Cessione Gedi, il Cdr: “Mancanza di rispetto e zero garanzie”
«Dopo una lunghissima gestazione, durata oltre nove mesi, Exor ha comunicato la cessione del Gruppo Gedi ad Antenna Group proprio nelle ore in cui i giornalisti erano impegnati a raccontare la vittoria del No al referendum, un momento cruciale per l’Italia e per il nostro giornale (La Repubblica)».
Si apre così il comunicato del comitato di redazione di Gedi dopo l’ufficialità della vendita. «Scegliere un giorno del genere rappresenta l’ennesima mancanza di rispetto verso il giornale e la sua storia da parte dell’ormai ex editore. Non lo rimpiangeremo affatto», si legge nella nota, con un riferimento diretto a John Elkann.
Il cdr attacca duramente: «Dopo aver smembrato e venduto pezzo a pezzo uno storico gruppo editoriale, l’addio di Elkann avviene nel peggiore dei modi, senza includere nel contratto di compravendita garanzie occupazionali per tutte le lavoratrici e i lavoratori, né tutele sul perimetro, sull’indipendenza e sulla collocazione del giornale. Su questi temi la redazione di Repubblica continuerà a battersi, ricorrendo a ogni strumento di lotta».
Infine, l’appello al nuovo editore: «Riproporremo integralmente le richieste di garanzie ad Antenna Group, augurandoci che le dichiarazioni di sviluppo trovino attuazione nel pieno rispetto dei livelli occupazionali, delle redazioni locali e della storia del giornale. La nostra battaglia non è finita, ma continua».
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