Juve U23, difficoltà, compromessi, coraggio e crescita: cosa ha detto il 2018 del progetto bianconero

Juve U23, difficoltà, compromessi, coraggio e crescita: cosa ha detto il 2018 del progetto bianconeroTuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 1 gennaio 2019, 17:00Primo piano
di Edoardo Siddi

La Juventus, nel 2018, tanto per cambiare, ha scritto la storia. Penna in mano, senza dividerla con nessuno, ha tracciato record, prime volte e rivoluzioni. Ed è sempre stata in prima linea per abbracciare i cambiamenti e la modernità, trasformandosi spesso in un apripista per tutto il calcio italiano. È stato così anche per il progetto seconde squadre, fortemente voluto non solo dalla Juve, che però si è trovata da sola al momento di passare dalle parole ai fatti. Poco male, la paura non appartiene al DNA bianconero, e così è nata la Juve U23, seconda squadra inserita nel girone A della Serie C. Ma com'è andata la prima parte di stagione dei bianconeri guidati da Zironelli?

DIFFICOLTA' - I primi passi sono stati difficili. Il gruppo era chiamato a muoversi in un sentiero mai tracciato da nessuno e i passi falsi non sono mancati. Avvio altalenante, poi un periodo buio, con sei gare senza vittoria e cinque sconfitte consecutive che hanno fatto precipitare la squadra in zona playout e spinto il mondo a mettere in discussione la bontà del progetto. La società, però, ha fatto quadrato intorno a Zironelli, ha dato fiducia a lui e a un gruppo ancora in fase di costruzione e Del Prete e compagni sono riusciti a rialzare la testa. Senza calcio spettacolo, senza fronzoli, ma tornando a navigare in acque tranquille. Dopo il successo sull'Alessandria, i bianconeri sono ora undicesimi in classifica, alle porte della zona playoff.

BILANCIO - Per svoltare è stato necessario che anche mister Mauro Zironelli scendesse a compromessi. Calcio meno propositivo e squadra più compatta, maggiormente calata nella categoria, pronta a soffrire quando necessario. La chiusura di 2018, quindi, lascia ben sperare perché vede un gruppo in grado di fronteggiare le sfide che lo attendono e testimonia anche la crescita dei ragazzi, che hanno compreso l'ambiente, riorganizzato le idee, imparato a competere con chi ha più esperienza. Uno degli obiettivi era questo. Trasformare ragazzi abituati alla Primavera o indeboliti da lunghi periodi di inattività in giocatori pronti a giocare in Serie C. Presto per sancire il compimento della missione, ma la strada è quella giusta.

TALENTI - L'argomento che interessa di più i tifosi, però, è la crescita dei talenti. C'è qualcuno da Juve? Chi sono i più pronti per un eventuale salto di categoria? Matheus Pereira ('98) aveva rubato l'occhio nella prima fase, ma il ritorno di un po' della vecchia indolenza e le nuove soluzioni tattiche di Zironelli, unite a un infortunio, ne hanno rallentato l'ascesa. Chi è cresciuto tanto è invece Kastanos ('98), più maturo, più al servizio della squadra. Tanto che in B più di qualcuno pensa a lui già per gennaio. Comincia a farsi scoprire anche Stephy Mavididi ('98), uno dei più pagati (e per questo tra i più chiacchierati). Come prima punta nel tridente ha faticato, da esterno o in coppia, con spazi da divorare, è stato più efficace. Crescono anche i talenti targati Primavera: Del Favero ('98), Muratore ('98) e Beruatto ('98) imparano dagli errori e sembrano già altri giocatori rispetto all'inizio. Discorso a parte lo merita Idrissa Toure ('98), centrocampista arrivato dal Werder Brema in estate. Fisicamente e per qualità forse il più pronto al salto di categoria, ma Zironelli sta lavorando per equilibrarlo tatticamente e inculcargli la continuità.