Umiliati!

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di Massimo Pavan
Juventus travolta 3-0 dalla Lazio: decidono Provstgaard, Isaksen e Dele-Bashiru. Bianconeri deludenti, Spalletti squalificato e crisi sempre più evidente.

La Juventus sprofonda contro la Lazio e incassa una sconfitta pesantissima, non soltanto per il risultato ma soprattutto per la prestazione. Finisce 0-3, con i biancocelesti capaci di colpire attraverso Provstgaard, Isaksen e Dele-Bashiru, mentre i bianconeri mostrano limiti preoccupanti in entrambe le fasi di gioco.

Una serata da dimenticare per Luciano Spalletti, costretto a seguire la partita dalla tribuna a causa della squalifica. Le scelte iniziali non producono gli effetti sperati e nemmeno i numerosi cambi nella ripresa riescono a modificare l'andamento della sfida.

La Juventus prova a reagire, ma lo fa in maniera confusa, senza riuscire a costruire una vera rimonta. La Lazio, invece, sfrutta gli errori degli avversari e porta a casa una vittoria netta.

Juventus, Spalletti cambia tutto: Alajbegovic alle spalle di Kolo Muani

La Juventus si presenta con Vicario tra i pali e una linea difensiva composta da Kalulu, Bremer, Lucumí e Celik. In mezzo al campo spazio a Sarr e Douglas Luiz, mentre Nico Gonzalez, McKennie e Alajbegovic agiscono a sostegno dell'unica punta Kolo Muani.

Spalletti sceglie quindi una formazione offensiva sulla carta, con l'obiettivo di trovare qualità tra le linee e dare maggiore imprevedibilità alla manovra.

L'avvio della partita è equilibrato. Entrambe le squadre cercano di prendere il controllo del gioco, ma le iniziative sono spesso accompagnate da errori tecnici e imprecisioni negli ultimi metri.

La Juventus prova ad affacciarsi dalle parti della porta laziale e costruisce una buona opportunità con Nico Gonzalez, che però colpisce male il pallone, vanificando una situazione potenzialmente pericolosa.

Isaksen spaventa la Juve, poi Kolo Muani spreca

Con il passare dei minuti, la Lazio comincia a trovare spazi interessanti, soprattutto quando riesce a superare la prima pressione bianconera.

Intorno alla mezz'ora arriva una grande occasione per Isaksen, lasciato troppo libero dalla retroguardia juventina. Un campanello d'allarme evidente, che mette in luce le difficoltà della squadra di Spalletti nella gestione delle marcature.

Dalla parte opposta, Kolo Muani ha la possibilità di rendersi pericoloso, ma non riesce a sfruttare una situazione favorevole.

La Juventus continua a mostrare difficoltà nella costruzione offensiva. I collegamenti tra centrocampo e attacco non funzionano con continuità e la squadra fatica a trasformare il possesso in occasioni concrete.

Provstgaard punisce la difesa: Lazio avanti al 36'

Al 36' arriva l'episodio che cambia la partita.

La Lazio trova il vantaggio con Provstgaard, perso dalla difesa juventina e libero di colpire. Un errore di marcatura che costa carissimo ai bianconeri e conferma le difficoltà già emerse nei minuti precedenti.

La rete biancoceleste pesa anche sul piano psicologico.

La Juventus non riesce a produrre una risposta convincente e chiude il primo tempo sotto di un gol, dopo quarantacinque minuti decisamente deludenti.

Non è soltanto il risultato a preoccupare: mancano precisione, intensità e soprattutto la capacità di gestire i momenti più delicati della partita.

Woltemade entra e sfiora subito il pareggio

Nella ripresa arriva immediatamente una correzione.

Fuori Alajbegovic, protagonista di una prova poco convincente, e dentro Woltemade. La Juventus cerca così di aumentare la presenza fisica in attacco e di offrire a Kolo Muani un riferimento con cui dialogare.

La scelta produce subito un'occasione importante.

Proprio Kolo Muani inventa una giocata per Woltemade, che conclude verso la porta senza trovare il bersaglio. Nell'occasione i bianconeri protestano anche per un calcio d'angolo non assegnato.

È una delle poche situazioni in cui la Juventus riesce a dare la sensazione di poter riaprire la sfida.

Ma la reazione dura troppo poco.

Isaksen raddoppia: Celik lascia spazio, Vicario battuto

La Lazio colpisce nuovamente e lo fa sfruttando un'altra grave disattenzione della difesa juventina.

Celik concede troppo spazio a Isaksen, che può accentrarsi e trovare la conclusione vincente alle spalle di Vicario.

È il 2-0, un colpo durissimo per la Juventus.

Il raddoppio biancoceleste ricorda quanto accaduto nella precedente stagione, con la Lazio ancora capace di mettere in evidenza le fragilità dei bianconeri.

La squadra di Spalletti appare vulnerabile, soprattutto quando gli avversari riescono ad attaccare gli spazi e a puntare direttamente i difensori.

Gli errori individuali si sommano a quelli collettivi e il risultato diventa sempre più pesante.

Zhegrova, Conceiçao e Cambiaso: assalto confuso della Juventus

Con due reti da recuperare, la Juventus prova a giocarsi tutte le carte offensive.

Entrano Zhegrova e Conceiçao al posto di Nico Gonzalez e Douglas Luiz, mentre successivamente Cambiaso prende il posto di Celik.

La squadra si sbilancia, cerca di aumentare la pressione e prova a mettere palloni nell'area laziale.

Il problema, però, è la mancanza di organizzazione.

L'assalto bianconero appare scomposto, con tanti giocatori offensivi ma poche idee per metterli nelle condizioni di incidere.

Kolo Muani ha anche una buona opportunità di testa, ma spreca, confermando le difficoltà della Juventus negli episodi che potrebbero cambiare l'inerzia della partita.

Spalletti tenta ulteriormente di modificare l'assetto con l'ingresso di Boga, ma nemmeno questa soluzione riesce a produrre la svolta.

Dele-Bashiru firma il 3-0: Juventus umiliata

Nel finale arriva anche la terza rete della Lazio, firmata da Dele-Bashiru.

È il gol che chiude definitivamente ogni discorso e trasforma una sconfitta già pesante in una vera umiliazione sportiva.

La Juventus termina la partita con tre reti subite e nessuna segnata, nonostante le numerose soluzioni offensive utilizzate nel corso della ripresa.

Il dato più preoccupante, però, resta la sensazione di impotenza mostrata dalla squadra.

La Lazio è stata più concreta, ha sfruttato le occasioni e ha saputo colpire nei momenti decisivi. La Juventus, invece, ha pagato errori difensivi, imprecisioni offensive e una gestione complessiva della gara insufficiente.

Juventus, a ottobre è già crisi: Spalletti deve trovare risposte immediate

La sconfitta contro la Lazio apre interrogativi pesanti sul presente della Juventus.

Spalletti si trova davanti a una situazione delicata. La squadra continua a mostrare difficoltà nella ricerca di equilibrio e non riesce a dare continuità alle proprie prestazioni.

Preoccupano soprattutto tre aspetti: la facilità con cui vengono concessi spazi agli avversari, l'incapacità di concretizzare le occasioni e la confusione che emerge quando bisogna recuperare il risultato.

Non basta inserire attaccanti per diventare più pericolosi. Servono movimenti coordinati, maggiore qualità nella costruzione e soprattutto una struttura di squadra capace di sostenere le iniziative offensive.

Anche alcune scelte iniziali e la gestione dei cambi finiranno inevitabilmente sotto osservazione.

La Juventus ha giocatori di qualità, ma contro la Lazio è mancata una risposta collettiva all'altezza delle aspettative.

Il problema non è soltanto aver perso 3-0. È il modo in cui è arrivata la sconfitta.

A ottobre, con una stagione ancora lunga davanti, parlare di situazione compromessa sarebbe prematuro. Ma negare l'esistenza di una crisi sarebbe altrettanto sbagliato.

La Juventus deve ritrovare immediatamente identità, solidità e personalità.

Perché una squadra con queste ambizioni non può permettersi di essere travolta in questo modo, soprattutto davanti ai propri tifosi.

La Lazio ha impartito una lezione severissima. Adesso tocca a Spalletti e ai suoi giocatori dimostrare di averla capita.