L'INTESA VINCENTE
Nel suo primo anno bianconero Allegri sganciò la Juve dal calcio super-organizzato e meccanicistico di Conte che tentava di spingere i giocatori a cercare autonomamente le soluzioni migliori in campo, facendo anche gli straordinari, arrivando letteralmente "spompati" al novantesimo.
Rifacendoci a questa Juve, oggigiorno, possiamo notare come la calma e l'attesa del momento propizio caratterizzino la squadra di Allegri. All'andata, contro i francesi, non è stata una bella signora, dobbiamo ammetterlo: Cuadrado che risolve a parte, rigore di Lacazette, fallo di Bonucci (perfetto in tutto il resto tranne in quell'occasione), due grandi parate per parte, Dybala e Pjanic smarriti per colpe proprie. In Europa ci sta che una partita venga giocata così e così per poi portare a casa il bottino pieno, a patto che si correggano gli errori commessi per non ripeterli più. Soprattutto per quanto riguarda Pjanic, uno che secondo il gergo calcistico deve toccare quintali di palloni per dire esattamente a se stesso, in primis, di che pasta è fatto.
Allegri predica calma ed equilibrio in Europa dove ogni giocatore deve fare il suo: un attaccante che fa di un pallone innocuo la grande occasione e della grande occasione l’arma della completezza, con gli esterni a muoversi sopra le righe. Un errore, a parer personale, da non commettere più e che il match contro il Napoli ha evidenziato, è quello di non lasciar soli sulle fasce due terminali estremi come Mandzukic e Higuain che fanno degli assist esterni il loro pane quotidiano. Meglio un Cuadrado che salta l'uomo e si incunea tra le linee piuttosto che un Lichtsteiner, ad esempio.
Il cuore del campo tuttavia, è fatto invece proprio di meccanismi, soprattutto quando non vai alla caccia spasmodica del pallone, e con Allegri questo non accade. A Lione c'è stato un discreto atteggiamento corale molto buono nella prima metà di gara, per poi perdersi in un bicchiere d’acqua nella ripresa fino al rosso a Lemina. Ecco che col rientro di Marchisio dovrebbe riequilibrarsi il tutto.
Allegri all'apparenza non è un emozionale, che si fa prendere subito nè dallo sconforto e nè tanto meno dall'euforia, ma di certo ha buona memoria soprattutto quando stupisce con alcune sostituzioni nel corso della gara:dentro Cuadrado sia a Lione che col Napoli al posto di due difensori e la storia della partita cambia.
Questo aspetto deve essere ulteriormente evidenziato anche per sfruttare meglio gli errori altrui: con due attaccanti così bravi e letali dunque, bisogna saper colpire sulla fascia quando l’avversario concede l’occasione. Ecco perché questa può essere l’arma in più della Juve nella sempre complicatissima sfida ai grandi club che inseguono la Champions: tutti sanno che i bianconeri sanno difendersi bene, ma ancora non hanno capito che possono segnare in modi diversi, con tanti giocatori e perfino in momenti della gara in cui sembrano in difficoltà o inoffensivi.
Infatti con due linee a quattro si difende meglio: con Cuadrado di là e Sandro di qua dove oggettivamente si "martella" senza difetti: Juan è l'uomo che sa spaccare la partita dal primo al novantesimo, e che per certi versi ti aggiusta la partita quando qualcosa in campo non va secondo i piani iniziali.
Col suo ingresso tutto diventa sempre piuttosto naturale: Dybala, Higuain o Mandzukic non hanno gente intorno a pestargli i piedi, il Pipita soprattutto diventa umile oppure istigato, e nei momenti di carenza fisica del match diciamo, va a dare una mano in difesa.
Apertura con sponda lavorata con il cervello, poi una semplice e precisa palla verticale bassa, o rasoiata sul fondo per l’uomo che deve prendere il pallone e innescarlo davanti al portiere per poi fare quello che è il suo mestiere. Il finale è una scelta divina per il "capelluto" colombiano, una scelta di giustizia quasi senza precedenti se ripensiamo ai vari gol del numero 7 bianconero. Quella di Cuadrado è un pò come fosse una manna dal cielo per ogni tipo di allenatore, e questo ci dà la percezione di che tipo di giocatore a tutto tondo e completo sia. E' un'intesa vincente.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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