Ladri a chi? Almeno non prendeteci per scemi…

Ladri a chi? Almeno non prendeteci per scemi…TuttoJuve.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
lunedì 29 gennaio 2018, 22:10Primo piano
di Massimo Reina

Inutile girarci attorno e far finta di niente, a quello ci pensano già buona parte dei media italici, ma nelle ultime settimane nel campionato di Serie A ne sono successe di cotte e di crude. Anche in questo weekend. Tra arbitri che quando dirigono certe gare dimenticano che esiste una tecnologia chiamata VAR, allenatori isterici, tronisti prestati al calcio sull’orlo di una crisi di pianto, e artisti della polemica a comando pronti a stracciarsi le vesti in televisione urlando al solito complotto, salvo poi tacere di fronte ai favoritismi avuti dalle loro squadre del cuore, se ne sono viste di tutti i colori. Accade così in campionato che mentre chi sta davanti continua a ricevere con impressionante e sospetta regolarità quelli che ormai possono essere definiti “aiutoni”, la Juventus che vince contro un Chievo ridotto giustamente in nove per gli errori e orrori di due suoi giocatori, deve invece sentirsi accusata di chissà cosa. Eppure basterebbe guardare su altri campi per trovare davvero motivo di critica e preoccupazione per un torneo che rischia di scadere nel ridicolo.

Per carità, noi l'errore arbitrale possiamo accettarlo (e quest’anno la Juve è stata penalizzata tante volte, numeri alla mano), anche quelli che favoriscono altre squadre. Ciò che però non possiamo accettare, né ora né mai, come cronisti prima che tifosi, è che qualcuno provi a prenderci in giro con discorsi sull'onestà, sulla sportività e su presunti complotti pro bianconeri, solo per mascherare le magagne tecniche e le furbate, vere, di altre squadre. Del bue che dice cornuto all’asino, insomma, ne abbiamo piene le tasche. Come le abbiamo abbondantemente piene di alcuni media nazionali, anche a pagamento, che ospitano personaggi di poco talento professionale e in cerca di qualche minuto di notorietà pronti a sostenere le tesi più disparate pur di guadagnare un “like”, e che hanno in generale un atteggiamento palesemente di parte nel valutare e commentare le situazioni pro o contro la Juventus, pro e contro altri club più “simpatici”.

In quest’ultimo caso l'errore, se ammesso, viene descritto rigorosamente senza malizia: "ma quale fallo di mano, la “parata” a due mani col Crotone non era di Mertens, ma di Pepe Reina. Sui giornali gira un fotomontaggio”, “ma che fuorigioco, c'era l'ombra della coscia del difensore a tenerlo in gioco contro l’Atalanta, e poi sono cose che succedono", oppure “eh, oggi è plenilunio, non era facile da vedere, ma il contatto tra il ciuffo di  Callejón e l’alito di vento generato dal difensore del Bologna era evidente”. E così via, in un crescendo di idiozie che farebbero anche ridere, se solo chi le dicesse non ne fosse davvero convinto. Fateci caso, sabato in tarda serata si parlava di complotti e illegalità, ma dopo domenica nessuno parla più di “fermare il campionato”. E’ “comprensibile”, da un lato, che dopo anni di dominio della Juventus, l’ambiente speri in un cambiamento, anche per ravvivare il torneo. Ma non lo è farlo con l’inganno, con omertà, raccontando una realtà dei fatti diversa attraverso la libera interpretazione dei regolamenti, alimentando il fanatismo di quegli anti-juventini che pensano di tifare per il Barcellona e non per qualche provinciale in cerca del grande salto. Non ha giustificazioni ed è pericoloso.