Esclusiva TJ

L'analisi di Giletti: "Juventus sta uscendo dal loop, ma c'è ancora timore e manca cattiveria. Vorrei 100 Gatti in campo. Spalletti? Va difeso e non attaccato. Sul gap con l'Inter..."

L'analisi di Giletti: "Juventus sta uscendo dal loop, ma c'è ancora timore e manca cattiveria. Vorrei 100 Gatti in campo. Spalletti? Va difeso e non attaccato. Sul gap con l'Inter..."TuttoJuve.com
Oggi alle 11:00Primo piano
di Mirko Di Natale
Il collega Massimo Giletti vede il futuro della Juventus più roseo con Spalletti e Carnevali, ma riconosce che manca l'attaccante da tanti gol

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il collega e conduttore televisivo de "Lo Stato delle Cose" in onda sui programmi Rai, Massimo Giletti, per parlare approfonditamente del momento in casa Juventus e non solo:

Le certezze e i problemi della Juventus

Cambiano i dirigenti, i giocatori e anche gli allenatori, ma siamo qui di nuovo a parlare delle stesse cose di sei anni fa. La Juve, a tuo parere, è ancora in un loop che sembra ormai infinito?

"La Juve sta uscendo dal loop, anche se i numeri non dicono questo. L'analisi va fatta al di là della posizione in classifica e di alcune sfortunate esibizioni, perché bisogna partire dal punto fermo che è l'allenatore che va difeso e non attaccato. Spalletti è uno che ha fatto bene in ogni dove, le sue qualità a mio avviso non possono essere messe in discussione. Possiamo dire che ci sta antipatico o che sembra arrogante, ma è un uomo che sa di calcio. Stessa cosa vale per l'AD e il DG, visto che ricopre entrambe le cariche, che conosce benissimo il calcio. E' riuscito a fare una mezza rivoluzione, portando dei giocatori a cui va dato tempo di imporsi. Finalmente, adesso, abbiamo un portiere. Cosa non scontata".

Dunque dove identifichi i problemi della Juve?

"Se guardo ai centravanti della Juventus di una volta, oggi dove sono? Inzaghi, Del Piero, Trezeguet, Higuain, Tevez... Guardo chi abbiamo noi ed è chiaro che il nostro problema è non trovare la via della rete. Purtroppo i fallimenti sono stati fatti negli anni scorsi, nel momento in cui abbiamo preso dei nomi che non hanno rispettato le aspettative. Abbiamo una società e un allenatore che sanno come muoversi, quindi intravedo finalmente un futuro. E abbiamo tre titolari fuori per lungo tempo, non riconoscerlo non è intellettualmente onesto. La Juve di una volta guardava altrove, quella di oggi ha quattordici giocatori veri ed è complicato perderne così tanti in un colpo solo. Specialmente Yildiz, uno dei pochi che oggi è in grado di far la differenza".

Dobbiamo puntare all'Europa League

Dicevi che Spalletti è un punto fermo, ma ha responsabilità in occasione dell'ultima partita?

"In campo non ci va l'allenatore, ma i giocatori. Col Cagliari ho visto la paura di tirare in porta, il timore è evidente e vedo una mancanza di personalità in alcuni giocatori. Il velo che Kolo Muani fa prima di segnare, poiché pensava che ci fosse qualcuno alle sue spalle, fa capire molto: lì doveva tirare e centrare la porta, non cercare il passaggino comodo. Bisogna aver pazienza, lavorare e a mio avviso dobbiamo puntare tanto sull'Europa League. Paradossalmente l'ingresso in Champions lo vedo più facile da lì, anche perché nella seconda parte di stagione recupererai tutti gli infortunati".

L'Europa League interromperebbe questo lungo digiuno in Europa.

"Sì lo so, purtroppo non siamo riusciti a vincere nemmeno negli anni in cui dominavamo. C'è da dire che le finali ci sono girate in modo strano, ma è evidente che la Juve non abbia mai avuto la giusta cattiveria per vincere. Anche con 9/11 delll'Italia mondiale del 1982 siamo riusciti a perdere con un Amburgo niente di che, battuti da un tiro in porta. La squadra va supportata nei momenti difficili, i fischi non fanno bene. I giocatori hanno bisogno di essere incitati soprattutto in questi momenti. Io vorrei avere 100 Gatti, mi spiace non vederlo in campo. E' un trascinatore e un combattente, ci vorrebbero più giocatori così. In generale, però, la Juve c'è. La vedo più presente rispetto al passato".

Gap con l'Inter ancora evidente

In passato a questi microfoni avevi dichiarato che la Juve sembrava l'Inter di Moratti, ovvero che spendeva e spandeva senza mai vincer nulla. Credi che con l'arrivo della nuova dirigenza, il punto fermo che è l'allenatore e il ritorno a scovare giocatori all'altezza di questo club, il gap si sia già ridotto?

"Tutti esaltano Chivu, ma ha una squadra pazzesca. Luis Enrique, in Italia, era contestato con una Roma giunta al settimo posto, salvo poi vincere tutto con il Barcellona tra Liga, Copa del Rey e la Champions League in un solo anno. Quello che conta è avere la società che oggi abbiamo, ma il gap con l'Inter è ancora evidente. Stai fronteggiando una squadra che ogni anno aggiunge 3 o 4 pezzi importanti ad un collettivo già collaudato, bisognerà combattere giorno per giorno con la cattiveria. Ecco, è quello che oggi non vedo negli occhi della Juventus. Anche il gol che abbiamo preso, va bene che arriva da un rimbalzo ma non c'è stato nessuno capace di interrompere prima la partita. Non c'è un Chiellini che per non lasciar scappare Saka gli fa fallo. A me sembra francamente un limite tutto questo".

Perché manca personalità

Visto che ogni stagione, ormai da qualche anno, cambia praticamente tutto, perché a tuo avviso manca ancora personalità?

"Ma i giocatori sono quasi sempre quelli, però in questo vedo un qualcosa di positivo: finalmente abbiamo chi prende da parte i giocatori e sa quello che deve dirgli. Non possiamo più continuare a disfare la società o la squadra, il problema dolente è l'attacco. Lo ripeto. Oggi con Lewandowski e Kane parleremo di altro, ma purtroppo non ce li possiamo permettere. D'altronde potevamo prendere Hojlund, è arrivato però Openda".

Una società che ambisce a tornare grande non vende Yildiz

Sai benissimo che la Juventus, a gennaio o a giugno, sarà chiamata a fare una cessione importante. Chi venderesti?

"L'unico giocatore che fa la differenza sul mercato, la cui cessione consentirebbe alla Juve di poter investire somme importanti, è senza dubbio Yildiz. Ma se la Juve perde il suo numero dieci, non è una Juve che ambisce a tornare grande. E Carnevali farà di tutto per bloccare i tentativi degli acquirenti, anche se è dura competere con offerte da 12mln l'anno. Poi è vero che il sostituto lo hai già in casa, perché non credo abbiano speso 30mln per Alajbegovic così per caso. Ma non dobbiamo avere paura, Moggi vendeva Zidane e la Juve vinceva uguale, L'importante è che con quei soldi non vai a comprare dei calciatori come Woltemade. Bisognerà usare la saggezza e prendere i top, cosa che sarà possibile con questa dirigenza".

Si ringrazia Massimo Giletti per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.