Conte in sospeso
Antonio Conte torna a essere uno dei nomi più discussi nel panorama calcistico italiano. L’allenatore salentino, dopo l’esperienza al Napoli, è considerato tra i principali candidati per la panchina della Nazionale, ma continua a essere osservato con attenzione anche dalla Juventus. Il possibile intreccio dipenderà soprattutto dalle decisioni di Luciano Spalletti e dalle valutazioni che verranno fatte in casa bianconera al termine della stagione.
Juventus, il futuro di Spalletti resta in bilico
Nonostante la fiducia confermata pubblicamente, la posizione di Luciano Spalletti continua a essere oggetto di riflessione. La qualificazione mancata o raggiunta in Champions League potrebbe cambiare radicalmente le strategie della società.
Elkann chiamato a decidere
Sarà John Elkann ad avere l’ultima parola sul nuovo assetto tecnico e dirigenziale della Juventus. Nel club, infatti, non ci sono certezze assolute e anche il ruolo di Damien Comolli resta sotto osservazione. L’eventuale permanenza di Spalletti sarebbe legata a precise garanzie tecniche e progettuali, soprattutto dopo una stagione vissuta tra alti e bassi.
Conte osserva e resta una possibilità concreta
In caso di separazione tra la Juventus e Spalletti, Conte rappresenterebbe uno dei primi nomi sulla lista dei dirigenti bianconeri. Il tecnico conosce bene l’ambiente juventino e il suo profilo viene considerato ideale per rilanciare il club. Parallelamente resta viva anche l’ipotesi Nazionale, scenario che potrebbe prendere quota nei prossimi mesi.
Di Livio: «Conte sarebbe il top»
Tra gli ex bianconeri che hanno commentato il momento juventino c’è Angelo Di Livio, che ha parlato anche della possibile successione in panchina.
«Solo Antonio (Conte), se dovesse andar via Spalletti». L’ex centrocampista ha inoltre espresso perplessità sull’attuale rendimento della squadra, definendo inspiegabile il calo avuto nella corsa al quarto posto. Nel corso dell’intervista, Di Livio è tornato anche sulla storica Champions League conquistata dalla Juventus trent’anni fa contro l’Ajax. «Se ci ripenso ho ancora i brividi». Parole che riportano alla memoria una squadra rimasta nella storia del club e che, secondo l’ex bianconero, non ha più avuto eredi allo stesso livello negli anni successivi.
Yildiz promosso, ma serve leadership
Spazio anche a un commento sui singoli, con un riferimento particolare a Kenan Yildiz.
«Yildiz è fortissimo, ma non è ancora un leader». Un giudizio che sottolinea il talento del giovane turco, ma anche la necessità di crescita sotto il profilo della personalità e della continuità. Lo riporta La Stampa.
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