IL TERZO TEMPO - Le scuse stanno a zero, la pazienza quasi. Higuain sugli scudi di una sconfitta che lacera i cuori di un popolo intero

IL TERZO TEMPO - Le scuse stanno a zero, la pazienza quasi. Higuain sugli scudi di una sconfitta che lacera i cuori di un popolo interoTuttoJuve.com
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lunedì 5 giugno 2017, 20:05Primo piano
di Luigi Risucci
La figuraccia che il popolo bianconero non meritava. Inspiegabile il black out di tutta la squadra nella ripresa. Qualcuno dovrà spiegare cosa è successo

É stato il triste epilogo di una stagione che poteva essere leggendaria. La Juve si scioglie a quarantacinque minuti dal traguardo, rimendiando una figura che nemmeno nei peggiori incubi dei tifosi poteva prospettarsi. Invece i bianconeri mollano inspiegabilmente l'”osso” della partita, non sono più i cani rabbiosi visti nella stagione, non aggrediscono gli avversari, si innervosiscono, in attacco sono impalpabili. Pressing, fame e determinazione, nemmeno l'organizzazione tattica e la concentrazione impartite da Allegri, tutte le armi della squadra, rimaste negli spogliatoi di Cardiff, prigioniere di chissà quale maleficio. Non è giusto chiamarla maledizione, è stata una mancanza psicologica e comportamentale, al cospetto di un Real Madrid più forte mentalmente e, di riflesso, sul campo, dove ha saputo “cogliere” i momenti propizi della partita. Prima che dispiaciuti, afflitti per la quinta finale consecutiva, i tifosi sono apparsi delusi e sconcertati, di fronte ad una resa sportiva pazzesca, anche alla luce di quanto accaduto nel corso delle precedenti undici partite continentali. Solo tre gol subiti, una difesa rocciosa ed un'abnegazione senza pari nel rettangolo di gioco facevano della Juve la squadra meno trafitta ed unica imbattuta della Champions. La follia di Cardiff ha invece avvolto i ragazzi di Allegri tra le sue spire, conducendola alla disfatta peggiore degli ultimi anni. I “titoli” e le dichiarazioni dei protagonisti erano state di ben altro tenore ed avevano ragionevolmente generato un entusiasmo ed un trasporto abnorme da parte di tifosi ed addetti ai lavori. E pensare che l'approccio era stato il solito, squadra coriacea e combattiva, che con queste doti aveva surclassato anche i mostri del Barcellona. Ronaldo segna su una ripartenza, ma subito i bianconeri tornano a pressare, fino al fantastico gol di Mandzukic, uno di quelli che sul campo e fuori ha dato tutto se stesso. Dybala riesce solo a far ammonire Sergio Ramos, mentre Higuain sembra scarico ed appesantito, non riuscendo ad anticipare i centrali avversari nemmeno una volta. Alla fine della partita l'impietoso computo del suo match dice nove palle perse su nove: incredibile. I novanta milioni spesi in estate per portarlo a Torino hanno portato senza dubbio in dote lo scudetto, con moltissimi gol decisivi, mentre in Europa il rendimento del Pipita è stato insufficiente. Nella fase finale ha segnato solo due gol al Monaco, restando a secco nelle altre partite decisive. Ovviamente non ogni colpa va addossata ad Higuain ma di certo meriterebbero spiegazioni gli inspiegabili atteggiamenti visti in campo nella ripresa, da parte di alcuni giocatori.

Allegri dal canto suo ha fatto ciò che poteva, traendo il massimo possibile dagli elementi presenti in rosa. É riuscito a cambiare modulo, valorizzando i giocatori più tecnici, salvo spremere tutti i titolari, che hanno giocato oltre 40 partite a testa (alcuni oltre 50). Più volte, durante la partita, lo si è visto sbraitare, dare le consuete indicazioni, incitare la squadra all'attenzione, come se avesse fiutato il rientro in campo dei suoi con atteggiamento e concentrazione abbassati drasticamente. E quasi certamente più volte si sarà voltato verso la panchina in cerca di ispirazione, tornando a guardare il campo sconsolato, vista l'assenza di alternative offensive di ogni genere. Il solo Cuadrado è entrato per poi farsi espellere, ingenuamente quanto immeritatamente, per l'orribile simulazione di Sergio Ramos, per cui è arrivata anche la dura reprimenda di Rio Ferdinand. La Juve stacca la spina e prende due gol in pochi minuti dal Real, come un pugile cade al tappeto e fatica a rialzarsi. Avrebbe anche un paio di situazioni per rialimentare la fioca fiammella della speranza, ma nulla gira per il verso giusto. Le deviazioni fortuite, gli episodi arbitrali, non possono mai essere una scusa quando si deve vincere un trofeo ad ogni costo, quando perlomeno bisognerebbe lottare, cercando di tenere la partita aperta sino all'ultimo minuto. Del resto le ultime due coppe vinte dalle merengues sono state agguantate con i denti a pochi secondi dalla fine. Invece la Juve ha perso le distanze, ha perso la capacità di fare pressing alto e persino la sua dote migliore, quella capacità di ripartire palla a terra per far male all'avversario. Piuttosto che cercare una scusa, qualcuno dovrebbe chiedere scusa, per aver illuso un popolo intero a suon di dichiarazioni fantasiose, ed in campo non ha dato il 100% per la causa comune. La stessa causa che ha fatto radunare 60000 persone in Piazza Castello, che per un assurdo scherzo poteva macchiare di un'altra tragedia immensa la storia di questa squadra. Anche ai feriti, che per passione erano in quel posto, qualcuno dovrebbe chiedere scusa. La società, tramite le parole del presidente Agnelli, ha espresso subito (oltre alla vicinanza ai feriti) l'intento di sedersi a tavolino con tecnico e dirigenza per pianificare una squadra ancora più forte. Ma questa volta, i buoni e certamente concreti propositi per un futuro luminoso sono offuscati dalla tremenda realtà che dice due finali vinte su nove. Non è il fato, né il malocchio ma un dato di fatto su cui bisognerà lavorare, tanto.

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