QUESTIONE DI PRIORITÀ E PROSPETTIVE
Bella e importante risposta al Napoli? No. La Juve lavora per se stessa e sta andando avanti col suo programma, e la risposta alle aspettative di lunedì sera, è stata quella più importante: invertire una tendenza negativa che stava diventando pericolosa ad ogni post sosta, tenendo bene in mente proprio gli esiti precedenti dei match contro Lazio e Sampdoria. La Juventus in questi anni ha saputo insegnarci molto bene come si debba far fronte a periodi in una stagione, situazioni nel corso di una partita in cui si intrecciano più partite, dove il CAMBIAMENTO è quello che fa la fortuna dell' allenatore, di calciatori, società e dell'intera squadra. Il cambiamento, ovvero la capacità di adattarsi alla situazione momentanea risulta essere realmente l’arma vincente, a doppio taglio per molti perchè può allo stesso tempo può comportare a risvolti negativi, ma la bravura di Allegri e dei bianconeri è consistita invece proprio in questo: nel trovare il giusto equilibrio capace di creare la giusta mentalità vincente con chi si ha a disposizione. La mentalità vincente, quella che ha caratterizzato da sempre la Juventus e in particolar modo gli ultimi sei anni, nei quali ha dominato in Italia, trasformandosi, cambiando pelle con nuovi interpreti e nei moduli ma restando invariata nell' atteggiamento e nelle proiezioni.
La partita contro il Genoa ne è stata la manifestazione chiara, in assenza di un costruttore offensivo ideale come Dybala, l'inserimento di Douglas Costa, che inizialmente ha faticato a entrare nei meccanismi complessivi, ma alla fine è riuscito a decollare e ad essere decisivo per particolari situazioni. Max Allegri adesso se lo gode in tutta la sua efficace bellezza. L'importanza di convogliare e centrale il focus sul potenziale enorme degli esterni risulta essere una chiave di lettura essenziale: il brasiliano, abile come pochi a saltare l'uomo, non si scopre di certo oggi, piuttosto le lezioni tattiche di Vinovo lo hanno completato. Le stesse lezioni che si sono intrise di carichi di lavoro svolti non a caso durante la settimana di sosta, soprattutto per preparare al meglio una partita cruciale per il proseguo della stagione e per farsi trovare al meglio in quella contro gli HotSpurs.
La Juventus ha affrontato il Genoa, diversamente da quanto si vuol pensare, con grande concentrazione, senza timore della pressione difensiva rossoblù, sfruttando le grandi qualità tecniche dei suoi calciatori nel giro palla e nelle uscite da dietro con palla a terra, attaccando gli spazi creati con verticalizzazioni e attacchi in velocità. La consapevolezza e la calma nella gestione del pallone sono state ancora una volta determinanti per la costruzione del gioco. In fase di costruzione infatti Pjanic si è abbassato spesso per ricevere palla formando un rombo virtuale con i due centrali Chiellini e Benatia: i due difensori esterni hanno dato ampiezza, insieme a Lichtsteiner che ha contribuito in questo modo ad effettuare una sorta di “contro-pressing” e con le verticalizzazioni immediate è riuscito a bucare la pressione di ripiego avversaria e ad attaccare lo spazio creato, con un pimpante Pipita: molto efficace anche e soprattutto in fase di non possesso e d'impostazione tra le linee (zona di rifinitura) occupando soprattutto la zona centrale e quella di destra, lasciando sulla sinistra molto campo da attaccare ad Alex Sandro, o in alternativa a Matuidi, tanto da permettere a Douglas nelle uscite da dietro di superare la pressione avversaria venendo incontro e dando una soluzione di passaggio in più al possessore di palla, mentre nella metà campo avversaria ha cercato sempre la posizione migliore per ricevere palla.
Le grandi caratteristiche di Madama dunque sono racchiuse tutte qui: nei movimenti senza palla dei suoi interpreti, nell'attaccare gli spazi liberi, nella capacità di stare sempre in appoggio al possessore di palla, movimenti e contro movimenti tra le linee avversarie, nell'adattarsi ai cambiamenti e modellarsi a seconda dell'avversario di turno e il tutto eseguito con ritmi spesso molto elevati capaci di determinare occasioni pericolose e fornire massima attenzione nelle retrovie. Tuttavia, sottolineare come possa questa squadra peccare a volte di brillantezza nell'estetica del gioco, non può che trovare poco riscontro nella realtà attuale dato che, alla lunga e dinanzi ad impegni importanti come quelli della Champions League, sarà molto più importante farsi trovare pronti e completi quando gli appuntamenti conteranno davvero. Il riscontro vero piuttosto sarà quello di trasformare il concetto di "bellezza" in qualcosa di tangibile e magari massiccio da alzare verso il cielo, e non ridurre il tutto banalmente a qualcosa di puramente estetico al fine di compiacere lo sguardo. Perchè alla fine conterà saziare il cuore, non la vista. La fonte e il principio di ogni azione. Ma in fondo, è sempre una questione di prospettive e proprietà.
Direttore: Claudio Zuliani
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