidente della Fifa. La decisione ha provocato anche una divisione interna. Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha criticato tempi e modalità della scelta, sostenendo che sarebbe stato necessario un confronto più ampio. L’Italia si presenta dunque unita sul piano formale, ma non completamente compatta nella valutazione politica.

Lo strappo delle federazioni britanniche

Particolarmente significativo è il posizionamento delle quattro federazioni britanniche. Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord possiedono un peso storico straordinario all’interno dell’Ifab, l’organismo incaricato di discutere e approvare le regole del calcio. La loro contrarietà rappresenta quindi un segnale molto più profondo rispetto a un semplice dissenso elettorale. Significa che la frattura coinvolge anche il rapporto tra la Fifa e alcune delle istituzioni che hanno contribuito a costruire il governo mondiale del gioco. Il fronte contrario comprende inoltre le federazioni scandinave, già apertamente critiche nei confronti della candidatura di Infantino.

Le grandi federazioni si schierano

Italia, Germania e Francia avrebbero ormai scelto di sostenere la linea dell’Uefa. A queste si aggiungono le federazioni britanniche e numerosi Paesi del Nord Europa.

Spagna e Portogallo mantengono invece una posizione più prudente. Entrambe saranno coinvolte nell’organizzazione del Mondiale 2030 insieme al Marocco e vogliono evitare uno scontro diplomatico che possa creare problemi nella preparazione dell’evento.

La questione della sede della finale aumenta la delicatezza del quadro. Madrid e Rabat rimangono al centro delle valutazioni, mentre le indiscrezioni su una possibile preferenza per il Marocco alimentano nuove tensioni.

Quella europea non è ancora una posizione completamente uniforme, ma il fronte contrario a Infantino sta assumendo dimensioni politicamente rilevanti.