SOTTOBOSCO - La sosta rigenera i delusi. Manovre Juve per gennaio: piste non credibili. L'azzurro nella tv in bianco e nero, un ricordo emozionante. Serve scatto orgoglio della Figc. Ragazze speciali

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
15.11.2021 00:34 di Andrea Bosco   vedi letture
SOTTOBOSCO -  La sosta rigenera i delusi. Manovre Juve per gennaio: piste non credibili.  L'azzurro nella tv in bianco e nero, un ricordo emozionante. Serve scatto orgoglio della Figc. Ragazze speciali
© foto di Andrea Bosco

Gennaio 1958: la tv era arrivata in casa  da un paio d'anni. Si  vedeva in bianco e nero. Uno scatolone che troneggiava nella cucina dell'appartamento di mia nonna.

Abitavamo in una “casona“ all'ultimo piano di uno stabile piccolo borghese (72 scalini senza ascensore) tutti assieme: io, i miei genitori, due zie sorelle di mia mamma,  la mia nonna materna. Che era affascinata da quel mezzo innovativo. Lo guardava anche nel pomeriggio, prima che alla sera (in quella stanza, con stufa e fogher, lavello, frigorifero (che faceva un rumore infernale), credenza, piattaia, tavolo da 10 persone con spessa copertura di marmo, dove a mano le donne di casa una volta alla settimana “tiravano“ la pasta  per tagliatelle) si celebrasse il “rito” al quale partecipava  l'intera famiglia. Un sabato apparve sullo schermo una ragazza con le gambe velate: ballava. Movenze oneste, niente di scandaloso. Ma mia nonna era di una generazione che aveva  una diversa percezione del pudore. Disse: “Ma che indecenze trasmettono, adesso?“. Si alzò verso il suo “quartierino“, stanza  dove tutto era smisurato:  letto, armadio, comò, comodini, bagno, stufa a legna di terracotta. Fu l'ultimo sabato televisivo al quale presenziò. In quelli seguenti, finito di cenare salutava e si chiudeva in camera a leggere .

Rammento quell'Irlanda del Nord – Italia  che escluse gli Azzurri dal mondiale di Svezia. Era una partita da vincere e sembrava impossibile che l'Italia potesse fallire. Perché, come oriundi, aveva arruolato Da Costa, Ghiggia, Montuori ma soprattutto Pepe Schiaffino.

Invece, al termine di una gara con troppi falli, un arbitro ostile, un campo reso dalla pioggia indecente, prevalse l'agonismo degli irlandesi.  Sotto  di due  gol all'intervallo, l'Italia accorciò con Da Costa nella ripresa, ma non bastò. Al ritorno, come ha rammentato Pivatelli (eroe del Bologna e successivamente del Milan di Nereo Rocco)  superstite  di quella Nazionale, non ci furono pomodori e uova.  Solo delusione e silenzio.

C'erano due juventini, Corradi e Ferrario in quella squadra. Rammento che non mi capacitavo per l'esclusione di Boniperti. Non credo che quell'Italia anche qualificandosi avrebbe fatto  molta strada in Svezia. Furono  i mondiali di  Didi, Vava e Garrincha e soprattutto del minorenne Pelè. Li vidi  nella cucina della casa di mia nonna. E ancora, con emozione, li rammento.

A Belfast l'Italia dovrà vincere. Se non lo farà, la differenza reti potrebbe risultare  fatale. Ma  avrebbe ancora la fiche dello spareggio. Se  Irlanda del Nord è  foriera di cattivi pensieri (in casa gli irlandesi non prendono gol e si trasformano), la parola spareggio riporta a quell'Italia di Ventura (che da poco si è congedato dal calcio)  con quella gara maledetta che costò agli azzurri la qualificazione ai mondiali di Russia .

Vedremo. E speriamo. L'Italia  fuori dal mundial sarebbe una jattura.

Servirebbe uno scatto di orgoglio (nel frattempo) da parte della Federazione. Tradotto: riforme.

Quelle sempre promesse e mai realizzate.

Fronte Juve:  Raiola è a Torino. Per discutere di rinnovi. E magari di un indennizzo, stante la follia di un suo (ex ormai) assistito che si è volatilizzato, fuggendo da Genova.

Ramsey con il Galles ha realizzato due reti. Una l'ha segnata anche Rabiot con la Francia. Una l'ha messa a segno il texano con gli Usa. E una l'ha messo a segno, contro non so più quale squadra parrocchiale, persino Arthur. Se sono rose, eccetera.

Manovre per gennaio? Riporto quello che leggo: Vlahovic e Zakaria. Piste alle quali non credo. Servono soldi:  la Juventus non ne ha. E anche cedesse qualcuno (mettiamo Ramsey, Rabiot, Kuluseveski, Pellegrini) il ricavato andrebbe, immagino,  a sanare il bilancio in rosso.

Per Lazio – Juventus c' è tempo. Intanto complimenti alle ragazze di Montemurro. Davvero una squadra speciale. Loro .