IL TERZO TEMPO - Brutta aria attorno alla Juventus, frutto dell'isteria collettiva. In Europa c'è chi se la passa peggio. Emergenza in difesa? La soluzione è in casa

IL TERZO TEMPO - Brutta aria attorno alla Juventus, frutto dell'isteria collettiva. In Europa c'è chi se la passa peggio. Emergenza in difesa? La soluzione è in casaTuttoJuve.com
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martedì 5 febbraio 2019, 13:15Primo piano
di Luigi Risucci
L'assurdo assedio alla truppa di Allegri, indicato come primo responsabile. Ma anche le altre big faticano. Emre Can soluzione praticabile per la difesa.

Prima in classifica, unica imbattuta nei primi cinque campionati europei, ma sotto assedio. È questa la triste cornice che accompagna la Juventus in questo inizio di febbraio, dopo un paio di risultati non in linea con la potenza di fuoco a disposizione di Massimiliano Allegri. È proprio il tecnico livornese il principale bersaglio della critica, pronta ad affondare colpi al primo accenno di zoppia da parte dei bianconeri. Fa specie pensare che i più accesi detrattori appartengano al “fuoco amico”: sono i tifosi juventini i primi a sparare a zero sulla squadra e sui risultati ottenuti sino ad ora. Siamo al teatro dell’assurdo. Sembra quasi che l’impressionante ruolino di marcia dei bianconeri in campionato (19 vittorie e 3 pareggi in 22 partite) sia dovuto per grazia divina. E che il primato conquistato nel girone di Champions fosse scontato, a dispetto della presenza nel raggruppamento di Manchester United e Valencia. Certo, la squadra ha subito l’eliminazione dalla Coppa Italia con il roboante 3-0 inflittole dall’Atalanta, ma invocare la cacciata immediata dell’allenatore per questo motivo è davvero troppo. Certi tifosi sono stati abituati troppo bene. Vincere non è mai scontato, non è mai ordinario, sebbene il motto societario imponga che la vittoria sia l’unica ricetta possibile per onorare la storia sabauda. Si diceva, in apertura, dell’imbattibilità in campionato: con il tonfo in casa del Lione, anche il ricchissimo Paris Saint Germain di Buffon, dopo essere stato defenestrato dal piccolo Guingamp in Coppa, ha abbandonato il club degli “invincibili”. Non solo. Guardando al week end in giro per il continente, ai parigini si aggiunge il Barcellona, che ha pareggiato in casa, faticando oltremodo, contro il Valencia (già, quel piccolo Valencia che in Champions secondo alcuni aveva la pericolosità di un porcellino d’india) mentre il Bayern Monaco ha perso sonoramente a Leverkusen (3-1). E lo spauracchio Atletico Madrid, prossimo ostacolo europeo? Manco a dirlo, ha perso l’occasione per avvicinarsi ai blaugrana, perdendo 1-0 a Siviglia contro il non irresistibile Betis. Sembra proprio che i bianconeri non siano i soli a barcamenarsi in qualche difficoltà. Chi mastica calcio, dovrebbe sapere che nell’arco di ogni stagione è lecito attendersi un fisiologico calo fisico e mentale. Tanto più se si immagina che nella pausa invernale si siano aumentati i carichi di lavoro e sia stato operato il cosiddetto “richiamo” di preparazione. Ma no, a certi esperti della combo “divano-tastiera” non basta nemmeno questo. La Juventus deve vincere sempre, perché è la più forte. Allegri è un incompetente che guida una Ferrari come fosse una Fiat Uno. La dirigenza ha sbagliato a vendere lo scontento Benatia. Ronaldo è bollito, senza solo su rigore. Rugani impreparato, Dybala involuto.

I bianconeri, è vero, sono apparsi imballati dal punto di vista fisico. L’aspetto mentale non è da sottovalutare vista la dinamica del rocambolesco 3-3 conquistato dal Parma nel quarto d’ora finale. A Bergamo, come contro i gialloblu, la squadra ha fatto harakiri consegnando almeno due gol a partita agli avversari come gentile concessione. Frutto di qualche calo di concentrazione e di assenza di lucidità già intraviste in Supercoppa e all’Olimpico contro la Lazio. Considerando quanto visto in campo, le difficoltà organiche dovute ai ripetuti infortuni ed una forma non certo smagliante, in questo inizio d’anno la Juventus ha portato a casa un trofeo, conserva un buon margine (+9) sul Napoli in campionato ed è uscita dalla Coppa Nazionale. Non esattamente un disastro. Capitolo infortuni: Allegri ha dovuto fronteggiare un’emergenza non facile da arginare, soprattutto nel reparto difensivo. Gli infortuni quasi contemporanei di Chiellini e Bonucci hanno mostrato la coperta corta nel pacchetto arretrato, con i soli Rugani e Caceres a disposizione. I due centrali titolari torneranno arruolabili per la sfida del Wanda Metropolitano: alla certezza circa il recupero del capitano si aggiunge il cauto ottimismo per l’ex milanista. Nel frattempo, per evitare di spremere i muscoli usurati del nuovo-vecchio acquisto Caceres, un’idea per niente peregrina potrebbe essere l’arretramento in difesa di Emre Can. Il tedesco ha giocato a più riprese in difesa con Klopp al Liverpool e nella nazionale teutonica. Visti il rientro di Pjanic e Khedira in mezzo al campo e la ritrovata forma di Bentancur, Allegri potrebbe far ricredere gli orfani di Benatia, “inventandosi” il centrale difensivo che sembra mancare. Staremo a vedere. Per la trasferta di Reggio Emilia, sarà pienamente recuperato anche Bernardeschi (che si sta allenando a Coverciano agli ordini di Mancini) mentre quasi sicuramente non sarà del match Douglas Costa. Il brasiliano è stato anche infelice protagonista di un incidente stradale, per fortuna senza conseguenze. Sarà l’occasione per rivedere tra i titolari Dybala, con Mandzukic e Ronaldo. A proposito dell’argentino, si è tentato di montare un caso circa un suo repentino ammutinamento durante la sfida a Gervinho e co. La Joya pare sia stata così veloce nella fuga verso gli spogliatoi da sfuggire alla miriade di telecamere presenti allo Stadium. È, a mio modo di vedere, l’ennesimo tentativo di destabilizzazione verso un giocatore che sta attraversando qualche difficoltà di troppo dal punto di vista realizzativo, ma che sta dando tutto per la squadra, sacrificandosi in un ruolo non suo. E pensare che, da qualche altra parte, il capitano sta abbandonando la barca a metà anno e a mercato chiuso per andare a guadagnare vagonate di milioni in Cina. Ma è tutto normale. Paradosso dei paradossi in un’Italia calcistica sempre più isterica e priva di raziocinio.

© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport