Caso Rocchi, riflettori sull'Aia: regole e governance sotto esame
Il caso arbitri al centro del dibattito nel calcio italiano, tra inchieste e riflessioni sul funzionamento del sistema e sul ruolo dei vertici arbitrali.
L'ex arbitro Paolo Casarin, intervenendo sul tema al Corriere della Sera, ha osservato che nell'Aia si darebbe oggi eccessivo peso alla carriera e alle promozioni rispetto alla qualità dell'arbitraggio, pur riconoscendo il buon operato finora del designatore Rocchi. Casarin ha aggiunto che eventuali comportamenti sopra le righe, se confermati, sarebbero incompatibili con il rispetto delle regole. "Le regole devono valere prima di tutto per chi le fa rispettare" ha detto l'ex designatore.
LINEA FIGC – Il presidente dell'Assoallenatori Renzo Ulivieri ha evidenziato, all'ingresso in Figc prima del consiglio federale, come l'autosospensione dei due indagati rappresenti una scelta opportuna, pur non obbligata, sottolineando positivamente la linea adottata dalla Federazione. "Un segnale di responsabilità che nel calcio non è così scontato" ha detto Ulivieri. L'avvocato Mattia Grassani ha infine ridimensionato, parlando a Radio Anch'io Sport, l'ipotesi di un commissariamento, ritenendola al momento impraticabile sia sul piano tecnico sia istituzionale. "Il vero banco di prova sarà la capacità del sistema di reagire con tempestività e rigore" le parole del legale.
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