Ecco il motivo per cui Comolli è rimasto. E sarà una pace armata

Ecco il motivo per cui Comolli è rimasto. E sarà una pace armataTuttoJuve.com
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Oggi alle 21:00Primo piano
di Andrea Losapio

Damien Comolli è arrivato un anno fa. Doveva essere il plenipotenziario, lo è stato almeno fino a fine gennaio. Perché ha deciso gli acquisti - praticamente tutti - forse non l'allenatore e non il direttore sportivo, visto che Ottolini poteva essere visto come una scelta di discontinuità dopo avere scelto Modesto come suo referente interno. Su Spalletti ci sono state alcune increspature, viste in particolare dopo non avere acquistato il "centravanti fisico" che aveva chiesto. Che fosse Mateta, En Nesyri, Icardi o chi per lui.

Comolli però rimane per un motivo preciso. La proprietà non vuole che sia il capro espiatorio unico, altrimenti alcune scelte potrebbero essere troppo semplici. L'idea è che siano tutti sotto scacco, sotto esame, non solo il dirigente francese ma anche Chiellini e Spalletti, perché la mancata qualificazione in Champions (facile sulla carta a quattro partite dalla fine, poi cinque punti quando ne bastavano dieci contro Verona, Lecce, FIorentina e Torino) è un macigno. Economico e tecnico.

Elkann vuole tornare a vincere e pensa che la squadra potesse arrivare quarta in classifica al netto di tutto. Non è dato sapere se rifarebbe la stessa scelta di prolungare l'accordo prima delle ultime partite. Quello che è certo è che tutti sono sotto la lente di ingrandimento: sarà una pace armata fra tutte le componenti.