Esclusiva TJ

L'invito di Andrea Bosco alla Curva Sud: "Rispondete"

L'invito di Andrea Bosco alla Curva Sud: "Rispondete"TuttoJuve.com
Oggi alle 17:30Primo piano
di Mirko Di Natale
Il collega Andrea Bosco ricorda Sandro Mazzola e invita la Curva Sud a non stare in silenzio per quello che è successo allo Stadium

Andrea Bosco, che ha lavorato per le più importanti testate italiane (dal Corriere alla Gazzetta fino ad arrivare alla Rai) e a lungo editorialista per TJ, ha scritto una lettera aperta che TuttoJuve.com ha deciso di pubblicare in merito agli ultimi avvicendamenti successi in Juventus-Atalanta.

L'incontro con Sandro Mazzola

"Ho incontrato per la prima volta Sandro Mazzola quando ancora esibiva ricami e gol sul prato verde. Ero un giornalista alle prime armi e ci mise in contatto il fratellino Ferruccio che a Venezia era una star. Da allora, nel tempo, ci sono state altre occasioni. Le migliori al Tennis club di Vigevano ospiti di Sergio Calabrese, collega e amico con il quale a lungo ho lavorato alla Rai .Sandro era gentile, e certamente” astuto”: sapeva come navigare nel mondo. Ne conservo un ricordo molto piacevole. Giocava per l'Inter, e faceva cose, sul campo, sublimi. Non era “Messi prima di Messi“ come esagerando ha scritto Beppe Servergnini, era Mazzola Sandro: secco, veloce, spietato. Con la Nazionale aveva vinto un Europeo. E fu uno dei protagonisti di quella partita Italia-Germania 4-3 che nel tempo è diventata “la partita“. 

Mazzola era "il calcio"

Sandro Mazzola era figlio di Valentino: una squadra intera in un solo uomo, un po' come Alfredo Di Stefano. Non l'ho mai visto giocare ma mi fido di quello che hanno scritto quanti lo videro al Filadelfia: se davvero era come Alfredo Di Stefano, Valentino Mazzola non era solo un giocatore di calcio : Era “il calcio“.

Sono andato ai funerali di Sandro...

(...) In Sant Ambrogio (Milano ndr). Onorare certe persone è un atto di civiltà. Abito vicino, dieci minuti a piedi di strada da quella basilica e da quella colonna, marmo cipollino, capitello corinzio, epoca romana, parte dell'antico palazzo imperiale di Mediolanum che - vuole la leggenda - (a testimoniarlo sono due fori ancora visibili) vide uno scontro all'ultimo sangue tra il Demonio e il Santo Patrono, che era un immigrato tedesco proclamato vescovo a furor di popolo e che secondo le cronache dell'epoca aveva un pessimo carattere. Al punto da cacciare l'imperatore dal Duomo, quando lo sventurato si presentò per entrare. Non a caso a Milano, ancora oggi vige il “rito ambrosiano“. Ora, sempre secondo i cronisti dell'epoca, il Diavolo avrebbe tentato il Santo che, ovviamente, lo respinse. Ne nacque una lite violentissima che vide trionfare il vescovo: scagliato contro la colonna, il Demonio impattò con le corna lasciando i due fori ancora visibili. Liberatosi dalla pietra, Satana finì risucchiato in un vortice e quella colonna divenne una sorta di passaggio diretto per gli Inferi. Vuole la credenza popolare che accostando l'orecchio a uno dei fori si possano udire i suoni del regno di Belzebù, percependo anche un leggero odore di zolfo. Io l'orecchio l'ho messo: i suoni non li ho uditi, ma sarà stata suggestione, l'odore di zolfo credo di averlo annusato.

I tifosi interisti hanno applaudito Carnevali e Massara

Nonostante la sua dedicata colonna, il Demonio non ha potuto guastare la cerimonia dei funerali di Sandro Mazzola. C'era mezza Milano, molta gente del calcio, i soliti immancabili presenzialisti, delegazioni di alcuni club, gente comune. Quando sono sfilati Carnevali e Massara in rappresentanza della  Juventus, il popolo interista li ha applauditi. A differenza di quanto domenica sera all'Allianz (la Juventus si è immediatamente e giustamente dissociata, condannando) aveva in modo incivile fatto la Curva Sud bianconera. Che durante il minuto di silenzio per Mazzola, aveva mostrato la schiena e le terga al terreno di gioco, intonando cori per Scirea, Fortunato e Gianni Agnelli. Il giudice sportivo ha punito con 10.000 euro di multa. E sul web sono cominciati i distinguo.

Il mio pensiero sulle curve

Niente di nuovo: le curve non sono terra di educande. In curva si traffica droga, si fanno commerci illegali, le mafie sovente controllano, in curva (è accaduto) si pianificano agguati e persino omicidi. Le società sono ricattate da gente malsana che pretende biglietti, sconti agevolazioni e che i prefetti  a stento riescono a contenere. Lo dico senza giri di parole: quanto accaduto domenica sera a Torino è spregevole. Non mi appassiona il dibattito, sui media, il "ma però": gesto vergognoso quello della Sud e basta. Sono perplesso sugli inviti "ad educare". Chi dovrebbe farlo? La scuola? Il governo?  Lo stato?  I club? Dovrebbe farlo una entità che non va più di moda: la famiglia. Ma attenzione, il tifo è una bestia che spesso resta senza guinzaglio e museruola... Anche nelle famiglie più attente". 

Invito uno dei componenti della Sud

Invito almeno uno dei componenti della Curva Sud, (garantisco l'anonimato) a farsi vivo e a spiegare le ragioni di quel gesto. Quella curva aveva applaudito Franco Baresi qualche settimana prima. Perché a Mazzola non è stato riservato il medesimo abbraccio? Il cordoglio per i defunti è prassi civile. Che all'Allianz è stata sporcata. Mi ha detto un collega che ha tentato di avere una dichiarazione che la consegna della Sud è quella del silenzio. Reputo che fuggire dalla realtà sia un modo pavido di porsi. E persino autolesionistico. Da giorni si discetta sull'episodio con diversi e sempre accesi accenti. Nessuno conosce il pensiero della Curva. Che neppure con un comunicato si è  "presentata". Dissolversi, confinerà nel tempo, (passato il clamore mediatico) all'irrilevanza. Gente di spalle, anonima, senza volto. Resterà solo la maleducazione di un gesto che ha generato disgusto e pena.  Resterà una indegna bravata, senza neppure l'alibi di un - per quanto inaccettabile - perché. Dissacrare un defunto è vile.  E la vigliaccheria, come ha scritto Michel de Montaigne è 'la madre della crudeltà'".