Pape Sarr, il picco due anni fa, lo scorso anno, male

Pape Sarr, il picco due anni fa, lo scorso anno, maleTuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Pape Matar Sarr può lasciare il Tottenham dopo una stagione discontinua. Corsa, pressione e inserimenti: ecco cosa offrirebbe alla Juventus.

Pape Matar Sarr è diventato il principale obiettivo della Juventus dopo il trasferimento di Franck Kessié all’Atalanta. Il centrocampista senegalese ha già dato un’apertura al trasferimento e i bianconeri stanno trattando con il Tottenham sulla base di un prestito con riscatto, il profilo è interessante, ma deve essere valutato per ciò che realmente può offrire. Sarr non è il sostituto perfetto di Kessié e non è neppure un regista. È soprattutto un centrocampista dinamico, capace di coprire molto campo, accompagnare l’azione e aumentare l’intensità della pressione.

A 23 anni possiede già una notevole esperienza: oltre cento presenze con il Tottenham, partite di Premier League, Champions ed Europa League e due Coppe d’Africa conquistate con il Senegal. Il contratto con gli Spurs scade nel 2030, a dimostrazione della fiducia che il club aveva riposto nel suo sviluppo. Tottenham Hotspur

L’esplosione nella stagione 2023-24

Dopo un primo anno trascorso soprattutto ad adattarsi, Sarr è diventato protagonista con il Tottenham nella stagione 2023-24. Ha disputato 35 delle 41 partite complessive degli Spurs, comprese 34 presenze in Premier League, 27 delle quali dal primo minuto.

In campionato ha realizzato tre gol e fornito tre assist. La prima rete con il Tottenham è arrivata nel successo per 2-0 contro il Manchester United, mentre le altre due sono state segnate contro Bournemouth e Brighton.

In quella fase Sarr formava una coppia efficace con Yves Bissouma. Il senegalese assicurava corsa, inserimenti e pressione, mentre il compagno gestiva maggiormente la prima costruzione.

Le prestazioni gli sono valse il rinnovo fino al 2030. Sembrava l’inizio della definitiva consacrazione, ma le stagioni successive hanno confermato un giocatore importante senza trasformarlo in un titolare intoccabile.

Il peso nella vittoria dell’Europa League

L’annata 2024-25 rimane la migliore per continuità e partecipazione. Sarr ha giocato 54 delle 60 partite disputate dal Tottenham in tutte le competizioni, realizzando sei gol.

Tre reti sono arrivate in Premier League, due in Europa League e una nella Coppa di Lega contro il Manchester City. Ma il contributo più importante non è stato un gol.

Nella finale di Europa League contro il Manchester United, il suo cross è stato deviato in porta da Brennan Johnson per la rete decisiva. La corsa e l’intensità di Sarr sono state considerate fondamentali nel successo di Bilbao. A fine stagione aveva raggiunto quota 104 presenze e nove gol complessivi con gli Spurs. Tottenham Hotspur

Questo dato racconta bene la sua identità: non un centrocampista dominante nella gestione del pallone, ma un giocatore capace di partecipare, correre e risultare utile nelle partite ad alta intensità.

L’ultima stagione è stata più complicata

La stagione 2025-26 è stata più discontinua. Sarr ha continuato a trovare spazio, ma senza consolidarsi come titolare fisso in un Tottenham attraversato da risultati negativi, cambi tecnici e frequenti modifiche tattiche.

Tra i momenti positivi figura il gol segnato da subentrato nel 3-0 sul campo dell’Everton. Nella parte più difficile della stagione è stato inoltre uno dei migliori assistman del Tottenham nelle gare casalinghe, con tre passaggi vincenti registrati già all’inizio di marzo.

Il rendimento complessivo può essere giudicato sufficiente, ma non eccezionale. Sarr ha mantenuto energia e disponibilità, senza però compiere il salto di qualità nella gestione e nella continuità che il Tottenham si aspettava.

Una stagione condizionata dal caos degli Spurs

Per valutare correttamente l’annata bisogna considerare il contesto. Il Tottenham ha vissuto una profonda crisi, cambiando guida tecnica e scivolando nella zona bassa della Premier League.

Sarr è stato utilizzato in ruoli e sistemi diversi: mezzala, centrocampista centrale in una linea a due, interno in un reparto a quattro e, in alcune fasi, elemento incaricato di accompagnare più liberamente l’azione.

Questa varietà ne ha valorizzato la duttilità, ma non gli ha permesso di sviluppare automatismi precisi. Il senegalese rende meglio quando riceve compiti chiari e ha accanto un regista capace di guidare la circolazione.

La sua stagione non va quindi considerata un fallimento. È stata piuttosto un’annata di transizione, nella quale il giocatore ha confermato le proprie qualità atletiche senza riuscire ad aumentare il peso tecnico nelle partite.