Alajbegovic, la grande occasione: e quella sensazione che la Juventus temesse già uno stop di Yildiz
L’operazione al piede terrà Kenan Yildiz lontano dal campo per circa tre mesi, Luciano Spalletti non può sostituire il proprio numero 10 con un calciatore identico, ma ha a disposizione Kerim Alajbegovic e Jérémie Boga, due innesti nello stesso ruolo che fanno nascere una domanda: la Juventus aveva già considerato il rischio di perdere il turco?
Da promessa a possibile titolare
Per Kerim Alajbegovic il momento della verità è arrivato molto prima del previsto, il talento bosniaco era stato acquistato come investimento per il futuro, ma l’infortunio di Yildiz può trasformarlo immediatamente in un protagonista. Spalletti lo ha osservato a lungo durante la preparazione e ne ha apprezzato qualità, personalità e capacità di vedere giocate non banali. Inizialmente il tecnico aveva provato a costruire una convivenza tra lui e Yildiz, utilizzando il bosniaco anche centralmente.
Adesso il piano cambia. Alajbegovic può tornare sulla fascia sinistra, la sua zona preferita, e occupare proprio lo spazio liberato dal numero 10.
La partita contro il Parma può rappresentare la prima vera occasione. Non necessariamente dal primo minuto, ma sicuramente con responsabilità molto superiori rispetto a quelle immaginate poche settimane fa.
Nessuno può essere il nuovo Yildiz
Pretendere che Alajbegovic sostituisca immediatamente Yildiz sarebbe ingiusto. Il turco è il giocatore più importante della Juventus, possiede maggiore esperienza e ha già dimostrato di poter decidere partite di alto livello. Il bosniaco deve essere giudicato per ciò che può offrire, non per la capacità di imitare il numero 10. Può partire largo, accentrarsi, dialogare con la mezzala e cercare l’ultimo passaggio. Dovrà migliorare nella gestione dei ritmi, nel lavoro senza pallone e nella continuità durante i novanta minuti. Sono aspetti normali per un calciatore di 18 anni chiamato improvvisamente a confrontarsi con le esigenze della Serie A. L’occasione, però, è enorme. Tre mesi possono modificare completamente la sua posizione nelle gerarchie.
Boga offre una soluzione diversa
Alajbegovic non sarà solo, la Juventus ha acquistato anche Jérémie Boga, individuato come alternativa esperta sulla fascia sinistra. L’ex Sassuolo e Atalanta possiede caratteristiche differenti. Attacca direttamente il difensore, cerca il dribbling e tende a rimanere maggiormente vicino alla linea laterale. Il bosniaco è più associativo e può partecipare alla costruzione tra le linee, Boga garantisce accelerazione e una maggiore conoscenza del campionato italiano. Spalletti potrà alternarli in base all’avversario e al momento della partita. È possibile anche una divisione dei compiti: uno titolare, l’altro chiamato a cambiare ritmo nella ripresa.
Due vice-Yildiz acquistati in pochi mesi
La presenza contemporanea di Alajbegovic e Boga genera inevitabilmente una riflessione. La Juventus ha inserito due giocatori capaci di occupare la zona di Yildiz proprio prima che il turco subisse un lungo stop. Da qui nasce la sensazione che alla Continassa il rischio fosse stato almeno considerato. Nel finale della passata stagione, Yildiz era stato condizionato da una tendinopatia al ginocchio e il suo calo aveva inciso pesantemente sul rendimento della squadra. Questo non significa che la società conoscesse in anticipo l’infortunio al piede riportato a Frosinone, episodio traumatico e imprevedibile, non esistono elementi per sostenere una tesi simile. È però possibile che la dirigenza avesse riconosciuto la pericolosa dipendenza della Juventus da Yildiz e avesse deciso di proteggerla costruendo alternative più numerose.
Una fragilità già evidente nei numeri
Con Yildiz in campo, la Juventus produce più punti e più gol, senza di lui, la squadra perde creatività e finisce spesso per abbassarsi, la differenza non dipende soltanto dalle qualità individuali. Il turco consente ai compagni di occupare posizioni migliori, costringe gli avversari a raddoppiare e alleggerisce la pressione sul centrocampo. Il finale della scorsa stagione aveva già mostrato il problema. Quando Yildiz era calato fisicamente, l’intera manovra offensiva aveva perso velocità e imprevedibilità. Acquistare Alajbegovic e Boga può dunque essere stata una risposta a quella dipendenza, più che la conseguenza di informazioni mediche nascoste.
La società deve fare chiarezza
Resta comunque legittimo chiedersi quando sia emersa la reale gravità del problema di Yildiz e quali fossero le valutazioni precedenti sulle sue condizioni fisiche. Il pestone ricevuto a Frosinone sembrava inizialmente un episodio ordinario. Soltanto nelle ore successive, con l’aumento del dolore e gli esami strumentali, è emersa la sospetta frattura al quinto metatarso. Se il problema è esclusivamente collegato a quell’episodio, si tratta di semplice sfortuna. Se esistevano invece fragilità precedenti o segnali da monitorare, la Juventus dovrebbe spiegare come siano stati gestiti.
La sensazione non deve trasformarsi in un’accusa senza prove. Trasparenza e comunicazione precisa possono però eliminare rapidamente dubbi e interpretazioni.
Il momento di Alajbegovic
In attesa delle risposte, il campo chiama Alajbegovic. Il giovane non deve avere paura di sbagliare e Spalletti dovrà proteggerlo dal peso di un paragone impossibile, la Juventus ha investito sul suo talento anticipando Chelsea e altri grandi club europei. Adesso deve dimostrare di crederci veramente, concedendogli minuti e responsabilità.
Boga rappresenta l’alternativa più esperta, mentre Conceição, Zhegrova e Nico Gonzalez possono essere spostati sulle due fasce. Le soluzioni numeriche esistono; manca soltanto un altro Yildiz, ma quello non si trova sul mercato.
Per Alajbegovic è la grande occasione. Non dovrà sostituire un fenomeno, ma mostrare di poter diventare un giocatore importante della Juventus.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

