Italia contro il terzo mandato di Infantino: Simonelli rompe il fronte di Malagò
Giovanni Malagò e il calcio italiano hanno ritirato il sostegno alla candidatura di Gianni Infantino per un terzo mandato alla presidenza della Fifa. La scelta colloca la Figc al fianco dell’Uefa, ma provoca la dura reazione di Ezio Simonelli: il presidente della Lega Serie A contesta metodo e tempi della decisione. Ne parla il Giornale.
L’Italia si schiera con l’Uefa
La posizione del calcio italiano in vista delle elezioni Fifa del marzo 2027 è ormai definita: nessun sostegno a Gianni Infantino per il terzo mandato.
Giovanni Malagò ha scelto di allineare la Figc alla posizione dell’Uefa e della maggior parte delle federazioni europee. Una decisione legata anche al ruolo ricoperto da Gabriele Gravina, predecessore di Malagò e attuale vicepresidente vicario dell’organismo continentale. Mantenere il sostegno a Infantino avrebbe collocato l’Italia in contrasto con l’Uefa e generato una situazione istituzionale particolarmente delicata. La scelta assume inoltre un peso internazionale più ampio perché al fronte contrario al presidente uscente si sarebbero unite anche federazioni appartenenti ad Afc e Concacaf.
La nota di Malagò
Malagò ha comunicato la posizione italiana attraverso una nota breve e netta, promettendo «di lavorare al fianco dell’Uefa per promuovere un’idea di calcio fondata su solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi». Tre principi indicati come fondamentali per il futuro del sistema, ma che richiedono ancora un importante lavoro anche all’interno del calcio italiano. La decisione non è arrivata in un contesto isolato. Diverse federazioni del Nord Europa, dalla Svezia alle Isole Faroe, avevano già espresso la propria contrarietà alla conferma di Infantino. Anche l’Inghilterra si è schierata sul fronte del no, mentre la Germania non avrebbe mai formalizzato la propria adesione alla candidatura.
Simonelli contesta la decisione
La posizione italiana non è stata però condivisa da Ezio Simonelli. Il presidente della Lega Serie A ha rivendicato il proprio rapporto personale con Infantino e criticato il processo con il quale è stata raggiunta la decisione. Simonelli ha spiegato di «essere stato informato nel pomeriggio precedente evitando di coinvolgere il consiglio federale, avrei preso più tempo per questa decisione». Una presa di posizione pubblica che evidenzia una nuova frizione tra la Lega Serie A e la linea della Figc. Il presidente della Lega ha aggiunto: «Avrei preso del tempo per questa decisione, perché credo di essere amico di Infantino». Il dissenso riguarda quindi sia il merito sia il metodo: Simonelli avrebbe preferito un confronto più ampio prima di assumere una posizione così rilevante sul piano politico internazionale.
La seconda frizione dopo il commissario tecnico
Non si tratta del primo contrasto pubblico tra Simonelli e la nuova gestione federale. Una precedente distanza era emersa durante la scelta del commissario tecnico della Nazionale. La Lega Serie A avrebbe preferito Antonio Conte, ma la decisione finale aveva seguito un percorso differente.
La questione Infantino diventa dunque il secondo tema sul quale Simonelli manifesta apertamente il proprio disaccordo.
Direttore: Claudio Zuliani
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