Ci pensa Elkann!

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di Fabio Moretti

Ci pensa ancora John Elkann. La Juventus chiude il bilancio con una perdita di 66 milioni di euro e prepara un nuovo aumento di capitale con il sostegno del socio di maggioranza Exor. Un'altra importante iniezione di risorse destinata ad accompagnare il club nella fase decisiva del proprio percorso di riequilibrio economico e, contemporaneamente, a non sacrificare la competitività sportiva. Ne parla in prima Corsport. 

Il messaggio che arriva dai conti bianconeri è quindi duplice.

Da una parte la Juventus continua a registrare una perdita significativa e ha ancora bisogno dell'appoggio dell'azionista. Dall'altra, però, alcuni indicatori operativi stanno migliorando e la società ritiene di poter accelerare il percorso verso un modello più sostenibile.

Bilancio Juventus: perdita da 66 milioni

Il dato destinato inevitabilmente a catturare l'attenzione è il rosso da 66 milioni.Una cifra importante, ma che secondo il club si colloca all'interno del percorso previsto dal piano.

La Juventus sta infatti cercando di ridurre progressivamente la propria struttura dei costi: nell'esercizio i costi operativi sono diminuiti di 42 milioni, mentre i ricavi da sponsorizzazioni sono tornati stabilmente sopra quota 120 milioni.La strada verso l'equilibrio, tuttavia, non è ancora completata.

Ed è proprio qui che entra nuovamente in gioco Exor.

Elkann ed Exor ancora al fianco della Juventus

Il socio di maggioranza ha confermato il proprio sostegno alla società bianconera.

È previsto un nuovo aumento di capitale e Exor sottoscriverà la propria quota, rendendosi inoltre disponibile a garantire l'eventuale inoptato.Non solo.

È previsto anche un intervento immediato da 60 milioni, che permette alla Juventus di disporre subito di nuove risorse. Il sostegno della proprietà resta quindi uno dei pilastri sui quali poggia la ricostruzione finanziaria del club.

Nuove risorse anche per la competitività sportiva

Il passaggio probabilmente più interessante per i tifosi riguarda la destinazione delle risorse.

L'aumento di capitale viene presentato come funzionale a sostenere «la competitività sportiva, lo sviluppo degli asset e del brand, oltre alla sostenibilità della società».Una precisazione importante.

Non significa che l'intero importo potrà essere trasformato in budget per il calciomercato. Una ricapitalizzazione serve prima di tutto a rafforzare la struttura patrimoniale e finanziaria della società.Ma significa anche che la Juventus non vuole affrontare il risanamento attraverso un ridimensionamento indiscriminato della squadra.

Ed è qui che entra in gioco il lavoro del nuovo management.

Carnevali e Massara devono trovare il punto di equilibrio

La missione affidata alla nuova struttura dirigenziale è complicata: spendere meglio senza smettere di competere.

La Juventus degli ultimi anni ha pagato anche una struttura dei costi molto pesante. La nuova strategia punta invece ad abbassare progressivamente le spese, aumentare i ricavi ricorrenti e costruire una rosa capace di produrre risultati sportivi senza generare continuamente nuovi squilibri.

Per Carnevali e Massara significa lavorare su giocatori sostenibili, valorizzazione della rosa, occasioni di mercato e operazioni che possano mantenere valore nel tempo.

Il capitale della proprietà può offrire maggiore stabilità.

Poi, però, dovranno essere le scelte sportive a fare la differenza.

La Champions diventa fondamentale

Esiste infatti una variabile che può accelerare enormemente il risanamento: il campo.

La Juventus ha bisogno di tornare stabilmente ai livelli sportivi della propria storia.

La partecipazione alla Champions League, i risultati nelle competizioni europee, gli incassi delle partite e la crescita dei ricavi commerciali collegata alle vittorie possono cambiare sensibilmente il conto economico.

Non è un caso che la società indichi nel 2027/28 una stagione dalla quale potrebbe arrivare un miglioramento significativo, a condizione che anche i risultati sportivi tornino su livelli coerenti con quelli storicamente raggiunti dal club