Il Quinto Elemento - Juventus-Lazio, cinque fattori che possono decidere la partita: Spalletti tra rischi e necessità di vincere
Juventus-Lazio non è una partita come le altre, non soltanto per il valore dell'avversario, ma anche per il momento che stanno attraversando le due squadre. I bianconeri arrivano dalla vittoria europea contro il Celta Vigo, una rimonta importante per il morale ma anche dispendiosa sul piano fisico. La Lazio, invece, si presenta a Torino con cinque punti di vantaggio, imbattuta e con la possibilità di consolidare ulteriormente la propria posizione in classifica.
C'è soprattutto un dato che fotografa la particolarità di questa sfida: per la prima volta nella storia della Serie A, la Juventus affronta la Lazio in una partita del girone d'andata con almeno cinque punti in meno rispetto ai biancocelesti.
Un'anomalia storica che rende ancora più importante il confronto dell'Allianz Stadium.
Per la Juventus è un'occasione per accorciare, per la Lazio una possibilità di allungare. Ma soprattutto è un esame di maturità per la squadra di Luciano Spalletti, chiamata a dimostrare di saper vincere anche contro avversari di alto livello.
Cinque elementi possono fare la differenza.
La stanchezza post Celta
Il primo elemento è inevitabilmente quello fisico. La Juventus arriva dalla trasferta europea contro il Celta Vigo, una partita nella quale ha dovuto rincorrere, spendere energie e ribaltare il risultato. Non è stata una gara semplice, né dal punto di vista atletico né da quello mentale. La squadra ha sofferto soprattutto nel primo tempo, quando la circolazione lenta del pallone e le difficoltà nella riaggressione hanno costretto diversi giocatori a rincorse lunghe e dispendiose. Nella ripresa è arrivata la reazione, ma anche uno sforzo importante per trovare il successo. Il problema è che contro la Lazio non sarà possibile concedersi un tempo per entrare in partita. La squadra di Gattuso ha intensità, fiducia e giocatori capaci di approfittare immediatamente di un avversario poco brillante. Spalletti dovrà quindi valutare attentamente chi ha recuperato davvero e chi, invece, potrebbe pagare la fatica della trasferta spagnola.
Il rischio maggiore non è soltanto avere gambe pesanti, ma ritrovarsi con una squadra lenta nelle letture, nei contrasti e nelle seconde palle.
Contro un avversario di questo livello, qualche secondo di ritardo può fare tutta la differenza.
Le assenze la senza alibi
Il secondo elemento riguarda gli indisponibili. La Juventus deve fare i conti con assenze che hanno ridotto le alternative, soprattutto in alcuni settori nevralgici del campo. Quando mancano giocatori importanti, il problema non riguarda soltanto la qualità dei singoli, ma anche la possibilità di cambiare partita attraverso le sostituzioni. Spalletti è chiamato a trovare un equilibrio con gli uomini disponibili, senza perdere identità. L'emergenza a centrocampo, in particolare, può incidere sulla capacità di controllare il ritmo e proteggere la difesa. La squadra ha bisogno di giocatori in grado di garantire aggressività, copertura e una gestione più rapida del pallone. Il rischio è che, per compensare un'assenza, si finisca per modificare più posizioni, creando nuovi problemi. Le difficoltà di organico sono reali, ma non possono diventare una giustificazione preventiva. La Juventus deve dimostrare di avere una struttura collettiva capace di funzionare anche quando mancano alcuni titolari.
È proprio nelle partite più complicate che emerge la qualità del lavoro dell'allenatore e la capacità del gruppo di adattarsi.
Il doppio attaccante tentazione o rischio?
Il terzo elemento è probabilmente quello tatticamente più interessante. La vittoria contro il Celta Vigo ha rilanciato l'idea di una Juventus con Nick Woltemade e Randal Kolo Muani contemporaneamente in campo. Il francese è stato decisivo con il gol della vittoria, mentre il tedesco ha trovato la rete del pareggio. Due attaccanti con caratteristiche differenti, che possono completarsi e aumentare la pericolosità offensiva. La tentazione di schierarli insieme contro la Lazio è comprensibile. Ma bisogna distinguere tra una soluzione utilizzata per recuperare una partita e una scelta da proporre fin dall'inizio contro una delle squadre più in forma del campionato. Giocare con due attaccanti può garantire maggiore presenza in area, ma rischia anche di ridurre la densità in mezzo al campo, soprattutto se gli esterni offensivi non partecipano con continuità alla fase difensiva.
Contro il Celta, Spalletti ha corretto le posizioni dei due giocatori, portando Kolo Muani maggiormente al centro e allargando Woltemade. Una mossa che ha funzionato nel finale, ma che non cancella i problemi di equilibrio emersi durante la gara.
La Lazio non è un avversario contro il quale ci si può permettere di perdere il controllo del centrocampo.
Il doppio attaccante può essere un'arma importante, ma non deve trasformarsi in un obbligo.
La scelta giusta dipenderà dalla capacità della Juventus di sostenere il peso offensivo senza concedere campo agli avversari.
Le transizioni avversarie, il difetto da eliminare
Il quarto elemento è quello che preoccupa maggiormente sul piano difensivo. La Juventus ha subito gol contro Cagliari e Celta Vigo in situazioni differenti, ma con un problema comune: la difficoltà di reagire rapidamente quando perde il pallone e di mantenere una copertura collettiva adeguata. La squadra tende talvolta ad allungarsi, lasciando spazio tra centrocampo e difesa. Quando gli avversari riescono a superare la prima pressione, i difensori sono costretti ad affrontare situazioni complicate, spesso con molto campo da proteggere. Contro la Lazio questo limite potrebbe essere particolarmente pericoloso. I biancocelesti dispongono di giocatori rapidi e tecnici, capaci di trasformare una riconquista in un'azione offensiva nel giro di pochi secondi. La Juventus dovrà quindi lavorare soprattutto sulle distanze tra i reparti, sulla posizione dei centrocampisti e sulla gestione delle avanzate degli esterni. Non si tratta di rinunciare ad attaccare, ma di farlo con maggiore organizzazione. La cosiddetta difesa preventiva sarà fondamentale: quando la Juventus porta molti uomini avanti, qualcuno deve comunque garantire copertura alle spalle dell'azione.
La forza della Lazio, i numeri spiegano molto
Il quinto elemento è l'avversario. La Lazio arriva a Torino con 16 punti conquistati nelle prime sei giornate, frutto di cinque vittorie e un pareggio. È ancora imbattuta e condivide con l'Inter il miglior rendimento del campionato. Un avvio che merita attenzione e che non può essere liquidato come un semplice episodio. Per ritrovare una Lazio capace di iniziare una giornata di campionato senza distacco dalla vetta dopo più di cinque partite disputate bisogna risalire alla stagione 2010/11.
Gattuso ha dato alla squadra intensità, organizzazione e una mentalità competitiva. C'è anche un possibile primato personale: con una vittoria contro la Juventus, potrebbe diventare il primo allenatore nella storia della Serie A a conquistare sei successi nelle prime sette partite alla guida della Lazio.
I precedenti raccontano quanto la sfida sia diventata equilibrata. Nelle ultime nove partite di campionato tra Juventus e Lazio si registrano tre vittorie per parte e tre pareggi. Una netta inversione di tendenza rispetto ai quindici incontri precedenti, nei quali i bianconeri avevano ottenuto dodici successi.
La storia complessiva resta favorevole alla Juventus, che ha battuto la Lazio 87 volte in Serie A, più di qualsiasi altra squadra, realizzando anche il maggior numero di gol contro i biancocelesti: 290. C'è poi un altro dato incoraggiante: la Juventus ha segnato nelle ultime tredici partite casalinghe di campionato contro la Lazio, per un totale di trenta reti.
Noslin è il pericolo numero uno, ma attenzione a tutta la Lazio
Tra i giocatori più pericolosi della formazione di Gattuso spicca Tijjani Noslin. L'attaccante olandese ha partecipato a quattro reti nelle ultime tre partite di campionato, con due gol e due assist. La sua media stagionale è di una partecipazione a rete ogni 65 minuti, un rendimento particolarmente significativo. Curiosamente, il suo primo gol in Serie A arrivò proprio contro la Juventus, il 17 febbraio 2024, quando vestiva la maglia dell'Hellas Verona.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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