Fabregas in conferenza: "Non siamo la Juventus, l'Inter, il Milan, stiamo crescendo e niente di più. Oggi festeggiamo, da domani vediamo se possiamo volare più in alto"
Cesc Fabregas, tecnico del Como, ha commentato in conferenza stampa il successo sul Verona valso la qualificazione europea. Le sue parole riportate da Tmw:
È arrivato il pezzettino che mancava per l'Europa.
"Ovviamente oggi mi fermo, è un giorno per ricordare tante cose e tanta gente, questo percorso è incredibile. Festeggiamo due anni dalla promozione in A, dopo due anni festeggiamo l'Europa. Se pensate che questo sia normale beh, non lo è. Non è mai successo nella storia del Como. Tanta gente mi manda le foto di quando seguiva la squadra in Serie D in giro per l'Italia, lo dedico a tutti loro. Un giorno d'orgoglio per il club, la città, lo staff, i giocatori, la società. Un valore incredibile per quello fatto. Da domani cominceremo a pensare al fatto se potremo andare più in alto o meno".
Oggi una partita difficile...
"Ti interrompo, oggi non voglio parlare della partita. Voglio parlare solo della storia".
Oggi ha contato però la voglia.
"Oggi ha vinto il Como, non ricordo niente della prestazione di oggi, festeggio, sono orgoglioso, parliamo del futuro, pensiamo alle prossime partite. Vediamo quando giocheremo la prossima, cosa di cui non sappiamo nulla ancora oggi e che mi sempre incredibile. Da domani inizialmo a pensare al Parma".
Quando hai smesso di giocare pensavi di arrivare a questo punto?
"Sinceramente non è una cosa alla quale ho pensato. Ho visto che quando pensi troppo lontano non arrivi mai. Per questo non parlavo mai di Europa: oggi sei al top, domani sei un fallito se non ci arrivi. Non siamo la Juventus, l'Inter, il Milan, stiamo crescendo e niente di più. Ovviamente c'era un progetto dietro, un'idea. C'è molta gente che ha collaborato per tutto questo. Ricordo gente come Gabrielloni, Cerri, tutti loro che hanno fatto parte di tutto questo. Ludi, il presidente, tutti. Me lo godo e so che da domani verremo di nuovo giudicati per ciò che faremo. Ma ciò che abbiamo fatto è pesantissimo".
Il risultato è stato bugiardo?
"Non voglio mancare di rispetto al Verona, ma non parlo della partita, solo perché mi hanno massacrato. Oggi parlo solo della storia del Como".
Ha raggiunto un obiettivo che la società non le ha chiesto. Come si lavora con questa ambizione e vede questa ambizione anche intorno a lei?
"Parlare degli altri non è bello. Non fa per me comparare. Conosco tantissimi direttori sportivi in Italia e penso che l'idea sia giusta. Ci sono tantissime altre leghe che hanno più forza di noi in Italia. Però noi continuiamo con la nostra idea, chiara. Sono d'accordo che l'obiettivo non fosse andare in Europa, così come non era arrivare decimi l'anno scorso. Dobbiamo essere sereni, la prossima stagione sarà incredibilmente dura, ci saranno tantissime partite in più. L'obiettivo sarà diverso, ma non vogliamo cadere nell'errore fatto da altre squadre di fare una grandissima stagione e poi l'anno dopo fare risultati che non vorremmo. Oggi voglio festeggiare e da domani volare più in alto possibile".
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