Undici metri - Conte sta arrivando, vietato sbagliare. La prossima settimana può essere decisiva. Sarri non è un problema, ha tante attenuanti

22.02.2020 14:06 di Brian Liotti   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Undici metri - Conte sta arrivando, vietato sbagliare. La prossima settimana può essere decisiva. Sarri non è un problema, ha tante attenuanti

Siamo arrivati al momento clou della stagione bianconera. Nel prossimo mese la Juve si gioca tutto o quasi. Martedì prossimo ritorna la Champions e la Juve farà visita al Lione, ma prima c’è l’impegno a Ferrara contro una Spal alla disperata ricerca di punti salvezza. Il neo tecnico degli estensi Gigi Di Biagio cerca l’impresa e giocherà con una squadra coraggiosa e arrembante. Sarri in conferenza stampa ha rimarcato la difficoltà di una partita che nasconde molte più insidie di quanto non sembri, un po’ per le condizione attuale dei ragazzi di Sarri che cercano di tornare sui livelli di qualche mese fa, un po’ perché potrebbe esserci forse un po’ di inconscia distrazione con la testa inevitabilmente rivolta alla gara di Champions. Occorre scongiurare questo pericolo perché la Juve non può però permettersi altri passi falsi, c’è un primo posto da difendere e poi la settimana prossima a Torino arriva il grande ex Antonio Conte per una partita che sarà sentitissima e potrebbe risultare decisiva in chiave scudetto. Juve Inter dirà tantissimo con una Lazio che potrebbe approfittarne. Insomma i punti cominciano a diventare pesanti, le gare ad essere decisive e occorre la squadra dei giorni migliori per riuscire a proseguire la marcia.
Sul fronte formazione Sarri dovrebbe schierare un 4-3-3 con il probabile inserimentoin difesa di Chiellini che deve mettere minuti nelle gambe (bisogna vedere se dall’inizio o a partita in corso), davanti complice anche l’infortunio di HIguain le certezze si chiamano Cr7 e Dybala con Cuadrado che dovrebbe affiancarli. Sarri e i tifosi cercano di capire se la squadra abbia superato il momento negativo.
Continuo a sostenere però che nei confronti di Sarri ci siano troppe critiche. Che il bel gioco non si sia ancora visto è palese, che nell’ultimo mese ci sia stata una preoccupante involuzione è altrettanto evidente, così come è evidente che Cr7 abbia spesso tolto le castagne dal fuoco nei momenti di difficoltà.

Però bisogna dire anche che nonostante tutte le difficoltà e i problemi la Juve è lì, in corsa su tutto, prima da sola in serie A, agli ottavi di Champions e con la possibilità reale di andare in finale di Coppa Italia. Quindi non sarei così negativo e pessimista, è chiaro che le due partite chiave saranno Lione e la gara con l’Inter allo Stadium: ritrovare grinta, gioco, prestazioni di livello sarebbe un bel segnale e un preciso avviso ai naviganti. Di contro, giocare male, come nelle ultime gare e perdere sarebbe il segnale di un cedimento e di una resa.

Personalmente credo a una Primavera a tinte bianconere, ma occorre calma, razionalità e tanta fiducia. Fiducia in un progetto nuovo e in un rinnovamento che non può non comportare con se nelle prime fasi anche dei problemi e dei momenti di criticità. Fa parte del gioco e credo che andassero anche messe in preventivo delle difficoltà.

Ogni rivoluzione ha bisogno di tempo e alla Juve il tempo per gli esperimenti è poco ma non mi sembra (risultati alla mano) che ci siano grandi problemi. Sarri è un grande tecnico che si è trovato catapultato in una realtà nuova, grandissima e con pressioni enormi. Prendersi sulle spalle una squadra reduce da 8 anni di trionfi vuol dire avere le spalle larghe e tanta convinzione nelle proprie idee e nei propri mezzi. Non bisogna poi dimenticarsi i tanti infortuni (alcuni davvero sfortunati) che hanno privato la Juve di pilastri come Chiellini, Khedira o l’emergente Demiral che aveva preso da poche gare le redini della difesa. A questo si aggiunga che cambiare mentalità dopo tanti anni in cui si è sempre giocato in modo differente non è cosa semplice. Insomma nonostante tutto la Juve è lì pronta a giocarsela nella fase calda della stagione e mi lascia la chiara sensazione che questa squadra non abbia espresso appieno il suo potenziale.

Parlare oggi di mercato, del sogno Pogba (un po’ meno proibito di qualche settimana fa), di Tonali obiettivo chiaro di Paratici, di Gabriel Jesus (che piace parecchio), di nuovi giocatori o di un cambio in panchina non ha molto senso, la stagione sta entrando nel vivo e bisogna avere fiducia. Fino alla fine.