Di Benedetto: "Juve, lo spogliatoio e Carnevali sono ancora dalla parte di Spalletti"
Direttamente dalle pagine di "TMW", collega Lorenzo Di Benedetto parla del momento della Juventus dopo il pareggio in Europa League con il Rennes nel match giocato ieri sera.
Di Benedetto: "Lo spogliatoio della Juve è con Spalletti"
"Servivano risposte, in casa Juventus, e la più importante è arrivata. Dopo la clamorosa debacle contro la Lazio di domenica scorsa ci siamo chiesti, tutti, se lo spogliatoio fosse ancora dalla parte di Luciano Spalletti e la gara di Europa League contro il Rennes ci ha detto di sì. Dopo due vittorie consecutive nelle prime due giornate della League Phase, i bianconeri hanno fatto il primo mezzo passo falso, ma questo importa fino a un certo punto, perché in campo si è vista una reazione vera, sia all'inizio che, soprattutto, quando i francesi erano riusciti a ribaltare il gol di Celik prima dell'intervallo. Sotto di 2-1, con lo Stadium che aveva accompagnato i giocatori nello spogliatoio con più di qualche fischio, se la squadra non fosse stata dalla parte dell'allenatore il rischio concreto sarebbe stato quello di vedere la Juventus sciogliersi come neve al sole e invece nella ripresa i giocatori hanno messo in campo tutto quello che avevano, rimontando e sfiorando il controsorpasso nel risultato, non arrivato soltanto a causa dell'ennesimo errore arbitrale al quale abbiamo assistito in questo inizio di stagione, tra Serie A e coppe europee".
Di Benedetto: "Carnevali è con Spalletti, il tecnico è ben saldo sulla panchina bianconera"
"Nel pregara erano inoltre arrivate le parole del CEO della Juventus Giovanni Carnevali, che aveva difeso l'allenatore scongiurando il rischio esonero: "Dobbiamo avere le idee chiare, senza cambiare ogni momento sennò si riparte sempre da zero. Io porto le mie idee, non credo sia giusto cambiare ogni volta che c'è una difficoltà". Tradotto: Luciano Spalletti è saldo sulla panchina della Juve e avrà altro tempo a disposizione per cercare di trovare la via giusta per riportare il club al livelli che gli competono. Inutile, almeno per il momento parlare di altro. Oltre a questo è poi giusto parlare anche dei problemi evidenti della rosa costruita in estate. Se il secondo tempo di Woltemade, gol a parte, è stato più che positivo, il neo resta sempre lo stesso e il nome è quello di Kolo Muani. Il francese è apparso ancora una volta un pesce fuor d'acqua e difficilmente il giudizio potrà cambiare. Ecco perché la dirigenza deve già mettersi al lavoro in vista di gennaio: serve almeno un centravanti. Una punta forte, un giocatore che sappia fare gol. Per intenderci, la Juventus dovrà cercare di fare un colpo "alla Malen". Facile? Assolutamente no".
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