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Muharemović, parla il suo ex ct Starčević: "Mi colpì la sua disinvoltura, può far parte dei top 10 nel suo ruolo. Ritorno alla Juve? Sarebbe una soddisfazione personale e non una rivalsa"

Muharemović, parla il suo ex ct Starčević: "Mi colpì la sua disinvoltura, può far parte dei top 10 nel suo ruolo. Ritorno alla Juve? Sarebbe una soddisfazione personale e non una rivalsa"TuttoJuve.com
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Oggi alle 11:30Primo piano
di Mirko Di Natale
Starčević esalta Muharemović: “Ha tutto per entrare nell’élite mondiale”. Dalla Juve al Sassuolo, il tecnico bosniaco ripercorre la sua crescita.

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex ct della Bosnia U21 dal 2020 al 2022 e attuale tecnico del Laktaši, Slobodan Starčević, per parlare approfonditamente di Tarik Muharemović e non solo:

"Mi aspettavo qualità, non una crescita così veloce"

Tarik si sta mettendo in luce ai Mondiali ed è tra i migliori giovani giocatori al mondo nel suo ruolo. Ti aspettavi una crescita così esponenziale dopo averlo allenato?

"Ricordo la prima volta in cui lo vidi con la Bosnia U19, dimostrò disinvoltura sia in fase difensiva che offensiva. Lo chiamai per il debutto in una partita contro il Qatar e mostrò subito delle qualità molto difficili da insegnare: concentrazione, intelligenza tattica, forte carattere e una costante voglia di migliorarsi. Ciò che può sorprendere è la velocità della sua crescita, ma Tarik ha fatto ogni passo della sua carriera finora nel modo giusto".

Il trasferimento alla Juventus e la svolta della carriera

La svolta, volendo, fu trasferirsi alla Juventus ormai cinque anni fa. No? 

"Si, esatto. Mentre molti giocatori avrebbero scelto di rimanere in Austria, lui decise di accettare una nuova sfida. La Juventus era il posto giusto, con gli allenatori e il programma di sviluppo adeguati. Ed è progredito con pazienza. Venne leggermente rallentato da un infortunio, ma questa situazione ha probabilmente rafforzato ulteriormente il suo carattere. Attraverso la Juventus Next Gen e il Sassuolo negli ultimi due anni, è diventato un difensore di altissimo livello. Ha conquistato tutto con il duro lavoro e professionalità, e oggi è un giocatore importante non solo per i neroverdi, ma anche per la nazionale bosniaca dove insieme a Katić forma una solidissima coppia di difensori centrali".

Pensi che Muharemović diventerà uno dei dieci migliori difensori centrali al mondo?

"La top 10 mondiale è un traguardo estremamente impegnativo, perché richiede non solo talento ma anche costanza nel lungo periodo. Io ci spero tanto, anche perché Tarik ha il profilo fisico, tecnico e mentale necessario per quel livello. Se continua a crescere con lo stesso atteggiamento e resta in salute, credo che possa entrare a far parte dell'élite del calcio mondiale. E quando arrivò alla Juventus, i media italiani mi chiesero se fosse stato il sostituto di Chiellini. Gli risposi, oltre ad essere due giocatori diversi, avrebbe avuto il potenziale per fare bene. Non ho sbagliato di tanto". 

Il possibile ritorno in bianconero

Il Sassuolo valuterà di cederlo questa estate. Vedresti bene il ritorno alla Juve?

La Juventus è uno dei club più importanti al mondo e ha giocato un ruolo fondamentale nella sua crescita. Tuttavia, in questa fase, la cosa più importante non è il nome del club, ma il progetto sportivo. Tarik deve giocare regolarmente ai massimi livelli. Che si tratti della Juventus, del Sassuolo o di un altro grande club europeo, la priorità deve essere la sua crescita e la continuità".

Muharemović e Bremer formerebbero una solida coppia di difensori centrali?

"Assolutamente. Sono profili diversi che si completerebbero a vicenda in modo eccellente. Bremer ha grande esperienza, leadership e superiorità fisica, mentre Tarik aggiunge grande dinamicità, calma nel possesso palla e capacità di costruire il gioco da dietro. In teoria, sarebbe una coppia di difensori centrali molto equilibrata e moderna".

Per lui, che si è detto deluso, tornare al club che lo ha venduto senza concedergli un esordio in prima squadra rappresenterebbe una sorta di vittoria?

Il calcio offre spesso ai giocatori l'opportunità di scrivere la propria storia. Se Tarik tornasse alla Juventus come un giocatore pronto a competere ai massimi livelli, sarebbe certamente una forma di soddisfazione personale. Tuttavia, conoscendolo, non credo che sia mosso dalla vendetta o dal bisogno di dimostrare qualcosa a qualcuno. Il suo obiettivo è sempre stato quello di migliorare e aiutare la squadra. La migliore risposta che un giocatore possa dare arriva sempre sul campo".

Si ringrazia Slobodan Starčević per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.