Anellucci critica la Juve: "Situazione imbarazzante per una società abituata a vincere e ad avere una struttura dirigenziale di altissimo livello"
Nel corso della trasmissione radiofonica "1 Football Club", condotta da Luca Cerchione su 1 Station Radio, è intervenuto l'agente FIFA Claudio Anellucci, affrontando diversi temi legati all'attualità calcistica, dalla Nazionale italiana fino alle vicende di Juventus, Milan e Napoli.
Anellucci tra Nazionale, club e meritocrazia
Parlando del Mondiale appena iniziato, Anellucci ha ammesso di non aver seguito nemmeno una partita, spiegando come la mancata qualificazione dell'Italia abbia ridotto drasticamente il suo interesse per la competizione.
“Beh, ti dovrò deludere: io non ho visto nemmeno una partita. Avevo un impegno di lavoro, ma soprattutto non avevo alcun interesse a seguirle. Sono ancora sotto shock per la delusione dell’Italia e, sinceramente, del Mondiale mi interessa pochissimo. Lo dico senza problemi.”
Alla domanda se facesse parte di quei tifosi che senza gli Azzurri perdono interesse per il calcio internazionale, la risposta è stata netta:
“Sì, in questo momento non mi interessa. Diciamo che sto vivendo un periodo in cui sono abbastanza disgustato dal calcio per tanti motivi.”
Uno dei passaggi più significativi dell'intervista ha riguardato la panchina della Nazionale. Anellucci ha espresso forti perplessità sull'ipotesi di un ritorno di Roberto Mancini, sostenendo invece la candidatura di Silvio Baldini.
“Guarda, io non credo che questa sarà la scelta finale. Non penso che Giovanni Malagò possa cadere in un tranello del genere. Conosco Giovanni da oltre trentacinque anni, da quando giocavamo al Circolo Canottieri Aniene. Io ero nelle giovanili e lui faceva parte della prima squadra di calcio a 5, che all’epoca dominava in Italia. Ho avuto modo di conoscerlo molto bene e ritengo che sia un manager estremamente intelligente. Al di là delle simpatie o antipatie personali, i risultati parlano per lui. Da presidente del CONI ha fatto cose straordinarie, compreso il lavoro sulle Olimpiadi. È una figura operativa, ma anche politica, e oggi il calcio, piaccia o no, è strettamente legato alla politica. Per questo credo che non si possa ripartire dal passato e soprattutto da un personaggio che ha fatto una scelta molto discutibile. Lasciare la Nazionale italiana a pochi giorni da Ferragosto per andare a guadagnare cifre enormi in Arabia Saudita è stata una decisione che si commenta da sola. Se si vuole davvero ripartire con un progetto serio, bisogna farlo attraverso il merito. Una parola che nel calcio italiano conoscono in pochi.”
Alla richiesta di indicare un nome per il futuro della Nazionale, Anellucci non ha avuto dubbi:
“Se vogliamo ripartire davvero dal merito, c’è una sola strada: Silvio Baldini. Promuovo la permanenza di Baldini, che da traghettatore ha ottenuto ottimi risultati nelle ultime uscite della Nazionale.”
Le critiche a Juventus e Milan e l'elogio a De Laurentiis
L'agente FIFA ha poi spiegato perché considera Baldini la soluzione ideale:
“Perché dovrebbe essere una scelta coraggiosa? La Spagna, dopo un fallimento, è ripartita da tecnici cresciuti nelle nazionali giovanili. Noi abbiamo visto una squadra giocare con intensità, cattiveria agonistica, grinta e amore per la maglia. È vero che non c’era nulla in palio, ma quelle qualità erano evidenti. Negli ultimi anni, invece, abbiamo visto giocatori che sembravano andare a Coverciano quasi per fare un favore alla Nazionale. Questo atteggiamento si è trasmesso anche ai tifosi. La maglia dell’Italia è la più importante di tutte. Quando vedo certi giocatori indossarla con sufficienza, come se stessero facendo una concessione al Paese, mi arrabbio. Giocare in Nazionale deve essere un premio. Quella superficialità ci ha portato a mancare tre Mondiali consecutivi. Bisogna resettare tutto e ripartire da quei ragazzi che hanno dimostrato fame, voglia e senso di appartenenza. Se vuoi dare un segnale forte a tutto il movimento, devi premiare il merito. E Silvio Baldini rappresenta esattamente questo. Non è uno qualunque: è un allenatore con la A maiuscola, una persona che sa entrare nella testa e nel cuore dei giocatori. Lo conosco bene e ti assicuro che, se oggi non allena in un grande club, è solo perché spesso nel calcio contano altri fattori. Baldini sarebbe una scelta che andrebbe finalmente nella direzione giusta.”
Sul Napoli e sull'eventuale approdo di Massimiliano Allegri, Anellucci ha mantenuto un certo scetticismo sull'esito finale dell'operazione, pur riconoscendo le qualità del tecnico livornese.
“Anche in questo caso vado controcorrente. Intanto non sono certo che Allegri sarà l’allenatore del Napoli. Conoscendo Aurelio De Laurentiis, potrebbe ancora sorprenderci con una delle sue mosse. Però, se dovesse essere lui la scelta definitiva, credo che Allegri possa essere l’uomo giusto per riportare serenità ed equilibrio all’interno del club.”
Non sono mancate critiche al Milan, descritto come una società che sta attraversando un momento di forte confusione organizzativa.
“È una situazione imbarazzante. Stiamo parlando del club più titolato d’Italia e tra i più importanti al mondo. Una società di questo livello non può trovarsi in una condizione del genere. È una situazione deprimente e che tutto questo ci riporta al tema della meritocrazia. Chi guida il Milan evidentemente non sta facendo le scelte giuste. Non basta mettere soldi in una società per farla funzionare. Servono presenza, competenza e persone capaci che lavorino insieme per un progetto.”
Sul ruolo di Zlatan Ibrahimovic e sull'addio di Paolo Maldini, Anellucci ha aggiunto:
“Ibrahimovic è una figura molto ingombrante e particolare. Però il problema generale è che mancano idee. Il Milan aveva Paolo Maldini, che aveva costruito una squadra capace di vincere uno scudetto straordinario, eppure è stato allontanato. Da lì in poi si sono viste tante scelte difficili da comprendere. Continuo a pensare che in Italia abbiamo ancora alcuni dei migliori allenatori del mondo e che spesso si guardi all’estero senza una reale necessità.”
Alla domanda sul miglior presidente del calcio italiano, la risposta è stata immediata:
“Assolutamente no. Lo dico da tempo. I tifosi del Napoli dovrebbero fargli una statua. È lui che ha garantito stabilità, competitività e risultati al club negli ultimi vent’anni.”
Infine un passaggio sulla Juventus e sui recenti cambiamenti societari:
"Se mi aspetto altrei cambiamenti? No, ma anche lì parliamo di una situazione imbarazzante per una società abituata a vincere e ad avere una struttura dirigenziale di altissimo livello. Le persone fanno la differenza. Non puoi affidare una realtà come la Juventus a dirigenti che non sono all’altezza del ruolo. Alla fine torniamo sempre allo stesso punto: meritocrazia, competenza e capacità. Oggi, purtroppo, nel calcio italiano spesso questi principi vengono messi in secondo piano.”
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

