Juventus, cominciano gli episodi arbitrali controversi: attenzione, perché così diventano punti pesanti, vedremo se ci sarà uniformità
Siamo soltanto all'inizio della stagione e proprio per questo sarebbe sbagliato trasformare ogni decisione arbitrale sfavorevole in un complotto, ma sarebbe altrettanto sbagliato fare finta che alcuni episodi comincino a pesare sulla Juventus.
Contro il Milan il caso è evidente.
Non stiamo parlando del contatto Gila-Kolo Muani in area: lì la decisione di non concedere il rigore appare sostenibile, il problema è quanto succede prima del gol di Cissé. De Winter pesta il piede di Kolo Muani, Mariani lascia proseguire e pochi secondi dopo il Milan passa in vantaggio. Il contatto esiste e anche le analisi successive hanno definito quantomeno dubbia la scelta di non intervenire.
Sul gol del Milan il problema è il precedente
Qui nasce il vero tema, se la nuova linea arbitrale prevede una soglia più alta sui contatti, può essere una scelta condivisibile. Meno interruzioni, meno Var e maggiore centralità della decisione presa sul campo possono rendere il calcio più fluido, benissimo, ma allora quella soglia deve valere sempre e per tutti. Perché il pestone di De Winter non è un contatto immaginario. C'è. La discussione riguarda esclusivamente se sia abbastanza intenso da giustificare l'interruzione dell'azione. Il Var ha scelto di non modificare la valutazione di Mariani e il gol è rimasto valido.
Spalletti non cerca alibi
Va dato merito a Luciano Spalletti di non essersi nascosto dietro l'arbitraggio, l'allenatore ha sostanzialmente accettato la decisione e non ha utilizzato l'episodio per giustificare il pareggio, un atteggiamento corretto, ma il fatto che Spalletti non protesti non significa che l'episodio debba essere cancellato dall'analisi.
Anche i piccoli episodi alla lunga incidono
Contro il Milan non c'è soltanto l'azione del gol. Nel primo tempo manca un possibile giallo a Estupinan per l'intervento su Nico Gonzalez durante un'azione promettente, sul contatto Gila-Kolo, invece, non c'è rigore ma la Juventus avrebbe dovuto almeno ottenere il calcio d'angolo. Singolarmente possono sembrare dettagli, il problema nasce quando i dettagli cominciano ad accumularsi. Una mancata ammonizione modifica la possibilità di difendere aggressivamente. Un angolo non assegnato cancella una potenziale occasione. Un fallo non rilevato all'origine di un'azione può addirittura trasformarsi in un gol subito.
La Juventus deve farsi sentire nel modo giusto, nessuna caccia alle streghe e nessun processo preventivo agli arbitri. La Juventus deve però pretendere una cosa semplicissima: uniformità. Se il messaggio è che quest'anno si fischierà meno, allora bisognerà accettarlo. Ma dovrà essere così anche quando sarà un giocatore juventino a intervenire con la stessa intensità. È questo il punto centrale.
Non interessa ottenere favori. Interessa evitare che la soglia cambi da una partita all'altra o, peggio, da un episodio all'altro. Gli episodi a settembre possono valere quanto quelli di maggio C'è poi un errore culturale che nel calcio italiano viene commesso continuamente: pensare che gli episodi arbitrali delle prime giornate abbiano meno importanza. Non è così.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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