Archiviazione inchiesta su bilancio Juve 2022, l'avv. Afeltra: "Sbagliata la decisione di patteggiare"
La decisione del Gip del Tribunale di Roma di archiviare il procedimento nato dalle indagini sul bilancio della Juventus chiuso al 30 giugno 2022 continua a far discutere. Tra gli interventi più significativi delle ultime ore c’è quello dell’avvocato Roberto Afeltra, ospite della trasmissione Maracanà in onda su Tuttomercatoweb.com.
Afeltra interviene sull’archiviazione del procedimento
Commentando il provvedimento del giudice, il legale ha evidenziato come l’inchiesta riguardasse esclusivamente i soggetti che avevano la responsabilità della sottoscrizione e del deposito dei documenti contabili, senza coinvolgere direttamente la società sotto il profilo della responsabilità amministrativa degli enti.
"Riguardava gli esponenti dell'azienda perché erano loro responsabili di aver firmato, sottoscritto e depositato i bilanci e non c'era un'azione ai sensi del decreto legislativo 231 del 2000 che toccasse la società. Non è niente di nuovo perché è dall'inizio che la situazione penale di quei bilanci, delle plusvalenze, non aveva un fondamento tecnico giuridico e sarebbe arrivata poi a questa giusta archiviazione".
Le riflessioni su Juventus, Calciopoli e plusvalenze
Afeltra si è poi soffermato sulle conseguenze che, a suo giudizio, la vicenda avrebbe avuto per il club bianconero, collegando il tema anche alle scelte adottate nel corso dei procedimenti sportivi e richiamando il caso Calciopoli.
"Il danno è stato fatto alla Juve? Sì, ma se lo sono fatti da soli. Quando hanno voluto patteggiare in sede sportiva, non andare avanti e ancora peggio sarà per i cari tifosi juventini quando prima o poi, perché tanto alla fine arriverà sempre, Giraudo avrà avuto ragione nelle sedi competenti affermando che l'esecuzione del procedimento di Calciopoli era un processo che scontava delle forti perplessità in relazione alle norme europee laddove erano stati fatte le sottrazioni del giudice naturale e dove soprattutto impediva al Tribunale amministrativo di valutare le sanzioni di corpo oltre che quelle di status. Fra qualche periodo, a questo punto più breve che lontano, qualche tribunale farà propria la decisione già definitiva della Corte europea e quindi Giraudo dovrebbe, usiamo ancora questo condizionale, essere risarcito dalla Federcalcio e qualcuno che è diverso da Giraudo si domanderà perché voi non avete proseguito anche voi su questa azione? E qualcuno deve dare una risposta".
Nel corso dell’intervento il legale ha affrontato anche il tema dei patteggiamenti che hanno interessato alcuni dirigenti coinvolti nella vicenda, citando tra gli altri Andrea Agnelli e facendo un confronto con l’atteggiamento tenuto da Aurelio De Laurentiis nelle proprie vicende giudiziarie.
"Anche in sede successiva penale anche Andrea Agnelli e altri esponenti hanno patteggiato la pena, poi hanno fatto una dichiarazione successiva dicendo che l'hanno fatto per evitare di andare avanti. Va bene secondo me invece il Presidente De Laurentiis che continua ad andare avanti, non patteggia, va al giudizio ordinario e alla fine ci dovrebbe essere per lui una soluzione come fu a suo tempo a Milano per l'Inter e per il Milan".
Infine Afeltra ha ribadito il proprio punto di vista sulla natura delle contestazioni mosse in relazione ai bilanci e alle plusvalenze, precisando di non voler giudicare le strategie processuali adottate dai protagonisti della vicenda.
"Ognuno fa quello che vuole, io non mi metto certamente a sindacare le volontà dei soggetti e peggio ancora lungi da me andare a valutare quello che fanno i colleghi. Hanno avuto le loro magnifiche motivazioni, le loro certezze, le loro forse convenienze, però che diciamo ritenere un reato penale i bilanci della Juventus o ritenere reato penale una plusvalenza a mio modestissimo avviso con le leggi alle mani era una cosa quantomeno dubbia".
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