Come gioca Sarr, dove può essere funzionale
I punti di forza di Pape Sarr, prossimo ad essere bianconero.
La qualità principale è la capacità di coprire campo. Sarr possiede una corsa lunga, recupera rapidamente la posizione e può pressare anche lontano dalla propria area.
È efficace quando deve: accompagnare la transizione offensiva; inserirsi senza pallone; aggredire il portatore avversario; recuperare seconde palle; coprire gli spazi lasciati dagli esterni; aumentare l’intensità negli ultimi trenta minuti.
La struttura fisica gli consente di reggere i duelli, pur non essendo un mediano puramente difensivo. Possiede anche un buon tiro dalla distanza e tempi d’inserimento interessanti, ma deve diventare più continuo nella produzione di gol.
Dal punto di vista caratteriale è abituato alla pressione della Premier League e alle competizioni internazionali. L’esperienza con il Senegal aggiunge personalità a un profilo ancora giovane.
Gli aspetti da migliorare
Sarr non è un giocatore al quale affidare completamente la regia. La sua tecnica è buona, ma la gestione del ritmo e la qualità del primo passaggio sotto pressione non sono ancora quelle di un organizzatore di alto livello.
Può migliorare nella pulizia della giocata, nella scelta dell’ultimo passaggio e nella capacità di controllare una partita quando il ritmo si abbassa.
Anche la fase difensiva richiede attenzione. La sua generosità lo porta talvolta a uscire dalla posizione e ad aggredire in avanti, lasciando spazi alle proprie spalle. Serve quindi un sistema organizzato e un compagno capace di proteggerne gli avanzamenti.
La Serie A potrebbe aiutarlo sotto questo aspetto. Il lavoro tattico di Spalletti gli chiederebbe maggiore disciplina, senza privarlo della possibilità di esprimere corsa e inserimenti.
Come giocherebbe nella Juventus
Nel 4-2-3-1 potrebbe agire accanto a Locatelli o Douglas Luiz. Con il capitano avrebbe maggiore libertà di avanzare, mentre accanto al brasiliano dovrebbe assumersi più responsabilità nella copertura.
Il ruolo forse più adatto rimane quello di mezzala nel 4-3-3. Locatelli potrebbe giocare davanti alla difesa, con Sarr incaricato di pressare, accompagnare e attaccare l’area.
La sua energia sarebbe utile anche per proteggere giocatori molto offensivi come Conceição, Nico Gonzalez e Yildiz. Sarr può compensare gli squilibri e garantire quella corsa che al momento manca senza Thuram.
Non sarebbe però corretto aspettarsi che risolva da solo i problemi della costruzione. La Juventus dovrebbe affiancargli un centrocampista tecnico e assegnargli compiti precisi.
Non è Kessié, ma può essere funzionale
Il paragone con Kessié nasce dalla successione delle trattative, ma i due giocatori sono differenti. L’ivoriano garantisce maggiore esperienza, forza nell’area e capacità di assumersi responsabilità. Sarr offre più freschezza, margini di crescita e una corsa particolarmente adatta al calcio aggressivo di Spalletti.
A differenza di Kessié, il senegalese non arriverebbe per diventare immediatamente il leader del reparto. Sarebbe un investimento tecnico da valorizzare, capace però di offrire un contributo immediato.
Il prestito con diritto di riscatto limiterebbe inoltre il rischio economico. La Juventus potrebbe valutarne l’adattamento prima di decidere se procedere all’acquisto definitivo.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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