Juventus: errori, delusioni e cosa serve davvero per tornare competitivi
Juventus: errori, delusioni e cosa serve davvero per tornare competitivi
La Juventus ha un bisogno evidente: migliorare la rosa con innesti di qualità, esperienza e personalità. Non è un tema nato oggi. Era stato sottolineato in estate, ribadito a gennaio e confermato dai risultati: gli acquisti effettuati non hanno prodotto il salto di qualità atteso.
Mercato Juventus: investimenti senza impatto reale
Alcune operazioni si sono rivelate deludenti.
Edon Zhegrova è un giocatore di valore, ma finora non ha inciso come previsto, mentre Joao Mario è già stato spedito altrove.
Ancora più complicato il giudizio su Lois Openda, investimento importante che non ha garantito continuità e leadership nei momenti chiave, risultando un investimento sbagliato.
L’unico a dare un contributo parziale è stato Jonathan David: qualche gol pesante, ma anche errori determinanti, come il rigore sbagliato contro il Lecce, oltre a diverse occasioni non concretizzate. Troppo poco per trascinare la squadra nelle partite decisive, da lui ci si aspettava di più.
Juventus, mancano i leader nelle sfide decisive
Il vero problema non è solo quantitativo, ma qualitativo. Alla Juventus mancano giocatori capaci di fare la differenza nei momenti cruciali della stagione. È una lacuna che si ripete: nelle gare decisive, nei finali di stagione, negli scontri diretti.
Tra errori individuali, episodi arbitrali discutibili e un calendario fitto, la squadra si è ritrovata in una posizione di classifica non all’altezza della propria storia. Eppure qualche segnale positivo c’era stato: si pensava che la crescita fosse reale e che le difficoltà iniziali fossero superate. Le ultime partite, invece, hanno riaperto dubbi e timori di un nuovo passo indietro.
Futuro Juventus: servono esperienza, personalità e scelte giuste
Per tornare a competere ai massimi livelli servono: giocatori di esperienza, abituati a vincere, profili che alzino il livello tecnico e mentale, innesti realmente funzionali al progetto tecnico, investimenti mirati, non operazioni costose ma poco incisive.
Solo così la Juventus potrà ambire a obiettivi importanti e ridurre il gap con le squadre che oggi la precedono.
Il modello Como: programmazione e investimenti mirati
Un esempio concreto è il percorso del Como. In pochi anni è passato da una dimensione marginale a una realtà competitiva, arrivando a pochi punti dai bianconeri. Ha investito, sì, ma con criterio, scegliendo profili funzionali e sostenibili.
Il punto non è spendere di più, ma spendere meglio. Alcune operazioni sono possibili anche senza budget fuori scala: serve competenza, visione e la capacità di individuare i giocatori giusti.
Negli ultimi anni la Juventus ha spesso sbagliato scelte, disperdendo risorse senza ottenere ritorni adeguati. Il futuro passa da una rifondazione tecnica lucida e coerente: solo così i bianconeri potranno tornare stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo.
@pavan massimo TASTIERA VELENOSA
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