Di Gregorio epurato. Ma dove può andare senza un'offerta?
"Dall’inizio del mercato abbiamo le stesse idee". Luciano Spalletti aveva parlato così dopo la sfida contro l'Inter, quando Michele Di Gregorio era stato sorpreso due volte, una in maneira troppo semplice da Diouf. Però le sue parole sembravano anche aprire al fatto che non fosse proprio colpa del portiere della Juventus.
"Dopo aver giocato queste partite, abbiamo confermato quelle che avevamo, per cui si va avanti per la nostra strada. Di Gregorio ha fatto, secondo me, delle parate meritevoli di complimenti nel primo tempo (contro l'Inter ndr). Poi è stato sfortunato sul secondo gol. Gioca Perin perché è una cosa che avevamo già preparato da prima. Più di due match: un tempo per uno, un secondo tempo per ciascuno".
Epurazione programmata
Il tentativo era quello, maldestro e banale, di mantenere l'attenzione alta sul portiere. Come se potesse arrivare un'offerta dal cielo: in Italia tutti quanti hanno già deciso il proprio titolare, tanto più che passare dalla Juve a un Parma o un Monza non è possibile. Forse la Lazio? Ma sarebbe un prestito con diritto di riscatto praticamente gratuito. Le altre non hanno bisogno, mentre lo ha la Juve: Vicario non è il preferito di Spalletti, ma il rischio che arrivi lui non è poi così peregrino.
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