Juve, i conti sorridono in parte e la proprietà investe
I numeri del bilancio 2025/26 restituiscono soprattutto una sensazione: la Juventus sembra aver iniziato a rimettere ordine nei propri conti senza rinunciare all'ambizione sportiva.
È probabilmente questo il dato più significativo.
La riduzione di 42 milioni dei costi operativi rappresenta un passaggio importante, soprattutto se ottenuta senza comprimere gli investimenti destinati alla competitività della squadra. Per anni il problema della Juventus è stato proprio trovare un equilibrio tra necessità di vincere e sostenibilità economica. Oggi la direzione sembra essere quella di una gestione più razionale.
Anche la stabilizzazione dei ricavi da sponsorizzazioni sopra i 120 milioni rappresenta un segnale positivo, così come la scelta di riequilibrare la struttura finanziaria attraverso il bond da 150 milioni con durata di 12 anni.
Ma sarebbe sbagliato leggere questi numeri come la conclusione del percorso.
L'aumento di capitale dice che il lavoro non è finito
La proposta di un nuovo aumento di capitale dimostra infatti che la Juventus ha ancora bisogno di rafforzare la propria struttura patrimoniale. Allo stesso tempo, però, c'è un elemento che non può essere ignorato: Exor continua a sostenere il club. Il socio di maggioranza non soltanto sottoscriverà la propria quota, ma si è dichiarato disponibile a garantire l'eventuale inoptato e anticiperà immediatamente 60 milioni di euro. È un passaggio rilevante perché permette alla Juventus di programmare senza essere costretta a ragionare esclusivamente sul brevissimo periodo. L'aumento di capitale non dovrebbe essere interpretato come denaro destinato semplicemente al mercato dei calciatori. L'obiettivo dichiarato è più ampio: competitività sportiva, sviluppo degli asset, crescita del brand e sostenibilità finanziaria.
Lo Stadium sta diventando sempre più importante
C'è poi un'altra parte dei numeri che merita attenzione: la Juventus sta cercando di guadagnare di più da ciò che possiede. L'occupazione dell'Allianz Stadium al 97,6%, i ricavi record dalle partite di campionato e la crescita di Stadium Tour e Museo mostrano quanto l'impianto rappresenti un vantaggio competitivo. E il valore dello Stadium non è più limitato alle partite della Juventus. La finale di Conference League del 2028, la candidatura in vista di EURO 2032 e l'apertura ai grandi concerti permettono di trasformare progressivamente l'impianto in un asset capace di produrre ricavi durante una parte sempre maggiore dell'anno. Lo stesso ragionamento vale per J|hotel e J|medical, che avrebbero raggiunto i migliori risultati dalla loro apertura. Questa è probabilmente una delle strade più interessanti per il futuro: aumentare i ricavi senza dipendere esclusivamente dalla compravendita dei calciatori.
Il patrimonio reale della Juventus conta
C'è inoltre un elemento spesso trascurato quando si parla dell'indebitamento juventino. La Juventus possiede direttamente una parte molto importante delle proprie infrastrutture strategiche, a partire dall'Allianz Stadium. Una situazione non così comune nel calcio europeo. Questo non cancella il debito, naturalmente. Ma significa che una parte significativa dell'indebitamento è collegata alla costruzione e allo sviluppo di asset reali che rimangono nel patrimonio del club. Se, come indicato, il valore di mercato di immobili e rosa è significativamente superiore al rispettivo valore contabile, la lettura della situazione patrimoniale diventa necessariamente più articolata rispetto alla semplice osservazione dell'ammontare del debito.
Adesso manca la variabile più importante: vincere
Ed è qui che si arriva al vero punto. La Juventus può ridurre i costi, aumentare i ricavi commerciali, riempire lo Stadium e valorizzare i propri immobili. Ma per compiere il salto definitivo deve tornare ad avere risultati sportivi costanti. La previsione di un miglioramento significativo dal 2027/28 poggia anche sull'ipotesi di un ritorno a risultati più vicini alla media storica del club. Champions League, avanzamento nelle competizioni europee, premi UEFA, incassi da stadio e crescita commerciale sono tutti elementi fortemente influenzati dal rendimento della prima squadra. Per questo la vera sfida della nuova Juventus è molto semplice da individuare e molto più difficile da realizzare: far convivere equilibrio economico e vittorie. Negli anni precedenti spesso una delle due componenti è stata sacrificata per inseguire l'altra. Ora Carnevali, Massara e il nuovo management devono dimostrare che è possibile costruire una squadra più competitiva senza tornare alla spirale di costi che aveva appesantito i conti.
Una Juventus che prova a lasciarsi il passato alle spalle
La chiusura delle principali pendenze pregresse è un altro elemento che può aiutare. UEFA, procedimento di Roma e vicenda IMG appartengono a dossier che hanno condizionato gli ultimi anni. La definizione di queste situazioni consente alla società di concentrare maggiormente risorse e attenzione sulla gestione ordinaria e sul futuro. L'incasso di 22 milioni legato alla vicenda IMG aggiunge inoltre una componente finanziaria favorevole. Il quadro complessivo, quindi, appare migliore rispetto alle stagioni più difficili. Ma non bisogna commettere l'errore opposto e pensare che tutto sia già risolto. La Juventus sta riducendo i costi, stabilizzando alcuni ricavi, sfruttando meglio i propri asset e può contare ancora una volta sul sostegno finanziario di Exor. L'aumento di capitale, però, ricorda che la ricostruzione economica non è ancora terminata.
La vera svolta arriverà quando il club riuscirà a generare maggiore cassa attraverso la propria attività ordinaria e, contemporaneamente, tornerà stabilmente ai livelli sportivi che la sua dimensione richiede.
Perché alla fine il bilancio racconta una parte della storia. L'altra deve raccontarla il campo.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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