Senza i nazionali Spalletti prova in allenamento la Juve che verrà
Prima di questa pausa, lunga e inusuale, si sono giocate cinque giornate di campionato e una di coppa. Tenendo conto che si arrivava da un'estate accorciata dal mondiale o usurata dal pensiero di non averlo giocato, ecco che queste tre settimane serviranno anche per recuperare parzialmente, ma non per tutti, parte di quell'energia mentale. Tra riposo, avvicendamenti e Nations League – o semplici amichevoli – il prodotto calcio rimetterà equilibrio anche all'aspetto fisico. Basta guardare alle convocazioni che ciascuna nazionale ha adottato, evitando di forzare l'impiego degli stessi giocatori. Da una parte un'abbondante rotazione e dall'altra un periodo più lungo per staccare la spina. E in casi specifici anche per recuperare qualche infortunato, accorciandone i tempi di mancato impiego.
Situazione – Dopo l'ultimo turno giocato con l'Atalanta e anche cinque giorni di riposo, la Juve ha ripreso da ieri (lunedì) a lavorare sul campo. Dodici i nazionali lontani dalla Continassa e sette i giocatori di movimento rimasti a Torino agli ordini di mister Spalletti. Senza contare Pinsoglio e l'ultimo arrivato Neto, riaccolto nella famiglia bianconera con lo stesso calore di undici anni fa e in attesa di essere ammesso nella lista Uefa. La tabella di marcia prevede un lavoro di mantenimento atletico ed esercitazioni tecniche personalizzate. I portieri lavoreranno fianco a fianco con il loro preparatore, puntando a far ritrovare la condizione ottimale anche all'ultimo arrivato. Folta la batteria dei difensori, da Bremer a Lucumi, passando da Gatti e finendo a Rugani, con cui anticipare qualche lavoro tattico finalizzato a sperimentare nuove soluzioni da mettere al servizio di centrocampisti e attaccanti. L'impostazione dal basso, con autorevolezza e fluidità, potrebbe diventare l'arma in più per esplorare nuovi modelli di gioco. Molte delle possibilità, tra l'altro, passano dal recupero di Cambiaso e dalla sua disponibilità di entrare più efficacemente nel vivo del gioco assieme a McKennie. Quello che potrebbe quindi aggiungere Cambiaso sarebbe proprio quello che è mancato in fase di spinta e di rilancio dell'azione con l'impiego di solo due giocatori davanti alla linea difensiva.
Attacco - La finalizzazione è poi affidata agli attaccanti. La Juve non ne ha di effettivi, e di fatto si affida alle invenzioni di chi occupa più da vicino l'area di rigore, come Kolo Muani ristabilitosi dopo il fastidioso intervento al dito della mano, e di chi sarà chiamato ad aiutarlo provenendo da qualsiasi altra zona di campo. Nel gruppo, privi di sorrisi, primi passi per Cabal e solite giocate ad effetto per Milik, escluso da tutto se non dalla possibilità di giocare almeno le amichevoli – venerdì il test con la Cremonese dell'ex Licina – e la Coppa Italia. In attesa, entro fine 2026, di riabbracciare quanti più giocatori possibili tra i lungodegenti.
Direttore: Claudio Zuliani
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